Archivio storico dell'arte — 4.1891

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AMICO ASPERTtm

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Il Yasari parla di molti affreschi di Amico Aspertini, di facciate a chiaroscuro in su la
piazza de'Marsigli in Bologna e a San Mammolo. Così di un fregio a San Salvadore, pure a
Bologna, tanto stravagante e pieno di pazzie, « che farebbe ridere chi ha più voglia di piangere ».
E soggiunge: « Insomma non ò chiesa, nò strada in Bologna, che non habbia qualche imbratto
di mano di costui » ; e poi ricorda pitture a Roma, a Lucca, e altre a Bologna nella chiesa di
San Giacomo. Il giudizio del Yasari siili1 Aspertini è sembrato aspro, ingiusto, maledico; ma
invece ò secondo verità. E noi immaginiamo veramente, come Yasari lo descrive, Amico Asper-
tini « con amendue le mani a un tratto, tenendo in una il pennello del chiaro, e nell1 altra
quello dello scuro.... e stando cinto, havere intorno intorno piena la coreggia di pignatti pieni
di colori temperati, di modo, che pareva il diavolo di san Macario, con quelle sue tante ampolle».
Per chi tale immagine delFAspertini disegnata dal Yasari sembri una caricatura, avvertiamo
che noi finora non abbiamo conosciuto quel pittore che nelle opere giovanili, quando egli
era ancora sotto l1 influsso de1 suoi maestri, ancor fresco di studi. Tutte le altre opere fatte di poi
sino al 1552, con quella sua gran prestezza di pennello sono andate distrutte; ma una ne resta,
e che avemmo la buona sorte di scoprire in una stanza del palazzo Isolani presso Minerbio,
fatta con una furia tale, con tali sgangherate proporzioni di figure, da lasciar comprendere come
Yasari sia stato accusato d1 ingiustizia a torto. Niun altro affresco rimane dell1 età matura del
pittore, a nostra saputa, e poco altro resta della sua lunga vita d^rtista, oltre ciò che abbiamo
citato. Ricordiamo però tanto una predella di lui nella collezione del marchese Strozzi a Ferrara
e alcuni frammenti presso il banchiere Diena a Modena, come qualche disegno d1 ornato a Firenze
nella Galleria degli Uffìzi, e a Yienna nella collezione Albertina. Il Giordani, già ispettore della
Galleria di Bologna, gli attribuì molte cose, ma senza discernimento ; onde non ad Amico, come
egli disse, ma alla scuola cremonese del Boccaccino, appartiene una tavoletta con la Yergine,
il Bambino e San Sebastiano della R. Galleria Estense di Modena. Il Morelli ascrisse al nostro
artista un ritratto di giovane donna della Galleria del Campidoglio, forse per Impressione della
fisonomia e per il girar degli occhi simile alle teste muliebri delFAspertini; ma la tecnica fine,
la diligenza stragrande dei particolari, il volto lungo, il fondo azzurrino richiamano piuttosto il
fare di Ercole Grandi. Documenti intorno alla vita di Amico ne abbiamo pochissimi: uno ne pro-
dusse il Gualandi nelle sue Memorie originali, delli 6 di maggio 1527, ed è una ricevuta di
Amico per il pagamento di lavori eseguiti ad Annibale Gozzadini; altri ne produsse Ottavio Maz-
zoni-Toselli ne1 suoi Racconti storici estratti dall'Archivio criminale di Bologna (Bologna, 1866-70),
assai importanti perchè ci determinano Fetà delFAspertini e il suo carattere. LTAspertini, citato a
testimonio in un processo fatto a Domenico del Francia, nel gennaio 1525, disse di avere 50 anni
e di possedere 3000 lire; in un altro documento dell1 Archivio criminale di Bologna si viene a
conoscere che Amico accoltellò Maffeo da Milano. Ciò non gli tolse di morire tranquillo, in
tarda età, nel 1552, e di lasciare ai suoi figli e a sua moglie denari e robe.

A. Yenturi.
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