Archivio storico dell'arte — 4.1891

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N. BALDORIA

della deposizione, quindi alcuna comunanza di culto ed attinenza storica o liturgica, sì che la
memoria dell'uno è unita con quella dell'altro.

Ambedue sono venerati nello stesso oratorio, ed ivi ambedue ritratti nei mosaici. San Ze-
none è figurato come diacono, e tale si trova anche nell'abside della basilica; san Valentino
come prete. Ciò sarebbe in contraddizione col testo dell'epigrafe sopraccennata, ove si legge
Zenonis presbiteri; ma il De Rossi, pensando ad omissioni non infrequenti nell'epigrafìa medievale,
propone la seguente reintegrazione, che mi sembra accettabile: « Zenonis fratris Valentini
presbyteri ».

L'interno della cappella consta di uno spazio quadrato, su tre de'cui lati si approfondano
altrettanti nicchioni di pianta rettangolare, che danno all' edifìcio una forma speciale di croce
latina. La volta è a spigoli, impostati là donde partono anche gli archi con cui terminano le
pareti, ed apparentemente sostenuti da quattro colonne con piedistalli, basi e capitelli, sopra
ciascuno de' quali sta una specie di alto abaco di sagome semplici e rozze a fascie, gole e listelli.1

La porta d'ingresso dà sul fianco della navata minore destra della basilica; due dei tre
sfondi arcuati, o nicchioni, incavati nello spessore delle altre pareti, cioè quello di maggiori
dimensioni, che è di fronte, e quello a destra di chi entra, sono forniti d'altare, mentre nel terzo
è stata aperta una porticina, là dove invece, secondo l'epigrafe già posta in quel luogo, ed il
musaico sulla parete di fondo sopra il vano stesso, doveva esser sepolta Teodora, madre del
pontefice. Sopra la porta d'ingresso una finestra ad arco manda la luce dalla chiesa, e nella parete
di fronte un'altra finestra che arriva alla sommità dell'arco ove gira la volta, manda la luce dal
di fuori. Tuttala parte inferiore delle pareti, compreso lo spessore di esse, là dove s'addentrano
gli altari o sono le porte, fino a dove incomincia il giro degli archi, è impellicciato di marmo
greco a vena diritta; 2 tutto il resto della cappella, non eccettuati i sottarchi, gii spazi sopra
gli altari e la porta minore, e finalmente la parete esterna sopra la porta d'ingresso, è splen-
didamente decorato di mosaici. a

Nel mezzo della volta è figurato il busto di Cristo colla destra appoggiata sul libro chiuso

1 Questi guanciali son diversi dagli abachi bizantini
generalmente a tronco di piramide rovesciata le cui
faccie sono decorate di simboli cristiani. Osservò, e
credo giustamente, l'illustre G. B. Be Rossi (L'abside
della basilica Severiana in Napoli, § II, nel Bollettino
d'archeologia cristiana, 1880, p. 151 e segg.) clie essi
mostrano d'esser piuttosto pezzi d'architrave, quali si
trovano sopra singole colonne già fin dalla metà del
v secolo in alcuni monumenti di Roma ed altrove. A me
sembra inoltre che nella cappella di San Zenone si sia
voluto simulare che essi funzionino da basi ai quattro
angeli rappresentati in mosaico sugli spigoli della volta,
poiché dal basso apparisce che questi angeli posino
veramente sui detti pulvini e formino tutto un insieme
con questi e colle colonne.

2 In tempi a noi vicini, e probabilmente nel sec. xviii,
le pareti intorno all'altare della Madonna di fronte alla
porta sono state rivestite di marmi differenti, e non più
semplicemente, ma con decorazione policroma. Così tutto
intorno alla cappella si coronò la parte incrostata di
marmi, nel limite cioè tra questa e i mosaici, di una
brutta cornice di stucco.

Sopra la porta d'ingresso, internamente, e tra que-
sta ed il vano della finestra, leggesi la seguente iscri-
zione :

ARAM A PASCIIALE I . BEI FAR AE YIRG1NI

HOC NOMINE S. MARIA BIBERA NOS A POEN1S

I

INFERNI SACRO CHRISMATE BEBICATAM AC
FRACTIS TEMPORYM VETYSTATE RELIQVIARVM
SIGILLIS A B1BACO COLYMBANIO ABATE ITE-
RYM CONSECRATAM AMOTA OB SACELBI RE-
STAYRATIONEM MENSA A STIPITE CAROBYS
VICTORIYS AMABEYS S. R. E. PRESBYTER CARD.
T1TYBI S. PRAXEBIS A BANCEIS j SOLEMNI RITY
TERTIO CONSECRAYIT. SEPT. IB. SEPTEMB. AN.
IYB. MBCCBXXI.

3 Di tale forma doveva essere anche l'altro oratorio
eretto da papa Pasquale I presso la basilica Vaticana
in onore de' santi Processo e Martiniano. Si legge in-
fatti nel Liber pontificalis (in Paschale, § Y) ch'esso
era super columnas in quadrifido cameranter musivo pul-
chrisque metallis decoratimi. Nò dissimili per decorazione
dovevano esser gli altri oratori di quel tempo, come anche
di tempi anteriori in Roma e fuori di Roma, quadrati
o circolari che fossero. Così, per esempio, l'autore della
vita di san Baniele (scritta nel secolo xi) descrive l'o-
ratorio di San Prosdocimo presso la basilica di Santa
Giustina a Padova: Est praeter liane Basilica)».... Ora-
torium, sire templum miraepulchritudinis constructinn....,
cuius parietes humotenus in circuitu vario sunt mannare
cr ustati ; pars vero superi or, quae testudineo clauditur
arcu, longe lateque deaurata relucet opere muselaeo depicta.
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