Archivio storico dell'arte — 4.1891

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266 N. BALDORIA

fatta costruire da Giovanni VII nella basilica di San Pietro è, secondo i disegni del Grimaldi,
alquanto diversamente concepita. 1 Bellissima è la decorazione della grossezza del muro intorno
alla finestra che dà nella chiesa, a squame contrapposte derivanti dall'intreccio di striscie bianche
ondulate; e ciascuna squama presenta un bel passaggio di colori dall'arancio (giuggiola) alla lacca
rossa, al cilestro (mannello) chiaro e scuro ed al turchino.

Sopra la porta d'ingresso, esteriormente alla cappella ed intorno alla finestra, son disposte,
rispettivamente su fondi turchino e d'oro, due serie di imagini clipeate. Nella prima serie, al
sommo dell'arco, vedesi Maria col Bambino; le stanno ai fianchi due santi chierici con tonsura
(il diacono san Zenone, giovane, con tunica gialla, a destra, ed il prete e martire san Talentino,
vecchio, con casula rossa, a sinistra) ed otto sante coronate, di cui le due prime sono santa Pras-
sede e santa Pudenziana. Nella seconda serie si ravvisa in alto il Salvatore, e gli sono distribuiti
ai fianchi i dodici Apostoli, i quali, siccome ha già fatto osservare il Muntz, 2 mostrano tipi uguali
a quelli degli stessi Apostoli figurati nell'interno della cappella e nell'arco trionfale della chiesa.
Superiormente, ai due angoli di questa composizione musiva, altre due imagini clipeate, con
bianche barbe e tunica e pallio bianchi, sembra raffigurino due profeti.

Opera moderna, e forse della fine del secolo passato o del principio di questo, sono i due
pontefici rappresentati nei due angoli abbasso. Al tempo del Ciampini3 queste due figure erano
dipinte.

Del resto molti danni e molti restauri ha patito dovunque, e specialmente nei fondi, questa
decorazione all'esterno della cappella, e perciò non mi allungo a descriverla minutamente.

Nell'interno il rifacimento può dirsi abbastanza limitato, quantunque il Ciampini abbia scritto
che già al suo tempo il mosaico era « in multis dirutum atque offuscatum ». 4

Il restauro maggiore deve essere stato eseguito nella seconda metà del secolo passato, quando,
come apparisce dall'iscrizione riportata più indietro in una nota, si procedette al riordino di tutta la
cappella. Ad ogni modo le parti non originali si riconoscono assai facilmente, poiché in esse le
tessere alquanto più grandi e tagliate molto più regolarmente, sono anche disposte con molto
maggiore simmetria e più aderentemente fra loro che quelle del secolo ix.

Incominciando dalla volta, oltre a qualche danno apportato dall'apposizione di grosse grappe
di ferro quando si volle assicurare l'intonaco cadente, troviamo restaurata una piccola parte del
cerchio entro cui è rappresentato il Salvatore, un grande pezzo di fondo d'oro e tutta la parte
mediana dell'angelo a sinistra di chi guarda verso la porta, mentre a destra si vede rimesso
colle stesse tessere originali un altro pezzo di fondo d'oro e l'ala destra dell'altro angelo.

Nella parete a destra di chi è rivolto verso l'altare, si discerne restaurata inferiormente
tutta la fascia ad ornato di vari colori; e così è anche avvenuto nella parete sopra la porta,
a destra, e quindi nella parete a sinistra, ove il restauro passa su tutto lo spigolo del sottarco e
s'addentra alquanto nel sottarco stesso, mentre nello sfondo dell'arcata vedesi rifatta tutta la
parete inferiore fino alle teste delle quattro figure femminili, teste che pure credo alterate da ma-
nomissione, sebbene mostrino ancora le tessere originali: nello stesso sfondo scorgesi sopra il capo
della Madonna un'altra grande chiazza di restauro, la quale s'allarga e passa alcun poco nella
lunetta ov'è rappresentato l'agnello sul sacro monte.

Pur nella parete di fronte alla porta d'ingresso, quasi tutta la fascia intorno allo spigolo
del sottarco è rifatta, e nel medesimo sottarco rimane intaccata la decorazione a meandri con animali,
inferiormente, nella parte a sinistra, e fino quasi al sommo dell'arco nella parte a destra dove
mancano pur molti pezzi.

I mosaici di questa cappella erano arrivati a noi tutti sudici in modo da non potervisi
quasi più distinguere neppur le figure, e, specialmente nella volta, affatto cadenti per l'umidità
che, penetrata dal tetto, avea sollevato gli intonachi. Ora il Ministero della pubblica istruzione
procedette alle riparazioni, affidandole al bravo mosaicista Mattia, il quale con diligenza veramente

1 Garrucci, St. dell'Arte crisi., I, p. 582, IY, T. 280, n. 8. 3 Vetera monum., p. 151.

2 Revue arch., sept. 1874, p. 176. 4 Ciampini, op. cit., p. 150 e segg.
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