Archivio storico dell'arte — 4.1891

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Il dispositivo a favore di Onesta, figlia di Giustina,
è completamente diverso, ed è del seguente tenore :
« Item jure legati reliquit et legavit dominae honestae
filiae Justinae de bracciano ad praesens habitanti in
domo ipsius testatoris, quod de tanto ipsa stabit et
stare voluerit in domo ipsius testatoris in qua de prae-
senti ipse testator habitat in gubierno Jooannis fran-
cisci filii ipsius testatoris, ipsa donec vixerit habere
debeat stantiam et victum suum honorabiliter, et quod
a nemine neque a suo nepote neque a suo filio a dieta
testatoris domo neque ab alimentis suis videlicet esu
et potu in eadem domo sibi honorate traditis, amoveri
possit, nec expelli aliquo modo donec vixerit, et voluit
quod ipsa honesta possit eligere in eadem domo eam
stantiam quam prò suo usu sibi videtur esse meliorem ».

Nel secondo testamento si dichiara inalienabile tutta
la proprietà; in questo invece si dispone che il figlio ed
il nipote ed i loro discendenti sarebbero stati in facoltà
di alienare una metà di essa, in modo che, mancando
gli eredi diretti, l'eredità stessa sarebbe toccata agli
stessi luoghi pii « in totum aut in partem prout re-
manserit ».

Sono in questo test, nominati esecutori il cardinale
Gambara, il cardinale di Carpentras « alias dictum de
Scudetto, d. franciscum robertis, ac etiam d. Joannem
de frascati ».

In fine si dice che il test, fu steso in presenza del
nipote Giovanni Angelo, « praemissa acceptante ». Fu-
rono testimoni :

« D. Laurentio Raphaelis de puctellis cive fiorentino
D. Evangelista argenti de tesis milite Sancti Petri
nitro francisco de ays laico calzettario in vicinantia,
domino bastiano quondam petri pauli de mercatello de
Yrbino, banderario in vicinantia, m. Raynerio libicino
de cesia milite sancti pauli, Adriano argenti de cesis
Capellano collegii militum Sancty Pauli de Yrbe, dono
paulo de amicis de la scurgula aurifice in urbe Ana-
gninae diocesis ».

Degli altri precedenti testamenti indicati in quello
del 1548, non ho notizia.

16 marzo 1540.

Giovanni Pietro Crivelli loca a Tommasino « de Bo-
nifortis » una casa sita in una vigna « sex petiarum
in circa vel ultro », fuori delle mura della città, « in
loco appellato vulgariter alla sposata »; loca « dictam
domum ipsius domini Joannis petri cribelli vineae ut
supra sitam cum omnibus et singulis eiusdem domus
solio cameno cantinis stabulis ac exitibus ac intrati-
bus eiusdem domus una cum eiusdem domus scoperto
in quo est arbor quercus ac etiam una cum certo viali
retro ipsam domum existente longitudinis ab una sepe

ad aliam quantum durat latitudo ipsius domus. Reser-
vata tamen ipsi domino locatori una stantia sita in
eadem domo in qua sunt duo membra superiora prò
usu vineae et vinatoris ipsius domini Joannis petri ».
La vigna non si intende locata, ma resta a disposizione
del Crivelli e del suo vignaiuolo. La locazione è per
cinque anni, al prezzo di scudi annui 25, pagabili a
rate semestrali anticipate.

[Atti Robertus De Paulis, voi. 281, c. 107].

20 dicembre 1540.

« Basilia relieta quondam Jacobi fabribarcarum »
rilascia quitanza a Giovanni Pietro Crivelli, per aver
ricevuto ducati cento, denaro dovutole da questi per
l'acquisto fatto dallo stesso Crivelli di una casa « prope
Sanctam Luciani de la tinta ».

[Atti dello stesso, voi. 281, c. 140].

Segue ricevuta di un censo pagato dal Crivelli su
detta casa.

13 settembre 1544.

L'Arcispedale di S. Giacomo degli Incurabili dà in
enfiteusi perpetua a Giovanni Pietro Crivelli « (Joanni
petro mediolanensi celeberrimo in urbe auriferi) » un
terreno di sua proprietà.

[Atti dello stesso, voi. 282, c. 181-185].

1° gennaio 1547.

Quitanza fatta da « d. honesta de bracciano » in
favore di Giovanni Pietro Crivelli.

« .... honesta filia quondam Antonelli de campo
basso ac relieta quondam Auliani de vico vario .... »

[Atti dello stesso, voi. 285, c. 1].

17 giugno 1547.

« Quitanza et assecuratio facta per d. Basiliam
quondam Jacobi fabarche in favorem D. Jo. Petri de
cribellis ».

[Atti dello stesso, voi. 285, c. 40].

7 giugno 1548.

Decreto della Congregazione di San Giacomo degli
Incurabili, in cui si viene ad una transazione col Cri-
velli, riguardo a certo denaro, in vece del quale il
Crivelli dà un paio di candelabri d'argento.

[Atti dello stesso, voi. 283, c. 110-111].

14 febbraio 1549.

Il Crivelli dona da vivo alle « vergini orfane » le
case che per testamento (vedi) aveva deciso di lasciar
loro.

[Atti dello stesso, voi. 283, c. 232-234].

D. Gnoli.
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