Archivio storico dell'arte — 4.1891

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NUOTI DOCUMENTI

291

Lo Spedale

di Santa Maria degl'Innocenti a Firenze.

Documenti inediti sulla storia della sua Fabbrica.

Le notizie che finora possedevamo sulle vicende edi-
lizie dello stabilimento il cui nome si legge nel titolo
di questo articolo, ci erano somministrate dai due bio-
grafi del suo autore, Filippo Brunelleschi, l'immortale
iniziatore dell'architettura del Rinascimento. Se non che
ambedue gli scrittori in discorso nelle loro relazioni si
attennero a tanta parsimonia e brevità che non c'era
mezzo di farsi un concetto chiaro e preciso sull'epoca
in cui furono iniziati e compiuti i lavori, sulle fasi con-
secutive dell'esecuzione di essi e sugli artefici o maestri
che vi ebbero parte. Quel tanto che ce ne dice il Va-
sari nelle poche righe da lui consecrate al nostro mo-
numento (ediz. Milanesi, t. II, p. 366) si riduce in so-
stanza alla notizia che il progetto del Brunelleschi, per
esser lui stato assente più tempo da Firenze, fu nel-
l'eseguirlo alterato da Francesco della Luna il quale
nel frattempo tenne le veci del maestro. Antonio Ma-
netti poi, l'anteriore dei due biografi (del di cui scritto si
giovò pure il Vasari), nella sua narrazione alquanto più
distesa, oltre al dirci esser l'opera stata intrapresa dal-
l'Arte della Seta, si diffonde, egli pure, a enumerare
uno per uno i « mancamenti principali molti evidenti,
da quel disegno discrepanti che Filippo aveva lasciato,
quando per uno tempo egli era forzato dovere stare al-
trove », non designando però la persona di chi ne fu
cagione, perchè come egli s'esprime « onesto non è no-

•v

minare chi e' fu » ; ma che noi dal Vasari già conosciamo
che era il della Luna. (Vedi Milanesi, Operette storiche
di Antonio Man etti, ecc. Firenze, 1887, p. 134 e segg.)1

Alla scarsezza degli appunti forniti dai due autori
contemporanei o presso a poco, adesso viene supplito
da una fonte, quanto autorevole e autentica tanto ricca
anzi esuberante, la quale finora era affatto inesplorata.
Questa ci si è schiusa nei « Libri della fabbrica o della
muraglia », conservati nell'Archivio degli Innocenti e
non mai rovistati coli'intendimento di ricavarne la

1 Sulla persona di Francesco di Francesco di Pierozzo della Luna,
oltre quel tanto che ci sarà rivelato nei seguenti estratti dai Libri della
Fabbrica intorno alla parte che ebbe in essa, abbiamo rilevato dalle sue
Portate al catasto (quart. S. Maria Novella, gonf. Leon bianco) nel-
l'Archivio di Stato fiorentino questi appunti: Nacque nel 1373; nella
Portata del 1427 si dichiara possessore di quattro case e altrettanti
fondachi tutti affittati, di setta poderi e di più di 24,000 fiorini di cre-
diti iscritti sul Monte comune. Tiene di più un traffico di seta. Abita
a San Leonardo in Arcetri, dove, oltre un podere suo proprio, ne tiene
in affitto un altro dalla Parte guelfa, il quale poi viene acquistato da
lui nel 1428 (secondo la sua dichiarazione fatta nella Portata del 1446).
Manca la Portata del 1430; quella dal 1433 non contiene niente di
nuovo. Nel 1442 dice: «Nonmj truovo ne trafficho ne industria alcuna»,
e nel 1446 distribuisce il suo possesso tra i figli. Non ci fu dato poter
rilevare quando sia mancato di vita.

storia dell'edificazione del nostro monumento. Essi con-
tengono i registri, composti minutamente e con somma
esattezza, di tutte le spese avvenute nella costruzione
delle diverse parti dello stabilimento, e di più un certo
numero di ricordi concernenti i contratti e accordi, pat-
tuiti circa l'allogazione dei più importanti lavori, co-
minciando dal principio fino al perfetto compimento
della fabbrica, cioè dal 1419 al 1451. Disgraziatamente
uno dei nostri libri, quello che rinchiudeva i conti dalla
fine dell'anno 1429 sino al principio del 1434, è andato
smarrito.

Prima di offrire nelle seguenti pagine agli eruditi
e agli studiosi d'arte gli estratti che dai libri in di-
scorso abbiamo fatti collo scopo di ricomporre mediante
essi l'andamento dei lavori di costruzione, ci corre
l'obbligo di porgere le più sentite grazie al signor
cav. prof. Pucci, regio commissario di Santa Maria de-
gl'Innocenti, che con gentilezza senza pari ha voluto
secondare i nostri studi coll'accordarci liberalmente il
permesso di frugar l'archivio di quell'ospedale per ri-
trovare fra le sue carte i documenti, i quali potessero
aiutarci nel nostro intento.

E passando ora allo spoglio dei documenti, non ci
resta se non d'avvertire il lettore che nella riproduzione
del testo ci siamo attenuti alla maggiore esattezza di-
plomatica, copiando fedelmente l'originale, ma scio-
gliendo bensì le abbreviature più comuni nella scrittura
del Quattrocento, ed aggiungendo in parentesi in ca-
rattere corsivo la soluzione di quelle meno usitate, come
anche la spiegazione di termini tecnici e di espressioni
o storpiate o andate in disuso. Riguardo poi al tenore,
alla sostanza degli spogli pubblicati, abbiamo corredati
di annotazioni e commentari tutti quelli che ci parean
averne bisogno per rischiarare così viepiù la storia della
edificazione del monumento di cui trattano.

*

* *

Il più antico fra i Libri della Muraglia porta sul co-
perchio il titolo: Primo libro di conti dell'educazione del
nostro spedale segnato A, seguita l'anno 1419 e 1420, e ha
sul primo foglio la seguente scritta : « Questo libro
edello spedale di sta maria dellj Innocentj inchomin-
ciato ascrivere per Andrea di Bonaventura e per me
Andrea di domenicho manovalj nel quale siscrivera di
molte chose delsopradetto spedale ede sengnato A ».

Sono questi i due provveditori preposti alla soprin-
tendenza della fabbrica dall'Arte della Seta, padrona
di essa. Rincontreremo il secondo in questa sua qua-
lità ripetutamente più avanti sui fol. 45 v., 55 v., 81 r.
e libro B fol. 32 r.

fol. 9 r. « Richordanza cheglioperaj anno alloghato
insino a dj 6 daghosto 1419 adambruogio dj lionardo
maestro ifondamentj del nuovo spedale chessi debe fare
hedifichare perlarte dj porta sta m!l (Maria) il detto Am-
bruogio debe fare chavare e dettj fondamentj atutte sue
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