Archivio storico dell'arte — 4.1891

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29C,

anni consecutivi 1427-1430. Con questo dato vien emen-
data l'indicazione della nota 4, pag. 366 del tomo II
della recentissima edizione del Yasari.

fol. 161 e 164. Si trovano registrati conti saldati in-
sino agli 11 maggio 1429, riguardanti embrici e colmi-
gnoli forniti ed adoperati « in sul tetto della chiesa,
in sul tetto dello spedale cioè il tetto impianellato, in
sul tetto del porticho sopra alle voltj (sic), tetto sal-
vaticho » (conf. più addietro a fol. Ili r.).

I)a questi dati s' inferisce che all'epoca citata una
parte considerevole dello stabilimento era compiuta.

fol. 164 v.: « 1429. Richordo che oggi questo dj 18
ottobre cioè il dj sto Lucila abbiamo misuratj tuttj fon-
damenti fattj alospedale per insino adetto dj per piero
djcionni e nanni dimichele del fogna per vighore duna

alloghagione aloro fatta a dj 7 dottobre 1427

(seguono i singoli posti marcati colle loro dimensioni).
Uno fondamento che muove alato alla porta che (che è)
nelmezo delchiostro dellospedale cioè la porta che mette
nelorto ilquale fondamento va verso lorto epoi sivolge
lungho lorto verso glagnoli e poi volgie verso lacasa
discampolo e va insino allapiaza ilquale fa muro castel-
lano ecigne tutto labituro defanciugli edeledonne

(seguono misure). Uno fondamento dalaltro lato didetta
porta ilperche laporta rimane inmezzo èva verso lorto

insino al muro castellano (seguono misure).

Uno fondamento delle tre faccie della infermeria che
la lJi (quarta) fa il muro castellano (seguono mi-
sure). Uno fondamento ditre faccie deluoghi communi
dirieto allospedale che la 1/i faccia emuro didetto spe-
dale Uno fondamento che muove aluscio delava-
toio dj sotto lanfermeria (sic) èva verso la chucina e
volge lungho irefettoro elasala èva verso la porta dei-
martello (porta principale alla quale si picchia col mar-
tello per esser admessi) insino almuro vechio equivi volgie
èva insino alla faccia dello spedale questo e ilmuro che
va da tre faccie intorno alla corte (la seconda corte
situata al lato meridionale verso Santa Maria degli
Angeli) che la 1/i faccia dj detta corte e ilmuro del-
lospedale (seguono misure). Somma tutti eso-

pradettj fondamenti br. 3531 quadre dequali debono
avere denari 18 del br. per vighore della alloghagione
a loro fatta per gloperai chome apare inquesto 182 che
in tutto montano 11. 264 ss. 16 d. 6 ».

Come si desume dalle indicazioni topografiche sur-
riprodotte, si tratta qui del principio dei lavori in quelle
parti dell'edilizio, le quali si estendono da una parte
dietro la corte di mezzo verso il giardino, dall'altra al
sud dell'abitazione dei fanciulli e della seconda corte
attigua ad essa. Queste parti che dovevano limitare lo
stabilimento ai due lati dell'est e sud furono dunque
principiate a fondare verso la fine del 1427.

Col fol. 167 finiscono le ragioni e note di spese nel
nostro libro: gli ultimi suoi fogli (dal fol. 175 v. al
fol. 189 r.) sono riempiti con ricordi scritti dai prov-
veditori e riferentisi ad accordi e contratti stipulati

con maestri, artigiani, manovali e fornitori. Cosi al
fol. 175 v. si trova un ricordo de' 7 luglio 1422 della
allogazione fatta a Antonio e Francesco di Geri del mu-
ramento « dove a aesser la chiesa », ed a Jacopo d'An-
drea Giani insieme con Nardo d'Andrea di Bocchi le-
gnaiuoli « del tetto dellabitazione de fanciulgli dello
spedale di sta ma degli innocentj », i quali s'obbligano
di darlo compiuto « per tutto il mese daprile prossimo
che viene 1423 ». I conti relativi, però, non sono sal-
dati se non al 21 gennaio dell'anno successivo.

fol. 176 v. Sotto la data del 1° ottobre 1423 si allo-
gano a Albizzo di Piero « nove archi dj pietra di con-
cio cioè di falda grossa o dj falda gientile odj masso
e della cava dj trassinaia, e detti archi dee fare sopra
le dieci colonne che sono in sulporticho dello spe-
dale e alle soprascritte cose stette mallevadore

Andrea dj Nofri lastraiuolo ». Si chiude il ricordo colla
nota: « A dj 16 dj marzo 1419 (rect. 1423; conf. più
addietro a fol. 62 r.) i sopradettj nove archi compiuti
furono misuratj e fatta la ragione djcio che monta-
vano ».

In quanto al significato di « falda grossa o falda
gentile », togliamo dal Targioni-Tozzetti (Viaggi perla
Toscana, t. I, pp.18 e segg.) questa spiegazione: «pietre
di falda grossa sono pietre di grana grossa o renosa,
chiamata comunemente ruspe, che sono migliori per
le fabbriche esposte all'aria; pietra di falda gentile è
quella di grana minuta, più simile alla polvere, detta
fine, buona al coperto ». Confrontando questa defini-
zione colla descrizione fatta dal Vasari (t. I, p. 126)
della pietra serena e della sua varietà, la pietra del
Fossato, si è indotti a identificare quest'ultima colla
nostra « pietra di falda grossa », e la prima colla « pie-
tra di falda gentile ». Sotto « masso » poi s'avrebbe da
intendere la cosidetta pietra forte. La cava di Trassi-
naia, situata sul poggio di Yincigliata sopra Majano,
forniva tutte queste sorti di pietre in ottima qualità
(conf. Guasti, La cupola di Santa Maria del Fiore, Fi-
renze, 1859, doc. 158, 165, 254-256). Sull'intagliatore
e lastrajuolo Andrea di Nofri di Romolo vedi YArchivio
storico delle provincie napoletane, t. Vili, p. 272, e il Re-
portorium fiir Kunstwissenschaft, t. XI, p. 96.

fol. 177 r. Sotto la data del 4 maggio 1474 si allo-
gano a « Romolo di Lorenzo ferraiuolo le catene e pa-
lettj ealtro ferramento le quali i detti operai veranno
per mettere nelle voltj che alpresente sanno afare al-
porticho del nuovo spedale. Il detto romolo ledebba
fare edare fatte inquello modo e forma elungheza egro-
seza efazione epesa che sara deliberato per filippo di
Ser hrunelesco conducitore del detto lavorio overo per
sopra dettj operai le quali catene epaletti pro-
mette dare interamente fornite ecompiute per di qui
adj 15 daghosto prossimo cheviene 1424 ».

Conf. più addietro a fol. 70 r. la nota sopra questi
ferri consegnati dal 4 ottobre al 20 novembre 1424.
Nel presente ricordo il Brunelleschi viene por la prima
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