Archivio storico dell'arte — 4.1891

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NUOVI DOCUMENTI

in questo punto viene confermata dalla testimonianza
dei documenti. Poiché, sebbene Fr. della Luna al tempo
in cui s'allogò il lavoro in discorso, già da quindici
giorni non adempisse più l'ufficio di uno degli operai,
il pensiero di alterare il modello originale nel modo
indicato doveva nondimeno essere stato concepito mentre
egli era ancora nell'ufficio per poter mettersi in opera
fra un così breve tempo dopo il suo congedo. Del resto,
nelle prime parole del nostro ricordo si afferma che
l'aggiunta in questione, cioè i lavori di muramento in
essa, erano effettivamente in corso di esecuzione. Ora
così questa come l'accordo riguardo ai lavori di scar-
pello da eseguirsi in questa parte della fabbrica cadono
in quel mezz'anno (febbraio-giugno 1430), durante il
quale il Brunelleschi era per lo più assente da Firenze,
occupato a riveder le fortificazioni di alcuni castelli fio-
rentini e ad attuare il suo progetto circa l'allagamento
di Lucca (vedi Vasari, t. II, p. 393). E con questo viene
confermata da una parte e rischiarata dall'altra la nar-
razione che il Manetti fa delle vicende di questa parte
della fabbrica — sempre supposto che si voglia attri-
buire al maestro un'ingerenza decisiva sulla direzione
dei lavori anche in questo periodo di essi. Siccome però
nei Libri della fabbrica dalla fine dell'anno 1424 cer-
chiamo indarno il suo nome che fin allora vi ricorreva
più volte (vedi a fol. 86 r.), noi incliniamo a supporre —
il che ci pare più verosimile — che egli si fosse di-
messo dalla direzione dei lavori forse fin dal momento
in cui Fr. della Luna, eletto uno degli operai, ottenne
su essi un'influenza decisiva (1427) e che non abbia nep-
pure riassunto il suo impiego anteriore, quando il Della
Luna, durante parecchi anni (1430-1435), non ebbe in-
gerenza nella fabbrica.

fol. 188 v.: 1430, 10 marzo, Piero di Giovanni da
Santa Maria Impruneta si obbliga di fornire 2000 em-
brici « equali enbricj voglono (sic) edettj operai per
coprire glabituri del detto spedale o parte djqueglj ».

fol. 189 r. : 1435, 17 giugno, si fa a Gherardo di Ber-
nardo Chaneri, fornaraio a Settimo, l'allogazione « di
tutte mezane pianelle eteghole equello numero equan-
tita djciaschuno dedettj lavori che voranno edettj operaj
per lamuraglia deldettospedale ».

Dal trovarsi qui ricordato non solo il materiale per
la copertura de' tetti (pianelle e tegole), ma anche quello
per il lastrico delle località interne (mezzane), si desume
che a questo tempo i lavori erano già arrivati al punto
del loro compimento. Con questo ricordo si chiude il
secondo libro.

*

* *

Fra il libro B e il seguente che si è conservato,
pare ne sia esistito uno portante la segnatura C e con-
tenente i conti dalla fine del 1429 sino al principio
del 1434. Poiché la nota di spese ultima registrata nel
libro B è datata dal 18 ottobre 1429 (fol. 164 v.), la
prima nel libro successivo dal maggio 1434.

Quest'ultimo porta il titolo: « libro di muraglie se-
gnato I) » e abbraccia il periodo dal maggio 1434 fino
al dicembre 1438. Nel primo anno ci troviamo esclusi-
vamente notate spese pel fornimento di materiali (pie-
tre, arena, ghiaja, mattoni, legni ecc.). Nel seguente oc-
corrono partite importanti (fol. 58) per embrici e pia-
nelle (conf. libro B, fol. 189 r.), fra i quali il seguente,
dove si rincontra di bel nuovo il nome di Fr. della Luna.

fol. 46 r.: «La parte Ghuelfa di Firenze de dare
chompratj loro di volere di Francesco della Luna et

Antonio provveditore adj 20 dottobre embricj ecc ».

A fol. 85 v.-88 r. fra i lavori forniii nel corso del 1436
da Lorenzo di Matteo detto Marocho, Giovanni di Do-
nato e compagni, scarpellini da Fiesole (vedi libro £,
fol. 184v.) sono da rilevare i seguenti:

fol. 88 r. : « la (una) facia dj pietra forte subrale (so-
pra le ?) dette pietre femine che tiene dalaporta insino
alchanto del chiasso della chasa di sohampolo (vedi più
indietro libro B, fol. 164 v.) efa piedistallo alecholonne
achanali lungha in tutto chola rivolta del elianto brac-
cia 22 alta braccia 2 1/16 che in tutto sono braccia 45 3/8
quadre per ss. 32 braccia quadra monta 11. 72 ss. 12 —
« Muove in sulchanto deldetto choncio uno architrave
di macigno lavorato agradi e agholetta e a bastone cioè
dipropria fazione che e quello che sopra agli archi del
porticho el qualle choncio va alto braccia 14 3/8 epoi su
alto farivolta epiglia del piano disopra braccia 2 1/2 tutto
lavorato e s° (sagomato) amodo di quello chemuove di-
sotto siche in tutto dimedesima pietra e lavorio sono
braccia 16 7/8 andantj .... (segue V indicazione del prezzo).

« Di poi seghe (recl. segue) larchitrave chemuove alto
dalsopradetto chanto èva su pelpiano del muro insino
alarchitrave vecliio verso la porta delo spedale tanto
sagiungnie choldetto vechio architrave tutto duna me-
desima fazione per modo che tutto larchitrave pare duno
pezo per insino aterra e questa agiunta e in tutto brac-
cia 12 1/3 andantj eperche emolto minore pietra che
quelle che vanno per ritto avere delbraccio 11. 5

monta 11. 61 ss. 13 d. 4

« la Cholonna quadra achanalettj alato alarchitrave
che sciende insulchanto abasso elchapitello alto intutto
braccia 14 ... . (segue l'indicazione del prezzo).

« lil Tavoletta di macignio piana chefa ripieno trala-
sopradetta cholonna e larchitrave delchanto braccia Ì/G
largha .... (seguono prezzi, ecc.) ».

La prima partita non può riferirsi se non alle la-
stre che, ora interrotte dalla porta praticata più tardi
nella parete, rivestono il muro di basamento, ricorrente
nel livello del portico sotto i due pilastri dell'aggiunta
estrema al canto meridionale della facciata. Le altre
partite poi, come risulta indubitatamente dalla concor-
danza delle misure indicate con quelle corrispondenti
sull'edilìzio stesso, riguardano gli altri lavori di scar-
pello attuati sull'aggiunta in discorso secondo l'accordo
fatto al 15 maggio 1430 (vedi libro B, fol. 184 v.). Dai
documenti però non si chiarisce perchè i maestri aves-
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