Archivio storico dell'arte — 4.1891

Seite: 301
DOI Heft: 10.11588/diglit.18090.34
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18090.41
DOI Seite: 10.11588/diglit.18090#0333
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1891/0333
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
NUOVI DOCUMENTI

301

parola del maestro reggiano; e così quanti scrissero
del duomo di Cremona o particolarmente degli stalli,
prima e dopo il Finocchietti, tra cui Luigi Corsi e Pel-
legrino Merula, tutti si accordano nel medesimo silen-

o '

zio, come proverò, immeritato ed ingiusto.

*
* *

Maestro Pietro dalla Tarsia, nel 1488, aveva accor-
data con la comunità di Reggio l'esecuzione di un'opera,
che ai rappresentanti della città premeva in sommo
grado fosse eseguita sollecitamente; ma Maestro Pietro
non la compì nel tempo voluto, anzi verso il principio
dell'anno dopo interruppe il lavoro e partì dalla città.
Durando a lungo l'assenza e mancando novelle di lui,
gli Anziani credettero ch'egli fosse fuggito, e per ri-
farsi dei danni e dei patti convenuti e rotti, posto se-
questro su le robe di lui, stavano per venderle all'in-
canto, quando seppero che si trovava a Cremona. Allora
il massaro della comunità, ch'era Giacomo Rossino, lo
informò per lettera del giudizio che a Reggio si faceva
della sua condotta, e narratogli del sequestro, gli diceva
aperto quanto si preparava in suo danno.

Maestro Pietro, che a Cremona aiutava il Platina
nei lavori del coro, trattenuto dalle istanze del maestro
lombardo e dalle premure dei canonici e dei fabbri-
ceri insieme, mostrò al Capitolo la lettera del Rossino, e
pregò s'interponessero per lui, divertendo le minaccie
ed-evitandogli il dispiacere e l'onta dell'incanto.

Furono pronti i canonici a soddisfarne il desiderio;
e il 24 di maggio scrissero agli Anziani di Reggio così:

« Magnifici domini tanquam patres honorandi.

« Per una lettera de Iacomo Rossino massarolo de
quella vostra M.ca Comunità directiva ad maestro Pedro
da la tarsia da Rezo, hauemo inteso essa vostra Comu-
nità hauere fatto far discretione seu descriptione de
tutti li beni d'esso M.ro Pedro, dicendo lui essere fu-
gito: et non hauere perfecta certa opera deueua far ad
essa Comunità. Comprhendemo tale relatione et sugge-
stione facta, essere proceduta più presto da qualche
persone emule del dicto M.° Pedro, che cupide et de-
siderose del bene et utile d'essa Comunità. Perchè come
è noto ad le Magnificentie vostre non fu mai che le
persone bone, virtuose el de qualche ingegno, coni' è
M.° Pedro, non fossero odiate et perseguitate. Signifi-
cano ad le Magnificentie vostre ditto maestro Pedro
non essere fuggito, anti se ritroua qua in Cremona, in
adiutorio de uno maestro Iohanne Maria ad perficere
li segii, seu sezoli del choro de questa nostra Cathe-
drale Ecclesia, li quali forniti serano, serrà opera degna
et laudabile quanto ne sia un'altra vicina a qui ad
parecchi) miglia, et sperano non manchandoli l'opera
et adiutorio d'esso M.° Pedro, el quale gli è molto utile
et necessario et grato ad tutti noi Canonici et Massarii
della fabrica d'essa Chiesa, serrano forniti ad sancto
Michele proximo, che quando gli manchasse el succorso
et adiutorio d'esso Maestro Pedro, senza alchuno dubio

! la cosa andaria più alla longa: che résultaria ad danno
: inextimabile d'essa Chiesa, desconcio grande de noi
Canonici, et displicentia incredibile de tutta questa Co-
munità. Pertanto ad ciò che cussi degna et laudabile
opera et de immensa spexa non remanga imperfetta,
nò habia ad andare più alla longa, corno andaria absen-
tandosi dito Maestro Pedro, el qua^e è instructo della
cosa, et ad ciò che anchor quella uostra Comunità sia
participe de tanto bene quale se fa soluere ad laude
et honore de Dio et ornamento di questa Chiesia, et
perchè alle altre Chiesie cresca l'animo in dies de fare
simili degne opere, et attento etiandio che ditto Mae-
stro Pedro non è homo fugitiuo, nè uole nè può fugere,
ma è uirtuoso, integro et constante, et che attenderà
et obseruerà bene et legaliter quanto ha promesso ad
quella Magnifica Comunità, et per esso noi ex nunc per
la presente appresso essa vostra Comunità promettono et
per cento livre et per più, et etiandio per mille ducati
bisognando. Pregamo le Magnificentie vostre et gli do-
mandiamo de gratia gli piacia remanere contente che
ditto maestro Pedro remanga qua appresso de noi et
de dicto Maestro Iohanne Maria, usque ad perfectum
opus, che sperano serra ad sancto Michele proximo, il
che reputaremo ad gran contentamento et piacere sin-
golarissimo da esse vostre Magnificentie, le quale pos-
sono esser certe che quando simile opere se fabricano
per diuersi maestri sempre se uariano, et non se per-
ducono alla debita perfectione, sicché piaccia a quelle
per sua Immanità et cortesia, etiam quando patissero
qualche pocho de desconcio, concederne dicto maestro
Pedro usque ad consummationem operis che serra presto,
ad ciò che l'opera nostra la quale ha havuto bono prin-
cipio, etiandio sortisca optimo et desiderato fine, offe-
rendone paratissimi sempre ad tutte le cose grate alle
Yostre Magnificentie et ad quella Yostra Magnifica Co-
munita. bene ualete Creinone xxiiij Maij 1489.

« Yestri in omnibus Archipresbiteri Canonici et Ca-
pitulum Cathedralis Ecclesie Cremonensis ac Massarii
fabrice eiusdem ».

Fuori :

« Magnificis dominis tanquam patribus honorandis.
dominis praesidentibus negotiis Comunitatis Civitatis
Regii ».1

Ma perchè i canonici dubitarono di non avere suf-
ficiente autorità presso gli Anziani di Reggio, provvi-
dero che contemporaneamente alla propria lettera, una
eguale di propositi e di preghiere fosse inviata dal Vi-
cariato della cattedrale cremonese, che fu difatti spe-
dita il medesimo giorno. Questa dice:

« Magnifici domini praesidentes negociis Civitatis
Regii salutem in domino.

« Perchè habiamo inteso per lettere de un miser Ia-

1 Questo e gli altri documenti sono nell'Archivio del Comune e
del Reggimento di Reggio nell' Emilia — Carteggio degli Anziani
all'anno 1489.
loading ...