Archivio storico dell'arte — 4.1891

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302 NUOVE

cobo Orsino vostro compatriota directive ad Maestro
Petro de la tarsia, che per false relacione e informa-
cione fatte ad vostre Magnifìcentie che ditto Maestro
Petro è fugito et non fornirà la opera vostra comen-
zata per lui, epse vostre Magnifìcentie ha fatto scriuer
li beni de ditto Maestro Petro, et questo credemo esser
fatto per far retornar Maestro Petro a la perfectione de
l'opera uostra, conio più diffuse fu scritto per li uostri
canonici e capitolo et massaro de la fabrica della no-
stra ecclesia cattedrale et per d. Alexandro Angusola
in li anni passati nostro digno vicario, per tanto e isti-

f

mando che la sinistra informacione sia causata da certi
emuli de Maestro Ioannemaria fabro del nostro choro,
a cui per sue infinite virtudi e incredibili desegni za
in molti logi aparenti in le sue prospective è portato
odio capitale da molti, maxime da certi nostri Cre-
monesi, pregamo epse uostre Magnifìcentie se degnano
relaxare ditto Maestro Petro insieme cum Maestro Ioanne
Maria insino a sancto Michaele proximo aduenire, per-
chè a questo tempo sera fornito el nostro choro, qual
secundo el judicio de molti homeni degni, precipue
ambasatori, quali passando per questa nostra cità e
credendo fra le altre cose ditto choro cum li grandi e
maravigliosi principi et li quadri de le spalere mazore
cum prospectiua inaudita et quam miraculosa asserendo
loro liauer ueduto altri innumerabili chori tutti hano
judicato che el nostro non sera simile ne equale al
choro del Sancto da Padua facto per lo uero Maestro
dell'arte Maestro Cristoforo da Lendenara maestro che
fu del nostro maestro Ioannemaria, ma che ali di pre-
senti non sera uisto in Italia un così superbo et degnis-
simo choro. Ideo iterum pregamo uostre Magnifìcentie
uoliano condescender a lassarne epso Maestro Petro ad
ciò mediante el suo adiuto e del filiolo Nicolo la opera
nostra ja anni sei principiata, habia la sua perfectione
et fine, la qual cosa sarà gratissima al nostro Reue-
rendissimo Monsignore Aschanio Cardinale, et a tutta
la città nostra de Cremona, et a la geresia qual se of-
ferisse a pregar Iddio per quella vostra digna cita per
tal concessione, et noi insieme coi signori canonici ca-
pitulo e mansionari et prebendati in ecclesia nostra
cattedrale reputaremo a special gratia offerendosi in li
assidui e cotidiani offici nostri generali capitulari et
particulari a pregar per epse uostre magnifìcentie alle
qual de continuo se racomandiamo. Bene valete. Data
Cremonae in episcopali palacio 24 maij 1489.

« Ioanespetrus de Sforzosis curiae episcopalis Cre-
monae vicevicarius generalis tanquam frater ».

A tergo:

« Magnificis dominis praesidentibus negociis comuni-
tatis ciuitatis Regii tanquam fratribus amantissimis ».

Queste lettere furono così sollecitamente recapitate
dai corrieri, che il dì seguente ottenevano dagli An-
ziani di Reggio la seguente risposta:

« Reuerendis in Christo patribus nobis excolendis

AUMENTI

Dominis vicevicario Canonicis Capitulo Ecclesiae Cathe-
dralis Cremonae.

« Reuerendi in Christo patres nobis excolendi. Visto
cum quante instantie le vostre Reverende Paternità vi
richiedeno per sue litere che gli vogliamo compiacere
de M.° Petro da la Tarsia insino a San Michiele de
septembri proximo ad ciò che mediante la opera sua
et lo adiutorio il presta al Maestro de li sezi o sia stalli
de quello vostro amplissimo tempio, tale fabrica se possa
dedure a disiderata expedicione, et uisto quanto ni ha
sogionto a bocha in questo medemo efecto il circum-
specto nostro concittadino (frisante Scayola a litera et
fede hauta da David de la Manna vostro compatriota
et homo integerrimo. Et desiderosi et zelantissimi del
bene vostro de la gloria de la chiesa vostra come de
la propria nostra, siamo contenti de compiacerli et ha-
uere sofrenza a Maestro Petro de questo tempo nostro
et insino a san Michiele predicto, per la ricordata ra-
gione, purché fra xv giorni proxime el uenga a pre-
star personaliter idonea cautione de expedire il lavo-
rerò nostro che lui hauea tolto ad fare de quale nera-
mente patimo incomodo e graueza non picola. Ma pur
per complacentia de le prefate vostre Reuerende Pa-
ternità uolemo hauere patentia insino al tempo pre-
dicto. Recordando a cuello che alhora li hanno suble-
uato la uoglia [a] Maestro Petro perchè già eramo in
procinto de fare uendere al incanto qua le robe sue et
fargli quello honore che conuene a chi mancha de fede.
Ni già certamente sugestione aliena ad ciò ni inducea,
ma solo il bisogno nostro imminente et il manifesto suo
errore, del quale le Paternità vostre assai pono essere
certe. Quarum sint incolumes ut optamus et in qua-
rum decus et amplitudineui nos velimus putatis. Regii
25 Maij 1489.

« Excolendarum Paternitatum Vestrarum filii An-
tiani praesidentes curae reipublice regij ».

Maestro Pietro ai primi di giugno partì di Cremona
e venne a Reggio per presentare in persona la cautione
richiesta, portando questa lettera agli Anziani:

« Magnifici domini praesidentes curae reipublicae Ci-
uitatis Regii salutem in domino. Hauendo noi per no-
stre littore cognesiuto una innata bontà et Immanità
esser in tutti voi, hauendone in prima peticione ita
facille et letis animis concesso quello che a noi pareua
difficile, et satisfato ali nostri desideri cum dispendio
et sinistro danno de uostre Magnifìcentie, et item ex-
presse considerando che lo honor et exaltacione nostra
e de questa nostra cità non mancho vi è acaro quanto
de la propria vostra, non possiamo far che per tale con-
cessione et consideratione se faciamo perpetui debitori
de le prefate Magnifìcentie vostre et ascriviamo tanto
beneficio a perpetua memoria et perchè se doueria re-
pender, quot equat li benefici recepti, al presente non
ue porzemo doni ne precio alcuno, ma noi medemi se ofie-
renio ali uostri beneplaciti, ut Eschines fecit Soloni. A
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