Archivio storico dell'arte — 4.1891

Seite: 305
DOI Heft: 10.11588/diglit.18090.34
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18090.42
DOI Seite: 10.11588/diglit.18090#0337
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1891/0337
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

Carlo Fumagalli - Luca Beltrami — La cappella della
regina Teodolinda in Monza e le sue pitture murali.

— Milano, mdccclxxxxi.

Il signor Carlo Fumagalli ha riprodotto in belle foto-
grafie e quindi in fototipie ottimamente riuscite le deco-
razioni della volta e le varie composizioni che illustrano
i principali fatti della vita della regina Teodolinda, poco
tempo fa ritornate alla luce nella cappella denominata
dalla stessa regina in San Giovanni a Monza; e l'infa-
ticabile Luca Beltrami, architetto tra i primi ed acuto
ricercatore e studioso dell'arte antica, il quale ha con
grande coscienza di artista e di critico rimessa in buono
assetto la cappella per ricollocarvi la tomba della re-
gina, ha illustrato da par suo le dette pitture.

Conosciamo per mezzo d'un altro lavoro del Beltrami,
di cui abbiam fatto cenno in questo stesso periodico,
le notizie riguardanti l'origine della cappella e le vi-
cende della tomba della regina. Nella prima metà del
secolo xv le pareti furono decorate di ricche composi-
zioni, mentre poco tempo prima era stata dipinta la volta.

Le pitture delle pareti furono attribuite dagli anti-
chi scrittori, quali il Lomazzo, il Morigia, il Torre, l'Or-
landi, l'Argelati ed il Frisi, a Troso da Monza: ma la
iscrizione dipinta a mano destra di chi entra nella nomi-
nata cappella, la quale finisce coi seguenti due versi :

DE ZAVÀTARIIS HAXC ORXAYERE CAPELLAM
PRAETER IX EXCELSO COXYEXAE PICTA TRYIXAE

mostra chiaramente come autori delle pitture sulle pa-
reti (non però di quelle nella volta) siano stati alcuni
della famiglia degli Zavattari.

Parecchi documenti trovati dal Beltrami, specialmente
fra gli Annali della Fabbrica del Duomo di Milano, e da
lui riportati alla fine del suo lavoro, attestano che nei
primi tre quarti del secolo xv la famiglia degli Zavat.
tari esercitava l'arte. Il più antico di essi, Cristoforo,
è nel 1404 chiamato dalla Fabbrica a collaudare le ve-
trate assieme a Zannoto da Yanzone, e 5 anni dopo è
pagato per lavori di doratura a sculture della Fabbrica

Archivio storico dell'Arte - Anno IV, Fase. IV.

stessa. Xel 1417 comparisce Franceschino Zavattari de
Mediolano, il quale si offre di fare le vetrate istoriate
de' due grandi finestroni ai fianchi di quello centrale del-
l'abside, che poi sono invece affidate a Mafiolo di Cre-
mona, detto della Fama. Yengono quindi Ambrogio
Zavattari, ricordato negli Annali all'anno 1456 come au-
tore della decorazione nella volta della cappella dedicata
ai 4 Evangelisti in Duomo, e di altri lavori collaudati
da Cristoforo Moretti nel 1459.

Altri documenti ricordano poi Gregorio e Francesco
Zavattari, del primo de' quali sarebbe un affresco nel
santuario di Corbetta, in data del 1475.

I signori Cavalcaselle e Crowe, nella loro classica
opera sulla storia della pittura in Italia, non hanno man-
cato di far cenno degli Zavattari, e parlando delle pit-
ture nella cappella della regina Teodolinda, e rilevan-
done, come al solito, con fine acume il carattere, hanno
pensato che autori ne siano stati Franceschino e Cri_
stoforo suo fratello. Fa però giustamente osservare il
Beltrami che nel 1444, epoca in cui, secondo la iscri-
zione accennata, le pitture sarebbero state finite o con-
dotte a buon punto, Cristoforo, già in considerazione
nel 1404, doveva esser troppo vecchio, e quindi pensa
che abbia dipinto con Franceschino un Giovanni, forse
altro fratello, il quale, come apparisce da un rogito del
3 marzo 1479, era padre di un Francesco che lavorava
con Gregorio figlio di Francesco, cioè forse del nostro
Franceschino. Ciò però non esclude anche la collabora-
zione di Cristoforo, quantunque già vecchio, nella deco-
razione della cappella.

II Beltrami procede nell'esame delle pitture con finis-
sima analisi, ne rileva con profondità di osservazione i
caratteri e con giusti raffronti ne ricerca la derivazione.

Le figure ed i paesaggi montuosi e rocciosi con gruppi
di case e castelli spiccano su fondo a decorazioni geo-
metriche rilevate e dorate, che sta in luogo del cielo;
ed in rilievo son pur modellati i diademi, gli ornati
delle bardature e delle vesti, le armature, le mitre, lo
croci, le coppe, ecc. Le composizioni sono alquanto mo-
li
loading ...