Archivio storico dell'arte — 4.1891

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300 RECENSIONE E CE?

notorie e troppo pione di figure lunghe e di poco movi-
mento. il drappeggiare è semplice e sposso convenzionale,
come nella scuola giottesca che in Lombardia aveva la-
sciato parecchie traccio; manca la prospettiva aerea o
mostrasi in embrione anche lo studio di quella linearo.
I tipi, i costumi, lo forme e gli atteggiamenti delle figure,
gli aggruppamenti de'cavalli, l'esecuzione molto finita e
più propria della miniatura che non della grande deco-
razione monumentale, mostrano spiccatamente l'influenza
delle pitture del Pisanello, che avea già lasciato alcuno
opere anche in Lombardia, e che forse, come osserva
il Beltrami, Franceschino Zavattari poteva aver avuto
occasione di conoscere a Venezia, dove il Pisanello e
Gentile da Fabriano lavoravano nel palazzo ducale, por-
tatosi probabilmente colà per ragioni dell'arte sua, che
era anche di decoratore di vetri.

Non esclude il Beltrami che, specialmente nei tipi
ed atteggiamenti delle donne, non si possa anche scor-
gere l'influenza di Masolino da Panicale, il quale dal 1428
al 1435 circa aveva dipinto non lontano da Monza, nel
Battistero di Castiglione d'Olona.

Molti danni, prodotti da cause naturali e da indif-
ferenza e incuria d'uomini, avevano ridotto i dipinti in
uno stato di deplorevole deperimento. Solamente 11 anni
or sono si pensò seriamente ad un riordinamento della
cappella ed alle riparazioni de'dipinti.

I quali, pregevoli per se stessi, hanno grande impor-
tanza per la storia della pittura in Lombardia, poiché
segnano un periodo di transizione tra il giottesco e le
forme mature del Rinascimento, determinato dal Pisa-
nello e Masolino da Panicale, prima che i padovani ed
i ferraresi, e quindi anche Bramante, inoculassero nel
Foppa, in Bramantino Suardi, in Andrea Solari il loro
stile severo e robusto. N. B.

NI BIBLIOGRAFICI

Ex Voto: an account of the Sacro Monto or New leru-
salem at Varallo-Sesia with some notice of Taba-
chetti's remainins work at the sanctuary of Crea,
by Samuel Butler, ecc. — London, Trùbner and C.,
Ludgate Hill, 1888.

L'autore delle Alpi e Suntuario ha creduto opportuno
compire un vuoto lasciato da tal libro, illustrando con
un bel volume il Sacro Monte di Varallo, il più bello,
artisticamente parlando, dei santuari d'Italia. Dedica
il suo libro ai Varallesi e Yalsesiani, in segno di rico-
noscenza, ed il titolo stesso indica all'evidenza quanto
amore e quanto studio egli abbia posto nell'attuazione
del suo vivo desiderio. Nulla vi ha tralasciato di ciò
che riguarda quella nuova Gerusalemme, e la sua nar-
razione comprende la storia, la letteratura, le tradi-
zioni sia artistiche che religiose, i miracoli narrati e
creduti dal popolo devoto, e persino i costumi del paese.
Così l'autore straniero, con un modo facile e popolare
fa conoscere a noi italiani il giardino che abitiamo, ci
dà una lezioncina di cultura nazionale.

Forse più dilettante dell'arte che conoscitore della
critica profonda, sa presentarci un libro pur sovente
per questa lodevole e mostra di conoscere assai bene
i migliori maestri che lavorarono al Sacro Monte, Gau-
denzio Ferrari, Tabachetti, Giovanni D'Enrico, ecc. 11
suo sguardo è abituato alla pittura, alla plastica ed al-
l' intaglio, e con un gusto squisito ha saputo scegliere
dei campioni da presentare ben riprodotti al lettore, in
venti fototipie. Il libro insomma, accurato ed elegante
nella forma, buono nel contenuto, raramente inesatto,
è una guida eccellente pel visitatore di quei tesori
poco noti.

*

Ambrogio Marazza.
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