Archivio storico dell'arte — 4.1891

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L ARTE IN VAL SESIA

resagio lieto per l'avvenire del nostro paese è quello di ve-
derne vieppiù apprezzate le bellezze tanto naturali quanto
artistiche. E invero, dove trovare tanta varietà di aspetti
quanta ne offre la penisola in tutta la sua estensione, sia
che si ripensi alle grandiose prospettive delle Alpi, sia
alle ridenti regioni dei colli, alle costiere apriche, ai laghi,
ai golfi, alle pianure ubertose?

Fra le parti elevate dell' alta Italia, che attirano oggidì
nella stagione estiva gli abitatori della pianura per ragion
di contrasto, non ultima è la Yal Sesia, una valle estesa,
che dipartendosi a settentrione dall'alto delle nevi per-
petue e dei ghiacciai del Monte Rosa, viene a confinare a
mezzogiorno colle risaie del Novarese, fertilizzate dal de-
flusso di quelle nevi e di quei ghiacciai medesimi.

Per l'amante dell'arte poi la Yal Sesia ha un'attrattiva speciale, non foss'altro pel suo cele-
brato Sacro Monte, ricco di monumenti della pittura e della scultura. L'ingegno prevalente fra
quanti ebbero a prestare 1' opera loro in quella serie di cappelle è, come consta, quel Gaudenzio
Ferrari, nativo della vicina Yalduggia, che va studiato propriamente in patria, per essere ricono-
sciuto e stimato a seconda del suo merito e in ragione delle diverse maniere da lui prese nel corso
della lunga ed operosa sua vita.

Nella Yal Sesia ci è accaduto di riscontrare le traccie dell'influenza sua sino nei paesi più
elevati di Alagna e di Riva. Originari di quelle parti furono i tre fratelli I)' Enrico, Tanzio (ossia
Antonio), Melchiorre e Giovanni, artisti che operarono sulla fine del xvi e sul principio del
xvii secolo. Del primo, che fu il più distinto (come provano fra altro alcune sue tele conservate
nel Museo di Yarallo), vedonsi tuttora nella cappelletta di San Defendente a destra dello stradale
fra le prime case di Alagna, dipinte sulla tela le figure della Yergine e dell'Angelo annunziante
col Padre Eterno nel mezzo, che servono di decorazione tutt' all' intorno dell'arco che mette all'al-
tare. Come che sdrucite e male conservate codeste tre tele, esse meriterebbero di essere raccolte
tuttavia con opportuni provvedimenti nel Museo di Yarallo pur esse, dove si scorgerebbe quanto
nelle sue primizie, se sono veramente sue, egli si fosse ispirato alla maniera di Gaudenzio, traen-
done argomento per rappresentare una testa di Madonna assai bella. L'angelo è meno riescito,
ma nel suo panneggiamento, a leggiere e molteplici pieghe, mostra uno stile che ritrae molto
di quello del Ferrari.

Ben è vero che il Tanzio, qual è conosciuto generalmente, si presenta sotto un aspetto ben
differente, cioè come pittore di maniera larga e grandiosa, affine a quella di un Daniele Crespi,

Archivio storico dell'Arte - Anno IV, Fase. V.

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