Archivio storico dell'arte — 4.1891

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GUSTAVO FRIZZONI

zione (li san Giuseppe stesso coi movimenti delle sue mani trovano più di un riscontro nei dipinti
di Gaudenzio.

Per incidenza, non vogliamo omettere qui di tributare il dovuto encomio ad un piccolo pro-
dotto dell'arte moderna, che trovasi, esposto non sappiamo per quale combinazione, nella stessa
chiesuola. Non è opera di pittura nè è soggetto sacro tampoco; è un busto di stucco in color
di terra cotta ricavato da un grazioso modello di un giovinetto, figlio del marchese Gentile di
Genova (fìg. 3a). Il nome suo ben s'accorda coli' aspetto ; l'interpretazione poi fattane da un gio-
vane scultore, il signor Carestia, nativo della Val Sesia e stabilito a Torino, è tale da rammen-
tarci i più gradevoli busti antichi di giovinetti, quali appariscono nelle creazioni di Dona-
tello, o anche nell'antica scultura romana, capace di riprodurre dei tipi di austera bellezza, quale
quello di un Cesare Augusto adolescente e simili. E evidentemente un modello destinato alla
esecuzione in marmo. Se questa sia riescita di eguale soddisfazione è cosa che non ci consta ;
quello che vediamo si è che il modello stesso ha una cert' aria classica ben singolare, con quella

Fig. 3a.

BUSTO, DELLO SCULTORE CARESTIA.

ben costrutta incassatura del cranio, la nobile fronte, le belle fattezze del viso e il collo sottile
e slanciato, che s'innesta sopra un busto coperto da un panneggiamento accennato leggermente.

Sgraziatamente la fotografia, fornitaci dal suddetto dilettante, è riescita alquanto oscura in
grazia del color rosso cupo del busto e dell' averlo dovuto fotografare nell' interno della chiesa.

*

* *

Se nell' estremità superiore della valle prevale sopra il bello dell' arte quello della natura,
nella inferiore, vale a dire a Yarallo, si può dire che l'una e l'altra, si danno la mano e ne
rendono la dimora delle più gradevoli. Da Yarallo poi questo connubio si verifica principalmente
sul suo Sacro Monte, notevole tanto per la vaghezza della sua situazione e dell'ampia via di
accesso, ombreggiata da secolari castagni, quanto dal pregio delle cappelle coi dipinti e le scul-
ture contenutevi.

Ma non è di queste che noi intendiamo trattenerci qui, ben note per le opere di Gaudenzio
Ferrari, magistralmente eseguite, ma pur troppo parzialmente danneggiate dal tempo, bensì di
quelle tuttora meglio conservate, che si vedono nelle chiese di Santa Maria delle Grazie, di
San Gaudenzio e di Santa Maria di Loreto.
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