Archivio storico dell'arte — 4.1891

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(2a edizione, p. 568) le ragioni che si oppongono a vedere una sola persona nell'effigie di Madrid
e in quella di Firenze, ma senza arrischiare un'ipotesi sull'originale ritratto di Raffaello.

Una comunicazione del signor Prosper Yalton, il sapiente e devoto collaboratore del
signor Armand nell'opera classica sui Médailleurs itcìliens des xve et xvie siècles, mi permette oggi,
se io non m'inganno, "di risolvere definitivamente il problema. Il cardinale rappresentato nel
ritratto di Madrid non è altro che Francesco Alidosi, il troppo famoso favorito di Giulio II, e
la prova ci è fornita dalla somiglianza con la bella medaglia (attribuita al Francia dal signor Fried-
lander), che porta l'iscrizione « Fr. Alidoxius cor. pap. Bon. Romandiolae Q. C. Legatus ».

Medaglia del Cardinale Alidosi.

La riproduzione del quadro e della medaglia 1 permetterà al lettore di giudicare della vero-
simiglianza di questa asserzione. Si osserverà nelle due effigie questa testa fiera ed energica,
questo profilo sì nettamente tagliato, il naso aquilino, il collo d'un taglio sì elegante. Soltanto
la fisonomia del cardinale è più giovane, più sorridente, più simpatica insieme e più piena
nella medaglia; mentre nel quadro ha qualche cosa d'invecchiato e di stanco, con un'espressione
di durezza ben accentuata. Effetto d'interpretazione forse, perchè è impossibile che nell'inter-
vallo compreso tra l'esecuzione della medaglia (non prima del 1508) e quello del quadro (non più
tardi del 1511) un cambiamento così notevole si sia operato nei tratti del favorito di Giulio II.

La scoperta dell'età del cardinale sarebbe preziosa per terminare definitivamente la que-
stione. Disgraziatamente i suoi biografi, da Paolo Giovio fino al Litta, ci lasciano ignorare l'anno
della sua nascita. Debbo dunque ricorrere al metodo congetturale.

L'Alidosi ci apparisce dapprima alla corte di Sisto IY. Mettiamo che alla morte del papa,
nel 1484, avesse vent'anni; ne avrebbe avuti circa quarantacinque nel momento in cui Raffaello lo
ritrattò. E questa è infatti l'età che dimostra il personaggio rappresentato nel quadro di Madrid.

Aggiungerò che il pittore ha reso meglio del medaglista il carattere morale del personaggio:
quegli occhi cerchiati di nero, quel naso imperioso, quella bocca maliziosa, quell'espressione in-
fine da uccello da preda in tutta la forza del termine.

Gli storici sono infatti d'accordo nel rappresentare la cupidigia e la crudeltà del cardinale,
non meno che la sua rara bellezza, che non fu estranea, essi affermano, alla sua rapida fortuna.
« Adolescens .... roseo ingenuoque ore conspicuus, Juliano Rovereo adhaesit ...... Paolo

Giovio non ha mancato di segnalare il contrasto tra la purezza dei tratti di questo Antinoo e
la sua profonda depravazione.

Riporto qui il suo giudizio, poiché dal determinare quale egli fosse in un dato momento
ci risulta una doppia conferma della nostra congettura: « Non ineptum fore putaverim, ad insti-
tuendam rectse atque honestse vit£e disciplinam in sacratis viris, si ad exemplum posteritatis
Francisci Alidosii cardinalis vita improba, et non sero subsecutus perversos mores, inusitatus
interitus exprimatur. Sic ut ejus nobis hsec imago ex vivo vultu ducta magnse sit admirationi,
quod tantam in se decori et liberalis aspectus dignitatem prse se ferre videatur, ut hinc conjectari

1 Dobbiamo essere obbligati ai signori Hachette di
poter pubblicare questi due clìchés che sono estratti,
Archivio storico dell'Arte - Anno IV, Fase. V.

l'uno dal Raphael del signor Muntz, l'altro dalla sua
Histoire de l'Art pendant la Renaissance. (N. d. R.).

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