Archivio storico dell'arte — 4.1891

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LORENZO DEL MAITANO

E LA FACCIATA DEL DUOMO D'ORVIETO

e pubbliche feste celebrate in Orvieto per commemorare
il VI Centenario di quel magnifico duomo, testimonio so-
lenne della fede degli avi e venerando santuario dell'arte
italiana, e sopratutto la pubblicazione fatta dal cav. Luigi
Fumi di quel suo splendido e dotto volume,1 nel quale con
tanto amore e con tanta coscienza sobbarcandosi ad immenso
lavoro, egli ha raccolto dagli archivi locali quante memorie
rimangono del nobilissimo edilizio, m'invogliano di tornare
sugli studi che feci altra volta intorno al medesimo, e per
interloquirvi con più cognizione di causa, e per spaziarvi
più largamente, e per correggere anche qualche inesattezza
nella quale ebbi allora ad incorrere. Le quali cose io mi
auguro di poter fare valendomi appunto di quel libro uti-
lissimo, che è quanto di meglio e di più completo è stato
fatto fin qui intorno al duomo orvietano ; e valendomi di esso, sarà questo il miglior modo di
dimostrarne a prova l'utilità. Forse nel discutere sarò tratto talvolta a dissentire da qualche opi-
nione professata da quell'egregio scrittore, chè nelle umane discettazioni avviene talora di non
trovarsi d'accordo anche con i più dotti. Nè io di questo gliene ho fatto un mistero; ma egli,
eh' è la bontà e la modestia stessa, e che negli studi è guidato non da scopo di personale
ambizione, ma dall'amore vivissimo alle patrie cose e dal desiderio del vero, mi ha confortato
anzi a scrivere, soccorrendomi cortese di schiarimenti richiesti, e dandomi piena libertà di parola.
E questo me lo rende anche più caro e onorando, inquantochè mi prova com'egli sia altrettanto
nobile e leale dell'animo quanto valoroso negli studi.

Nel 1871, allorquando pel gran discutere che si faceva intorno alla facciata per Santa Maria
del Fiore ebbi occasione di studiare il duomo d' Orvieto, dovetti accorgermi che l'architetto
primitivo di questo duomo non era già Lorenzo del Maitano da Siena, come generalmente si
andava spacciando; e fondandomi sulle memorie autentiche che di esso rimangono, e sopratutto
sulle disparità enormi di stile e di modi che vi è fra le varie parti di quella chiesa, dissi che

1 Esso ha per titolo: Il duomo d'Orvieto e i suoi re-
stauri, Roma, 1891, ed è una ricca miniera di preziose
notizie intorno a tutte le arti e agli artisti che hanno
concorso all'opera di quella chiesa. Le varie parti del
monumento nobilissimo sono state studiate dal Fumi nel
loro sviluppo storico con accurate e dotte illustrazioni,

e corredate da lunga schiera di documenti, che per le
fonti autentiche da cui derivano sono del più alto in-
teresse per gli studiosi. I quali debbono perciò ricono-
scenza grandissima all'egregio autore di tanto e così
importante lavoro.
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