Archivio storico dell'arte — 4.1891

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LUCA BELTRAMI

Invece, a p. 53 della piccola guida pubblicata nel 1836 in Milano col titolo: Una visita
alla Certosa presso Pavia, si legge : « Fuori di questa sagrestia, nei due semicircoli laterali al-
l'altare, una di contro all'altra furono collocate, non ha guari, le due statue marmoree giacenti
sopra piedistallo, di Lodovico il Moro e di Beatrice sua moglie, lavoro di Cristoforo Solari detto
il Gobbo, trasportate alla Certosa nel 1564 ». Fu dunque fra il 1818 e il 1836 che si provvide
a dare alle due pregevoli scolture una più appropriata collocazione ; se non che in quella circo-
stanza non si pensò, o ben anche non si volle ripristinare le due scolture nella loro disposizione
primitiva, quale risultava nettamente dal fatto che i due marmi erano lavorati in modo da potere
essere accostati a formare una sola opera d'arte : invece vennero mantenuti separati e disposti
sopra due distinti basamenti in marmo rosso venato.

Dovendosi in questi ultimi tempi procedere a qualche riparazione nei basamenti, parve a
chi scrive queste notizie, si presentasse l'occasione favorevole per ricomporre le due parti del
monumento, e procurare al tempo stesso un migliore collocamento dei due preziosi cimeli; poiché
i basamenti sui quali questi erano stati collocati, riuscivano troppo alti per permettere di ap-
prezzare l'effetto d'assieme delle sculture, e d'altra parte queste, essendo collocate sotto alle
finestre delle piccole absidi, non si trovavano in buone condizioni d'illuminazione; e così, col-
l'assenso del ministro P. Villari, venne adottato il provvedimento di ricomporre le due statue
sull'asse della navata trasversale, rivolte verso l'altare delle reliquie e collocate sopra un unico
basamento più basso. L'operazione, compiuta nello scorso settembre, diede i risultati che se ne
ripromettevano, poiché le due parti, completandosi a vicenda, guadagnarono sensibilmente tanto in
effetto come in interesse. Un fatto che risultò molto avvertibile da questo avvicinamento delle statue,
mentre prima sfuggiva facilmente, è il notevole divario di statura nelle due figure, il che non
fa del resto che rafforzare in chi ora osserva le scolture, la persuasione di essere davanti, non già
a due figure convenzionali, bensì a due ritratti autentici. La statura di Lodovico, eccedente
l'ordinaria, è constatata nell'episodio storico di Novara, quando il duca, tentando la sortita dalla
città, travestito da soldato svizzero per sottrarsi ai Francesi, si trovò tradito dalla stessa sua
corporatura alta e maestosa.

Siccome il nuovo collocamento delle scolture può facilmente indurre il visitatore all'erronea
credenza di trovarsi dinanzi ad una vera tomba, così ho stimato conveniente di fare incidere sul
basamento questa iscrizione che ricorda la provenienza e le principali vicende delle scolture :

simvlacra . lvd . m . sfortle „ et . beàtricis . vxoris . in ecclesia . rosita . s . m . gratiarvm . meriol .
*

anno . dom . mdlxiv . in . hoc . templo . translata . et . uic . anno . dom . mdcccxci . collocata .

E benché sia ormai dimenticata l'erronea attribuzione delle scolture ad Andrea Fusina,
credetti non inutile ricordare sullo stesso basamento, ai piedi delle statue, il nome del loro autore
e la data dell'opera, secondo le precise indicazioni dei documenti che ho citato, incidendovi le
parole :

ciiristopiiori . solarii . opvs
a . d . mcccclxxxxvii.

Dopo più di tre secoli le due statue si trovano così ricongiunte, e la volontà espressa per
testamento da Lodovico il Moro, di riposare a destra dell'amata consorte, se ha dovuto rimanere
insoddisfatta per le vicende politiche che condussero Lodovico a morire lontano dalla patria, ha
trovato almeno, nella potenza dello scalpello del Solari, una parvenza di esaudimento.

Luca Beltrami.

leazzo Visconti, osservando le traccio (lei raccordo della denza alla parte di muro che era stata incavata per
de corazione pittorica nella piccola abside, in corrispon- adattarvi le scolture.
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