Archivio storico dell'arte — 4.1891

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È veramente deplorevole che nulla resti delle opere
di questi artisti e sopratutto nei due palazzi del Comune
e del Capitano. Allo studioso non rimane che rintrac-
ciare anche altrove altre memorie, per completare pos-
sibilmente la storia di questa famiglia d'artisti.

Francesco Malaguzzi.

Costanzo

medaglista e pittore.

È noto come il Giovio attribuisse al Pisanello una
medaglia di Maometto. II, con la data 1481, e che reca
invece nel rovescio la scritta OPVS CONSTANTII.

Nulla è noto intorno a quest'artista, fuorché quel
piccolo bronzo e una variante di esso, pubblicato da
A. Heiss(Xes medailleurs italiens de la Renaissance, Paris,
Rothschild), dal Thuasne (Gentile Bellini et le sultan
Mohammed II, Paris, Leroux, 1888) e da altri. Il do-
cumento che qui pubblichiamo, favoritoci dall'amico
conte Ippolito Malaguzzi, direttore dell'Archivio di Stato
in Modena, ci dà alcune notizie intorno alla vita del-
l'artista quasi sconosciuto.

1° Costanzo fu a Ferrara, ove prese per moglie una
ferrarese, e vi stette gran tempo, tanto che se fa chia-
mare da Ferrara.

2° Costanzo fu inviato a Maometto II, che deside-
rava un pittore italiano alla sua Corte, e ne aveva fatto
richiesta al re di Napoli. Stette a Costantinopoli moltj
anni et bene tractato epso gran Turcho il quale etiam
lo fece Cavaliero. Probabilmente lasciò Costantinopoli
nel 1481, data della medaglia di Costanzo, appena av-
venuta la morte di Maometto II (2 luglio 1481).

3° Costanzo nel 1485 dipinse un ritratto di Ferrante
d'Este, figlio di Ercole I, duca di Ferrara, e di Eleo-
nora d'Aragona, il quale viveva alla Corte aragonese,
e non aveva ancora raggiunto l'età di otto anni.

4° Costanzo nell'agosto del 1485 si recò a Ferrara,
raccomandato dall'oratore estense in Napoli, per alcuni
affari relativi alla dote della moglie sua, che intendeva
di disbrigare con sollecitudine, affine di ritornare alla
Corte aragonese.

Donde era Costanzo? Il documento non lo dice, e
quantunque si possa supporre che fosse napoletano, ed
uno fra gli artisti accorsi a Ferrara presso la duchessa
Eleonora d'dragona, il luogo di nascita del pittore ri-
mane incerto. Delle sue opere pittoresche non v'è no-
tizia, ma si potrebbe riprendere in esame il ritratto di
Maometto IT, venduto nel 1825 dalla famiglia Zeno a
lord Nortwich, ch'era ascritto erroneamente a Gentile

Bellini, per stabilire se mai potesse verosimilmente ap-
partenere a Costanzo, che stette, nel tempo stesso di
Gentile, alla Corte del sultano, in qualità di pittore.

Adolfo Venturi.

Illustrissima Princeps etc : Sonno già molti mesi et
più di lanno: che sei se racorda la Y. S. io gli scripsi,
a, certo proposito ringratiandola di quello se era ope-
rata per me quantunque non hauesse possuto hauere
effecto : che io non li poteua riferire gratie che non e
altro dire nisi non potere meritarla Per che questo me
seria impossibile : Maisi che li faria pure vn giorno vno
Donno ó sij presente quale potesse la mia debile facul-
tade: Hor la fortuna mia ha voluto che cum quanta
magiore diligentia mi e sta possibile non ho mai potuto
exequirlo: per quellui che lhauea a fare: mo per infir-
mitade: mo per facende che limpediua: Pur tandem e
seguito quello ho desiderato tanto tempo: Cioè di farai
uedere lo 111.1'6 Don Ferrante Vostro figlio: se non Cor-
poralmente saltem per tal modo che quasi vi parra
hauerlo denantj a gli occhij.

La Zoanna adonque mia Carissima Consorte sera
quella ve i presenterà da parte mia Rafigurato et pincto
sopra vna Telia: di quella misura et grandeza. se troua
la facia sua: et tale che se il ui fusse presente ue il
pareria pocha differentia : lo é in essere più bello lo
Naturale cha lo pincto: et cussi è la verità: la gran-
deza sua de la persona la porta etiam il Maestro de
dieta pictura acio possiatj anche vedere quanto, è, alto
de la età sua Madama mia precipua questo, e, quel
Donno che ui ho offerto ma non mai chiarito non
Condegno ali meritj dignissimi de la vostra Sublimita
ni a le obligatione et desiderio mio Ma ben demostra-
tiuo di qualche Signo de lanimo et volunta mia che
uoria potere et sapere assai per poterli meglio satisfare
et seruirla che in altro non é il studio et la Cura mia.

Yi presentara anchora epsa mia Consorte due bello
Candelle papale quale hebi da la sancta memoria di
Papa Sixto quello anno se rupe la guerra a la solen-
nità di nostra Donna da la candelle: luna fu per il
Signore: et laltra per la Y. Ex.tia: Et per che un altra
volta ni mandai due altre et perueneno ale manne
del Sig.re quale mostra le retenesse la sua et la vostra:
Perho sei vi parera poteritj etiam retenire la sua per
ricompensa, ó farne il parere vostro : In anti che hora
non ho mai auuto la faculta de mandarle et se pure
la vi fusse stata é processo per inaduertentia ma sem-
pre le Ho saluate a questo Effecto: Presentaraui an-
chora la predicta o sij Nicolo quello Maestro che ha
pincto il predicto S.ve vostro figlio per nome chiamato
Maestro Costantio che se fa chiamare da ferrara per
che il ge stato gran tempo et etiam per che ha per
moglie vna de le nostro ferrarese : Et é quello che
mando già più anni la Maesta del S." Re al gran
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