Archivio storico dell'arte — 4.1891

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

ninno d'Oriente e specialmente l'Egitto.1 La sua profonda
convinzione dell'importanza di quello terre per la storia
dell'arte l'aveva spinto già nel 1881 ad un viaggio al
Sinai, i cui risultati scientifici egli raccolse in un libro
scritto in lingua russa, prima di assumere il comando
della spedizione russa, partita da poco allo scopo di
esplorare dal punto di vista dell'archeologia quel gran
tratto di paese clic si stende da Tarso fino all'Arabia
Petrea.

Un valente seguace del professore russo è il dottor

si conservano nel Museo imperiale ottomano di Costan-
tinopoli, e di due quadri di santi provenienti dal Sinai,
ora nel Museo dell'Accademia religiosa di Kiew. Questi
ultimi sono due pezzi unici rarissimi e di importanza
affatto speciale ai nostri giorni, in cui hanno destato
tanto rumore le figure di mummie degli ultimi tempi
dell'era antica, che si trovarono in Egitto. Dipinti con
colori a cera, essi sono una prova che l'antica pittura
encaustica continuò a praticarsi nell'epoca bizantina, e
son posti dallo Strzygowski press'a poco nel settimo se"

IL SACRIFICI

(Miniatura nell' Evang

J. Strzygowski, docente all'Università di Vienna. Anche
egli, come il Kondakoff, non si è contentato dei monu-
menti quasi tutti da lungo conosciuti che si contengono
nelle chiese e nelle collezioni dell'Italia e dell'Europa
centrale. Tornato da poco da un lungo viaggio in cui
visitò Salonicco e il monte Athos, Atene e la Grecia,
Costantinopoli e l'Asia Minore, Trebisonda e il Caucaso,
Mosca e Pietroburgo, egli ha cominciato a lavorare sul
materiale trovato in una serie di dissertazioni col titolo
comune di Monumenti bizantini• e ne è già uscita la
prima parte, il cui titolo sta in testa al presente articolo.

In questa prima parte l'erudito scrittore tratta prin-
cipalmente di un evangeliario in lingua armena conser-
vato nell'antico convento di Etschmiadzin in Armenia,
ed inoltre, in due capitoli separati, di un paio di me-
daglie d'oro provenienti da Adana nella Cilicia e che

1 Della traduzione francese di questo importante lavoro è appunto
uscito teste il secondo volume, a cinque anni d'intervallo dal primo.

) DI ABRAMO

iario di Etschmiadzin).

colo. Ora se queste figure su tavola ci rappresentano
l'arte egiziana-bizantina al tempo in cui gli Arabi en-
trarono trionfanti in quell'antica culla di civiltà, le due
medaglie d'oro vengono a porsi indubbiamente accanto
alle fiale di metallo della Palestina esistenti in Monza.
Esse sono ornate di rilievi con scene del Nuovo Testa-
mento e perciò vengono fortunatamente ad arricchire
l'iconografia cristiana della metà del primo millennio.

Dobbiamo qui lasciar fuori di considerazione il ca-
pitolo in cui l'A., prendendo occasione dal testo armeno
dell'evangeliario di Etschmiadzin, tratta della pittura in
miniatura armena, e ciò perchè la nostra attenzione è
diretta ad un'epoca più antica e più importante per la
storia dell'arte in generale.

A questo testo sono però uniti due differenti fasci-
coli di miniature, che, come ben dimostra l'A., sono
dipinti dalla mano di artisti siriaci subito dopo la metà
del primo millennio dell'era cristiana. Ora, siccome le
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