Archivio storico dell'arte — 4.1891

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384 RECENSIONI E CE

A mio giudizio, noi conosciamo ancora troppo poco
l'antica plastica bizantina, sia in pietra come in metallo
o in avorio, per poterne determinare con sufficiente si-
curezza un gruppo o una scuola. Tanto i tipi figurativi
quanto lo stile artistico possono aver avuto una diffu-
sione maggiore di quello che l'A. ritiene. Ad avvalorare
la mia ipotesi citerò anzitutto due esempi poco noti.
Il professor KondakofF possiede dei frammenti d'un'an-
tica pisside cristiana, trovata in una tomba a Kertsch,
con le rappresentazioni dell'Annunciazione di Maria e
della prova della sua verginità; esse sono disegnate, come
osserva l'A. stesso, secondo lo « schema ravennate » e
con la tecnica speciale dell'intaglio; eppure a nessuno
può venire in mente di ammettere che questo lavoro,
d'una rozzezza del tutto provinciale, sia di origine ra-
vennate. L'assistente del KondakofF, signor W. de Bock,
che ha recentemente arricchita la collezione dell'Ere-
mitaggio d'una grande quantità di pregevolissimi tessuti
trovati in tombe copte, ha anche acquistato per la detta
collezione la riproduzione in gesso d'un rilievo in legno
a forma di frontone esistente nella chiesa di Santa Maria
(E1 Muallakah) al Cairo, il quale con grandissima proba-
bilità è del sesto secolo. Accanto ad una lunga iscri-
zione greca si vede rappresentata in una fila ininter-
rotta di figure, poste l'una accanto all'altra, 1' Entrata
di Gesù in Gerusalemme e la sua Ascensione. Quest'ul-
tima si svolge in una « corona triumphalis » portata da
due angeli; ed è questo un motivo imitato dall'antico che,
come è noto, caratterizza in forma quasi identica precisa-
mente i « dittici dalle cinque parti, » anche quelli di Parigi
e di Etschmiadzin. D'altra parte però la composizione
dell'Ascensione mostra una spiccata anologia con la scena
corrispondente su una delle colonne anteriori del ciborio
dell'aitar maggiore della basilica di S. Marco in Ve-
nezia, 1 i modelli delle quali, se è vero che esse, come
asserisce il Garrucci, non sieno originali ma copie me-
dievali, 2 sono certamente del quinto o sesto secolo e

1 Imperfettamente riprodotta dal Garrucci, tav. 498, 2.

2 Egli fonda la sua asserzione sull'esame paleografico e sull'or-
tografia delle iscrizioni, che, secondo lui, escludono che le colonne
sieno state eseguite prima dell'undicesimo secolo.

BIBLIOGRAFICI

senza dubbio d'origine latina. Se il Garrucci ha ragione,
il che mi sembra molto dubbio, si avrebbe in questo caso
perfino lo stile cristiano primitivo riprodotto con una
fedeltà senza esempio nel medio evo. Affatto differente
è la maniera artistica del rilievo in legno al Cairo, che,
come i violenti movimenti delle figure, 1 si avvicina non
poco a certi lavori del « gruppo ravennate ». L'Entrata
di Cristo in Gerusalemme non mostra però nessuna par-
ticolare analogia con la rappresentazione delle tavole
di Etschmiadzin, poiché vi mancano gli apostoli che
accompagnano il Signore e così pure la figura rappresen-
tante la città di Gerusalemme, che non si trova che nelle
dette tavole. 2 E finalmente, sempre a convalidare la mia
asserzione, accennerò alla grande analogia in cui stanno
i dittici consolari dell'Oriente e quelli dell'Occidente.

Son ben lontano dal volermi opporre decisamente
alle conclusioni dello Strzygowski. Ho voluto soltanto
rilevare il loro carattere talora ipotetico. Forse il nuovo
materiale che l'A., continuando il suo lavoro, porterà
alla plastica bizantina primitiva, getterà maggior luce
su questa importante questione. Del resto, è nella na-
tura stessa della cosa, che le opinioni debbano per ora
esser molto differenti. Deve però ascriversi principal-
mente a merito dell'egregio A. se almeno il problema
è oramai posto nettamente e non può più essere tra-
scurato. Le ipotesi di un valente ricercatore hanno l'im-
portanza di dar occasione a nuove ricerche, finche la
questione sia del tutto sciolta, se pure in questo caso
ciò sarà possibile senza che si facciano nuove scoperte.
En attendarti cherchons ! Ma a quelli che seguiteranno le
ricerche sarebbe in ogni modo da raccomandarsi un du-
plice esame iconografico-stilistico del materiale esistente.

J. J. Tikkanen.

1 Questo rilievo dimostra infondata l'opinione dello Schnaase
(op. cit., p. 581 e seg.), che la rozza trascuratezza dell'esecuzione e
la violenza dei movimenti debbano escludere l'origine bizantina.

2 Siccome lo Strzygowski pensa che questo personaggio che si
trova nella rappresentazione dell' Entrata in Gerusalemme possa essere
d'origine ravennate, ricorderò la città personificata che in guisa
analoga saluta il Bambino nelle rappresentazioni della Fuga in Egitto
dell'epoca bizantina posteriore.
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