Archivio storico dell'arte — 4.1891

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WILHELM HOOK

zioso elio il Bollano fu colui che insieme con Bertoldo compì i rilievi in bronzo di quelle cantorie;
gli attribuisce l'ultima mano in parecchi di questi rilievi che però riconosce come ideati già da
Donatello, ed ascrive a lui esclusivamente diverse altre composizioni, quali la Crocifissione, la
Discesa dello Spirito Santo, Cristo nel colle degli ulivi, le Marie al sepolcro, Cristo innanzi a
Caifas, Cristo innanzi a Pilato, e così pure una parte dei putti del fregio, insomma la parte
principale di quel lavoro.

Lo studio del Semrau intorno a queste ultime grandi creazioni di Donatello è degno di
nota per parecchi rispetti, e da esso risulta con grande probabilità che il Bellano vi ebbe gran
parte: i tipi duri, i capelli e le barbe liscie, le pieghe strette sono segni caratteristici, non già di
Donatello, ma della maniera del Bellano. Senonchè è da respingersi decisamente l'asserzione del
Semrau, che al Bellano appartenga anche l'invenzione di queste composizioni: ciò equivarrebbe
ad esagerare l'importanza di questo artista, a disconoscere la maniera particolare dei lavori di
Donatello, quale per fortuna ci è ancora provata nei suoi vari stadi da numerose opere. I lavori
simili nel Santo di Padova, che cronologicamente vengono subito innanzi alle cantorie di San Lo-
renzo, ci danno la misura per giudicare quest'opera posteriore. Come in quelli Donatello — e
ciò risulta dal contratto e dai pagamenti — prese parte a quasi tutte le sculture in bronzo, così
avvenne certamente anche nelle cantorie. Che il lavoro di fusione e quello di cesello della maggior
parte dei bronzi padovani non gli appartenga, è provato dalla differenza che passa fra l'uno e
l'altro di essi, prescindendo affatto dalla mediocrità di alcuni di essi ; Donatello avrà dunque
preso parte al lavoro dando lo schizzo e forse eccezionalmente anche il modello. Similmente
avvenne nelle cantorie: il disegno dell'insieme, gli schizzi delle singole parti (meno le pessime
aggiunte fatte posteriormente con cattivo materiale) e anche i modelli di alcuni pochi rilievi sono
di Donatello; invece la fusione e il finimento, e per la maggior parte dei rilievi e del fregio
anche i modelli furono assegnati agli scolari, in prima linea a Bertoldo e segnatamente, come di-
mostra il Semrau, al Bellano.

La causa principale dello grandi differenze che si riscontrano nelle sculture di Donatello è
questa, che, meno poche eccezioni, egli non eseguì di sua mano i bronzi 1 e la maggior parte
dei marmi, e probabilmente dopo aver dato lo schizzo o il modello, non esercitò sui lavori che
una piccola influenza. Perciò essi ci giunsero spesso sfigurati. Se si dimentica ciò e si giudicano
le sculture, e segnatamente i bronzi, soltanto secondo il loro pregio artistico ed alla stregua del
carattere dei lavori originali del maestro, si giunge, come ò dimostrato dall'esempio del Semrau,
a togliere a Donatello una gran parte delle sue opere. Solo così ò possibile attribuire dei lavori
come il busto in bronzo di Ludovico Gonzaga, quello del giovane Gattamelata e perfino alcune
statue dell1 aitar maggiore del Santo, ad un mestierante come ~N. Baroncelli, i cui lavori autentici
sembrano quelli di un battirame che imita Donatello; e ciò ad onta dei documenti che nominano
come autore Donatello, e sibbene non sia per niente provata la presenza del Baroncelli, nò in
Padova nò in Mantova. Solo così si può giungere a negare che sieno lavori di Donatello e ad
asserire che sieno eseguiti da suoi scolari e il piccolo rilievo della Deposizione nel Museo impe-
riale di Vienna,2 e la grande tavola con la Crocifissione nel Bargello, e il rilievo rappresen-
tante san Sebastiano in possesso del signor E. André in Parigi. Dei vari scolari e seguaci
di Donatello abbiamo una quantità di lavori sufficienti a mostrarci il loro ingegno, la loro

1 Ai pochi bronzi fusi non cesellati ed eseguiti diret-
tamente su modelli di Donatello appartengono, fra altri,
il gustoso rilievo della Pietà nel South Ivcnsington ^In-
sellili, e la placchetta con la Flagellazione di Cristo (Lou-
vre e Museo di Berlino), ambedue certo di poco anteriori
agli schizzi delle cantorie.

L'esecuzione e il cesello di questa gustosa composi-
ziono del maestro sembra accennino a Bertoldo. Ai la-
vori di Bertoldo, che il Semrau enumera, seguendo

l'opera di IL von Tschudi, si può aggiungere anche una
piccola tavola in bronzo nel Louvre con una graziosa
rappresentazione della Madonna (Sup. 48 E.). Come que-
sta tavola, così anche un esemplare della Pietà dello
stesso artista (48 C.) fu donata al Louvre dallo 11 is de la
Salle. Pure diversi altri bronzi nel Louvre dal signor
G. Dreyfuss a Parigi e nella raccolta ricchissima del
siffnor 0. Hainaver a Berlino hanno molto del Bertoldo.
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