Archivio storico dell'arte — 4.1891

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E. RIDOLFI

Delle bellissime mani, dalle dita lunghe, schiette, affusolate, appoggia la sinistra sul davanzale
della finestra che le sta dinanzi, o sul piano d'una balaustrata, stringendo con le tre ultime dita
i gialli guanti, e distendendo l'indice, che per la sua gentilezza si incurva alla leggera pressione
che fa sul piano; e sul polso di questa mano riposa l'altra, con moto naturalissimo e insieme

grazioso.

Una catena di Venezia finissima, a quattro fila, le scende dal collo annodata sul seno, e,
cadendo fino a metà della vita, sostiene all'estremità una crocellina. Due anelli nell'indice della
mano sinistra, uno dei quali è un semplice cerchietto d'oro, e due nella destra, l'uno all'indice,
l'altro all'anulare, ne compiono l'abbigliamento e l'ornato, semplice ma di un fino gusto e di una
rara eleganza. .

Ma chi è dunque questa gentile?

Pur troppo essa non ha altro nome, che quello dell' Incognita della Tribuna. Il suo nome
andò disperso con quello di tanti altri ritratti bellissimi, dei quali noi saremmo così desiderosi
di conoscere i personaggi rappresentati ; nè forse si saprà mai chi fu colei che rivestì sì amabili
sembianze, e quali vicende, quali casi travagliosi della vita le informarono il volto a quella soave
e rassegnata mestizia.

Il desiderio di trovarle un nome glie ne fece applicare più d'uno ; ma, riconosciuto l'errore,
quei nomi caddero, senza lasciare alcun filo che potesse guidarci nella ricerca del vero suo.

Ci comparisce quel ritratto per la prima volta in un inventario, non compiuto, dei quadri
del palazzo Pitti del 1710, con minuta ed esatta descrizione (caso ben raro) e con l'attribuzione
a Raffaello Sanzio detto da Urbino; ma quanto al soggetto, con la sola indicazione di ritratto
di femmina. 1 Nè per assidue indagini ci è riuscito di trovarne menzione negli antecedenti
inventari del palazzo, o della guardaroba granducale; vero è che nella maggior parte di quelli
inventari le descrizioni dei quadri sono così concise e imperfette, che è difficilissimo il poterli
con esse identificare.

Ne alcun indizio si potè attingere dal quadro stesso, poiché la tavola sulla quale è eseguito
il dipinto fu dalla parte posteriore assottigliata piallandola, e ricoperta poi di uno strato d'olio
e di cera per difenderla dai tarli, dai quali probabilmente era offesa, nè conserva più alcun segno,
alcuna traccia di numerazione inventariale.

Il ritratto dovè esser dipoi portato ad ornare la R. Villa del Poggio a Caiano, giacché
veniva ricondotto a Firenze da quella nel 1773, insieme con altri cento ottanta dipinti ivi scelti
dal direttore della Galleria canonico Querci, come meritevoli di prender posto nella Galleria
stessa, e che erano il 24 dicembre dell'anno medesimo consegnati all'antiquario Raimondo Cocchi,
succeduto per la morte del Querci a quell'ufficio. 2

Veniva dunque a far parte della Galleria un nuovo quadro di Raffaello, ma con denominazione
di ritratto femminile ignoto; e tale si conservava sull'inventario più prossimo del 1784. Fu
collocato nella sala detta dell' Ermafrodito, dal celebre marmo che vi si ammirava, e dove insieme
a moltissimi e svariati dipinti trovavansi parecchi ritratti del pennello di Andrea del Sarto, di
Annibale Carracci, ed anche quello di donna, anch' essa ignota e attribuito allora a Giorgione,
e che pochi anni dipoi acquistava celebrità maggiore, essendo stato dal direttore abate Puccini
giudicato di Raffaello e battezzato La Fornarina.

Nel nuovo ordinamento però che la Galleria ricevè, il ritratto di che ragioniamo fu trasferito
nella Tribuna ; e senza indagare l'età della Maddalena di Giovanni Strozzi, moglie ad Angelo
Doni, quando l'Urbinate potè ritrarla, a lei fu attribuito ; e col medesimo nóme apparisce
sull'inventario, che, cominciato il 1818, fu compiuto nel 1825. 3

1 Arch. del Palazzo Pitti, ms. 1185, voi. II, p. 661. ad un nastro (doveva dire catena d'oro). Posa la sinistra

2 Arch. della Galleria, filza YI, aff. 96. Il ritratto è sopra la destra (doveva dire il contrario) ed anello in alli-
neila nota di quei quadri così descritto al n. 147: bidue gl'indici, ed un altro nell'anulare, con adorna-

« Uno d° in tavola alto b. 1 1/3, largo b. 1.2, dipintovi mento, ecc. »
da Raffaello da Urbino, ritratto di donna scollacciata fino 3 Arch. della Gali., invent. cit., voi. I, ci. I, al n. 504.

a mezzo busto, con capelli biondi, croce al collo attaccata
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