Archivio storico dell'arte — 4.1891

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432 E. RIDOLFI

Gli storici e critici dell'arte riposero questo ritratto fra le opere eseguite dal Sanzio nella
sua dimora in Firenze, e nella sua maniera fiorentina, fra il 1505 e il 1506; a poca distanza
di tempo per conseguenza dal ritratto dei Doni ; ed alcuni anche lo dissero dipinto da lui ante-
riormente a quelli. 1 Ma chi più attentamente lo studiò, non poteva non osservare come in questo
dipinto sia una potenza d'espressione, una sicurezza ed una padronanza d'arte, ben superiore
agli altri suoi di quel tempo; una nobiltà, una energia, una scienza, che Raffaello non aveva
ancora mostrata in quelli. E ciò fu riconosciuto anche dal Passavant, dicendolo di un'esecuzione
più franca di quelli dei Doni, e bellissimo nelle parti in che a lui parve che si potesse ora solo
veder la mano del maestro ; 2 dal Gruyer, che ne fece una descrizione ed un esame entusiastici ;3
ed in ispecie dal Muntz, che per le sue doti squisite lo ritenne agli altri posteriore, riunendolo
al ritratto di lui stesso, cui trovava accostarsi per molti lati, e dicendo che vi si riscontra una
poesia ed una nobiltà degne in tutto di Leonardo. Nè qui si fermava, ma studiandone i grandi
pregi della fattura, che diceva maravigliosa, aggiungeva che se negli altri ritratti vediamo il
giovinetto pittore che dà grandi speranze di sè, in questo dell' Incognita ci troviamo dinanzi ad
un maestro compiuto, a un degno rivale di Leonardo. 4

Infatti se si considerino i ritratti dei coniugi Doni, opere meritevolissime e tali da]onorare
altamente il Museo in cui si conservano, non si può nondimeno non osservare in quelli una
qualche timidezza ed esitanza nel moto e nell' espressione, ed un che di duretto nella fattura,
che rivela il giovinetto non ancora espertissimo nell'esercizio del ritrattista.

Il ritratto d'Angelo, condotto forse pel primo, sente ancora assai della maniera del Perugino ;
ma forse, per la testa, non sosterrebbe vittoriosamente il confronto col bellissimo ritratto che questo
dipinse di Francesco delle Opere, e che va sotto il nome di ritratto dell' artefice nella raccolta dei
ritratti dei pittori,5 il quale è di un disegno correttissimo, vago di colorito, e impastato con una
dolcezza sorprendente, e massime negli occhi e nelle labbra, che riescono a grandissima verità. Il
ritratto del Doni ha qualche cosa d'incerto nell'espressione del volto, e di crudetto nella condotta
del dipinto; nel finimento poi ha qualche parte il tratteggio, secondo che allora si praticava nella
pittura a tempra e a fresco, eseguito con un colore bruno che toglie luce alle carni; i capelli
sfilati a uno a uno, e non così finamente come nel citato ritratto del Perugino, rimangono gretti
e senza mollezza.

Quello della donna sua è di maniera più larga e pastosa, di colorito più luminoso, dove il tratto
più non appare, dove lo scuro delle carni, sebbene non sia ancora di molta trasparenza, è però già
assai più arioso e più caldo. Non supera però l'altro nella sicurezza del disegno, e anche in
esso l'incertezza del moto e dell'espressione, visibilissima, accusa la timidezza del giovinetto
artista, che non ancora domina il modello suo ; e ben comprende tal titubanza chi abbia provato
quale trepidazione incolga il giovine pittore, sebbene esperto, nel condurre il primo ritratto
d'una gentildonna.

E la timidezza che mostra Raffaello in quel ritratto, è fatta evidente ancora dal non avere
egli potuto rendere con giustezza l'età della Maddalena, che il ritratto sembra indicare già
prossima alla trentina; mentre la figlia di Giovanni Strozzi, nata il 19 febbraio del 1488 6 e ma-
ritata ad Angelo del fu Francesco Doni nel 1503 7 non aveva che appena diciotto anni quando
Raffaello la ritrasse, se ciò fu, come pare indubitato, fra il 1505 e il 1506.

1 Anche nel Cicerone citato è detto che potrebbe esser 5 Vasari, ed. Sansoni, con annot. e comm. del Mila-
fatto da Raffaello alcun tempo prima dei ritratti dei Doni, nesi, voi. Ili, p. 604.

quando teneva ancor la maniera del Perugino (voi. cit., 6 Maddalena Ginevra, figlia di Giovanni di messer

1. cit.). Marcello Strozzi, del popolo di Santa Trinità, nata il 19

2 Passavant, Raffaello d'Urbino, ecc., trad. di G. Guasti, febbraio 1488, a ore 15, fu battezzata nella basilica di
Firenze, Success. Le Monnier, voi. I, p. 70, voi. II, San Giovanni in Firenze, il dì 20 del mese stesso. (Arch.
p. 48, n. 35. dell'Opera di Santa Maria del Fiore, registro dei battez-

3 Gruyer, Raphael peintre de portraits, Paris, 1881, zati, ad ann.).

voi. I, p. 114 e segg. • 7 Rogiti di Antonio Carsidoni, 1503. - « Angelus

4 Muntz, Raphael, etc., Paris, 1881, p. 224 e seg. q. Francisci de Donis, recepii promissionem dotis scu-
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