Archivio storico dell'arte — 4.1891

Seite: 440
DOI Heft: 10.11588/diglit.18090.53
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18090.57
DOI Seite: 10.11588/diglit.18090#0472
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1891/0472
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
440 E. RIDOLFI

Elegante nella movenza della bella persona che volge un poco a sinistra, appressa con la
mano manca alla vita un libro semichiuso (certo di preghiere) nel quale leggeva pur ora, e di
cui per riflettere interruppe momentaneamente la lettura; mentre, posando la destra con genti-
lissimo garbo sul bracciolo della sedia, allarga alquanto le dita, sollevando un poco l'indice*,
col qual moto accompagna egregiamente 1' espressione riflessiva del volto e il moto degli occhi
che guardano senza fissarsi in alcun oggetto.

T contorni delle parti del volto sono della maggior fermezza, ed anche se vuoisi un tantino
duretti ; ma il colorito, di finissimo impasto, è morbido e carnoso, e il volto, il collo ed il seno,
se non sono esenti da ritocco, hanno un bel rilievo ottenuto con ombre molto modeste. La mano
destra poi che è in luce ed è di buona conservazione, mostrasi elegantissima di disegno, e di
colorito più limpido del viso e del petto. Le rosee sue tinte, il suo lume vivace, il leggiero e
succoso impasto e il massimo rilievo raggiunto senza oscuri, la rendono di una grande vaghezza.

Non sono poche le affinità che questo bel ritratto ha col ritratto dell' Incognita. Esso pure
serba evidenti caratteri di quattrocentismo, sebbene per altri manifesti toccare il cinquecento. La
correzione del disegno, la finezza dell'esecuzione, la spontanea grazia ed eleganza che si vede in
ogni sua parte, tengono ben vicino alle consimili qualità che troviamo nell' Incognita. La finezza
del colore nelle biancherie ed il modo dell'esecuzione, sembra a noi non differire affatto nei due
ritratti ; e la lista di camicia che in questo sopravanza allo scollo dell'abito, col ricamo a traforo
e il pizzetto di una finezza mirabile, ci richiama tosto ai pizzi che adornano la camicia dell' In-
cognita. Nè con minore finezza è dipinto il fondo architettura e paese.

Il ritratto della Monaca, proveniente dalla famiglia Niccolini, ed anch'esso non citato dagli
antichi storici d'arte 1 venne dal suo acquisto sempre ascritto a Leonardo ; ma di questo ancora la
critica moderna rifiuta l'antica attribuzione, senza però trovare da sostituirla in modo conveniente.

Molto più arduo del demolire è il riedificare, se trattisi di opere di prim'ordine. In nes-
sun imbarazzo può indurre il togliere alla Madonna, detta del Pozzo, il nome di Raffaello,
e quello di Leonardo all' Annunziazione della Galleria degli Uffizi (3a sala della Scuola to-
scana, n. 1288) e al piccolo ritratto detto l'Orefice da un gioiello che ha in mano, collocato
nella Galleria Pitti (la sala, n. 207); e così per alcune altre opere, che anche ad un mediocre
conoscitore non appariscono oggi fornite di tali qualità, da potersi dire degne dei sommi cui
furono in addietro attribuite, e dei quali molto evidentemente non mostrano i caratteri. E il
rintracciare con studi di confronto fra gli artefici di un grado inferiore, quello cui possano attri-
buirsi con verità, non torna difficilissimo.

Ma la cosa è diversa quando si tratta di opere di merito distintissimo, come i ritratti del-
l'Incognita della Tribuna e della Monaca de'Pitti; pei quali, rifiutata l'attribuzione antica, nasce
poi una grande incertezza sull'artista che deve sostituirsi ; ed i più acuti critici rimangono talvolta
perplessi, o accennano a nomi sui quali non è facile il convenire.

E del ritratto della Monaca, alcuno volle fare onore a Lorenzo di Credi; ma per rendere
accettabile quel giudizio converrebbe, ci sembra, lasciando d'altri particolari, indicare qualche
altro quadro di lui, nel quale le mani si avvicinino per azione, per disegno e per colorito, a
quelle della Monaca ; e noi noi conosciamo.

Volle altro eminente critico attribuirlo al Franciabigio ; ma il Morelli non annuiva a co tal
giudizio, e ci sembra con molta ragione ; perchè nella Monaca non riscontriamo affatto le qualità
de' suoi dipintii. Il Franciabigio non è fra quegli artisti che serbino impronta di quattrocentismo.
I toni vigorosi delle sue carni, il chiaroscuro non di rado spinto fino al fosco, l'impasto andreesco
de' suoi colori, non sapremmo vederli davvero nel ritratto di cui parliamo.

Nemmeno però potremmo associarci al senatore Morelli, quando viene a proporre come autore

1 Nemmeno il Cinelli che aggiunse alle Bellezze di
Firenze del Bocchi, la descrizione di molti oggetti d'arte
della casa Niccolini, dicendola colma delle opere de' più

eccellenti maestri, e notandone le antiche statue ed assai
dipinti, fra i quali la Madonna di Raffaello acquistata
poi da lord Cowper, non fece cenno di questo ritratto.
loading ...