Archivio storico dell'arte — 4.1891

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adulto, così, non essendo dimostrato dalla storia che egli ne fosse l'autore, l'eccellenza dello stile
non è ancor tale che non possa essere d'altro pennello che del suo ».

E quel cambio fu approvato con sovrano rescritto del 20 giugno 1794; ma non sembra
che sia da lodare, come molto savio e avveduto, il parere del direttore che lo proponeva; e tanto
più che non pochi quadri di gran pregio erano già andati fuor di Firenze. 1

I fatti che infirmavano la scoperta del Puccini e compromettevano il battesimo da lui dato,
non sfuggirono ad alcuni studiosi contemporanei. Sebbene andasse celebrata la Fornarìna della
Tribuna con le stampe e nelle storie d'arte, accettandola come tale anche il Quatremère de Quincy
nel suo libro su Raffaello, anzi proclamandola senza alcun dubbio il ritratto stesso posseduto da
Matteo Botti, mentre riteneva essere una copia di Giulio Romano il ritratto posseduto dalla

RITRATTO DI DONNA DETTA « LA TELATA »
nella Galleria Pitti.

casa Barberini in Roma, nondimeno assai presto cominciò ìa critica a sfrondare gli allori del-
l'abate direttore.

Il Missirini, che godeva riputazione di dottissimo nelle cose d'arte, interpellato, asseriva
francamente essere il quadro della Tribuna opera di prim'ordine e d'inestimabil pregio, ma non
aver fondamento alcuno la denominazione di Fornarina datagli dal Puccini; e solo perchè era

1 Rammentiamo, fra questi, due che già figurarono
nella Tribuna.

La tavola di casa Canigiani nell'inventario della Tri-
buna del 1589 è così descritta: « Un quadro in tavola
ritrattovi una N.a Donna con figlio in collo, S. Anna,
S. Giovanni e S. Giuseppe con cornice di noce, alto B. 2 1/2
largo B. 2 1/8 di mano di Raffaello da Urbino ».

Si ritrova con descrizione anche più accurata nel-
l'inventario del 1635, tuttavia nella Tribuna, col n. 477:

Archivio storico dell'Arte - Anno IY, Fase. VI.

« Quadro con la Madonna a sedere con N. S. in collo
nudo, e mostra di ragionare con S. Giovanni tenuto in
collo da S. Elisabetta, e un S. Giuseppe ritto appog-
giato a un bastone con più Angiolini in aria, per mano
di Raffaello da Urbino, alto B. 2 x/2 largo B. 2 1/8 circa ».

Con egual descrizione è notato nell' inventario
del 1638, ma non si trova più in quello del 1704 che
gli succede, e sembra che, quando Anna Maria Luisa,
figliuola di Cosimo III, fu fatta sposa di Giov. Guglielmo

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