Archivio storico dell'arte — 4.1891

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

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F epoca nostra il merito di aver tentato di ravvivare
questo senso estetico col riprendere il filo interrotto
delle tradizioni artistiche mediante lo studio minuzioso
di tutte le memorie del passato, anche d'importanza
secondaria, che per lungo tempo rimasero troppo ne-
glette.

« Si può spiegare facilmente come, sino ad oggi,
non siano state studiate con grande passione le traccie
minori del nostro passato artistico; queste, finche si
conservarono numerose e disseminate ovunque, forma-
vano semplicemente, colla loro continuità, il fondo dei
monumenti di maggiore importanza, e su questi veniva
a concentrarsi tutta l'attenzione. Ma, dacché per l'azione
del tempo, e per quella più fatale ancora degli uomini,
tutta questa ricchezza di manifestazioni artistiche si
ridusse a poche e sparse traccie, mutilate e cadenti,
l'interesse di queste si trovò accresciuto, a quello stesso
modo che per la storia è venuta acquistando valore ed
importanza eccezionale qualunque pergamena sfuggita
al disperdimento e alla distruzione delle memorie del
nostro passato.

' « Non è quindi un compito così modesto, come può
a primo aspetto essere giudicato, il proposito che ci
prefiggiamo di illustrare tutto quanto costituisce un ri-
cordo del nostro patrimonio artistico, senza dimenticare
le traccie più tenui ed in apparenza insignificanti.
Se i grandi monumenti ci ravvivano nella niente, a
grandi linee, i periodi più salienti della nostra storia,
le memorie artistiche minori ci permettono di stabilire
la continuità di quelle linee, e di coglierne meglio il
significato, al modo stesso che qualche documento, al-
l'apparenza affatto secondario, ha potuto più di una
volta gettare nuova luce sopra alcuni punti essenziali
della storia.

« Così, mentre la cattedrale, il palazzo del Comune,
o la rocca ci affermano la volontà di un popolo, o di
un principe in momenti storici eccezionali, il piccolo
oratorio, la villa o la modesta abitazione rurale ci ri-
costituiscono la vita sociale d'altri tempi in quei periodi
normali che ci debbono riuscire non meno interessanti,
perchè vanno considerati come i periodi di incubazione
dei grandi rivolgimenti nelle manifestazioni dell' arte.

<< I caratteri fondamentali dell' arte lombarda si pa-
lesano nettamente nei cospicui monumenti che giunsero
sino a noi : ma è solo dallo studio del materiale arti-
stico d'importanza secondaria, ancora sparso sul nostro
territorio, che si può rintracciare il filo delle evoluzioni
che l'arte ha compiuto. Come mai sarebbe possibile
riannodare ad esempio i principi costruttivi ed i carat-
teri decorativi delle navate nella chiesa di Santa Maria
delle Grazie in Milano, con quelli così diversi della
parte absidale della stessa chiesa, costrutta pochi anni
dopo le navate, se si avessero a trascurare le traccie
degli edifici sorti in quel breve periodo di tempo, e dai
quali solo si può rilevare il rapido lavorìo di trasfor-
mazione dallo stile archiacuto a quello del rinascimento ?

Ed è appunto nelle costruzioni minori che si può con
maggiore facilità riscontrare quali siano gli elementi
che hanno principalmente influito sopra quelle continue
trasformazioni dell'arte, che troppo spesso consideriamo
come evoluzioni puramente decorative. Oggidì nelle ca-
ratteristiche di un determinato stile si sa rilevare giu-
stamente l'influenza esercitata da quell'elemento fonda-
mentale che è il materiale costruttivo, alla cui natura
si trovano di necessità subordinate tutte le caratteri-
stiche della mano d'opera, e quindi della decorazione:
ora è precisamente il materiale costruttivo predomi-
nante nell'arte lombarda, il laterizio, quello che regola

10 svolgimento dello stile dal secolo ix sino al xvi.

« La facilità di procurarsi, nella vallata del Po, un
materiale laterizio di buonissima qualità, contrapposta
alla scarsità di cave di pietre adatte alla costruzione,
ha costituito la nota predominante dell' architettura
lombarda. Le costruzioni primitive, dopo aver esaurito
i marmi e le pietre provenienti dalle rovine di antichi
edifici, dovettero, in mancanza di cave vicine e di fronte
alle difficoltà dei trasporti, utilizzare quei massi erra-
tici di cui il periodo glaciale aveva abbondantemente
cosparso il piano lombardo; e per qualche tempo nel-
l'organismo costruttivo e decorativo, quelle pietre —
malgrado la svariata loro natura, poco adatta general-
mente a subire una lavorazione minuta — poterono es-
sere assimilate nelle costruzioni: e così si ebbe la pietra
impiegata assieme al laterizio più che altro come ma-
teriale costruttivo anziché decorativo, giacche le poche
ornamentazioni ricavate nella pietra dovettero accon-
tentarsi del semplice effetto di un bassorilievo. ColF in-
gentilirsi della struttura organica degli edifici, e quindi
anche delle forme decorative, lo stile lombardo dovette
rinunciare all'impiego di quelle pietre troppo ribelli
ad un lavoro più minuto, per ricorrere quasi esclusiva-
mente al materiale laterizio, il quale, per la sua parti-
colare natura, poteva assecondare mirabilmente il con-
tinuo sviluppo delle forme decorative; e così si arrivò
a quel periodo fiorito dell'architettura lombarda, durante

11 quale la terracotta fu, si può dire, il solo elemento
su cui si basò l'organismo statico e il concetto deco-
rativo.

« Finche qualche pezzo di pietra, o di marmo si era
interposto, anche disordinatamente, nelle ampie superfici
di laterizio, la viva colorazione della terracotta potè
giovarsi del contrasto colla tonalità della pietra: ma
quando questa si trovò quasi eliminata, la nota ecces-
sivamente monocromatica della terracotta obbligò a ri-
cercare un partito di decorazione sussidiario, che avesse
a rompere la monotonia d'effetto prodotta dal laterizio :
ed ecco quindi spuntare l'altro elemento fondamentale
dello stile lombardo, quello di una decorazione poli-
croma, spiccante sopra il fondo smagliante di un sem-
plice intonaco di calce, decorazione che seppe adattarsi
e trasformarsi a tutte le evoluzioni dello stile. Sono
dapprima semplici fascie di intonaco ricorrenti lungo
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