Archivio storico dell'arte — 4.1891

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474 RECENSIONI E CE?

il lembo inferiore delle cornici in laterizio, in modo
da accentuare il distacco di queste dalla superficie della
parete: poi la fascia di intonaco invade il fondo della
serie di archetti semplici od intrecciati che ricorrono
lungo le cornici, in modo da accrescerne l'effetto : col-
l'estendersi sempre più di questo partito, si trovò che
la tonalità del bianco intonaco si prestava a far spiccar
tutta la massa decorativa delle finestre e delle porte:
e quando queste superfici bianche cominciarono ad avere
un grande sviluppo, si senti la necessità di correggere
la rozzezza e la semplicità dell'intonaco, dapprima con
qualche graffito, poi con fascie di ornamentazioni poli-
crome, la cui tonalità mirava a raccordare le due note
dominanti del rosso e del bianco che continuamente si
disputavano il campo. Intanto l'intonaco andava gua-
dagnando sempre più spazio; si distendeva sulle vòlte
dei porticati per attirarvi i riflessi di sole, rivestiva il
fondo dei loggiati per dare risalto alle colonne e agli
archi ; finì col distendersi su tutte le superfici piane
restringendo l'effetto cromatico della terracotta alle sole
parti in rilievo. Questo continuo prevalere del partito
decorativo basato sull' intonaco a calce, va però consi-
derato anche come l'effetto del progressivo, decadimento
del metodo costruttivo in laterizio, decadimento dovuto
alla fabbricazione meno accurata dei materiali ed alla
mano d'opera sempre più affrettata e negletta: quando
più non si seppe, o non si volle formare con materiali
laterizi quelle membrature così accurate che poterono
attraversare quasi intatte più di sei secoli, l'intonaco
di calce non servì solo a dare risalto alla terracotta,
ma tornò comodo a mascherare la negligenza della co-
struzione : poi venne il periodo in cui l'intonaco soffocò
interamente la terracotta ed allora il materiale late-
rizio, malgrado gli splendori del suo passato, ritornò
semplice materiale costruttivo, e fu il giorno in cui si
spense ogni tradizione dell'architettura lombarda.

« I vari stadi di questa continua evoluzione della
struttura decorativa nel nostro territorio, potranno es-
sere facilmente riscontrati scorrendo le illustrazioni di
questo primo volume, le quali si riferiscono ad edifici
ed a traccie d' arte che ancora sussistono nel circuito
di circa dieci chilometri intorno Milano, e cioè in quella
zona che dovette di necessità sentire direttamente tutto
1' influsso del maggior centro dello svolgimento artistico
lombardo. Le costruzioni illustrate, nel mentre sono
elementi che possono contribuire allo studio dei mag-
giori edifici che contemporaneamente a quelle sorsero
in città, possono riguardarsi come gli esempi più ge-
nuini per studiare l'indole dell' architettura lombarda
ed arrivare all' intima conoscenza di questa : poiché
queste memorie, sparse in mezzo al silenzio dei campi
e spesso ravvivate dallo specchio delle risaie o dei ca-
nali, trovano nel fondo calmo e verdeggiante del pae-
saggio la nota complementare più propizia alla tinta
vivace della terracotta e alla policromia che stacca sullo
smagliante intonaco di calce.

NI BIBLIOGRAFICI

« Poche sono ormai queste memorie, e troppo spesso
mutilate: l'oratorio è trasformato in officina o legnaia,
l'antico chiostro cadente è diventato un granaio od una
stalla: la casa d'abitazione suburbana del xv secolo si
riconosce a stento sotto gli adattamenti di una casa
colonica: ma è appunto il lento ed incessante deterio-
ramento di questi ricordi d'arte l'argomento più impel-
lente che ci ha incoraggiati all'opera.

« E pensando come su qualcuna fra le memorie
d'arte più salienti illustrate in questo libro, pesa già
la minaccia di una imminente distruzione, sentiamo
maggiormente la fiducia che quest'opera non riuscirà
al tutto vana, assicurando almeno il ricordo delle epoche
più splendide del nostro passato artistico.

« Lo studio di queste reliquie d'arte, le quali atte-
stano come si possa con una estrema semplicità di
mezzi raggiungere quella potenza di effetti decora-
tivi che oggidì si va ricercando, e non sempre si ot-
tiene malgrado 1' eccessivo dispendio di mezzi, ha già
avviato ad un indirizzo più logico la decorazione archi-
tettonica : e noi vediamo oggidì rifiorire alcune arti de-
corative locali inspirandosi agli esempi del passato,
grazie alla lodevole iniziativa dei Bagatti-Yalsecchi, del
Bazzero, del Trivulzio, del Gnecchi, del Sessa e di altri
appassionati cultori dell'arte nostra.

« Col volgarizzare questi ultimi riflessi di un periodo
d'arte ormai lontano, e col registrare le memorie sto-
riche indissolubilmente legate a questi avanzi, accom-
pagnando le tavole grafiche con cenni descrittivi, che
per gli edifici illustrati più importanti hanno raggiunto
lo sviluppo di una vera monografia, noi ci lusinghiamo
di poter ravvivare l'interesse cittadino intorno al nostro
patrimonio artistico: e se a questo verrà assicurato per
1' avvenire una tutela più efficace contro le incessanti
minaccie di dispersione non sempre giustificate dalle
vere esigenze della moderna civiltà, le nostre fatiche
saranno largamente compensate ».

Noi speriamo che il desiderato compenso possa es-
sere ottenuto, e vorremmo in pari tempo che molti stu-
diosi seguissero, nelle rispettive città, l'esempio dei tre
illustri milanesi, così degni della gratitudine di quanti
amano l'arte e la storia del nostro Paese.

In tal modo si verrebbe a formarsi un criterio molto
più giusto e largo dello sviluppo dell'arte nelle varie
località, e del carattere speciale assuntovi eia essa a
seconda dei materiali e dei particolari usi di vita, e
delle vicende storiche a cui ogni località è andata sog-
getta; in tal modo si verrebbe anche ad acquistare
un' idea più determinata della grande ricchezza del pa-
trimonio artistico nazionale.

Ma pochi, pur troppo, sono quelli che possano met-
tersi d'accordo per rintracciare tutti i monumenti del
proprio paese degni di esser ricordati, e per illustrarli
con tanta copia di notizie, con tanta larghezza e solidità
di dottrina, con tanta determinatezza e profondità di
analisi e di critica storica ed artistica, quanta no mo-
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