Archivio storico dell'arte — 4.1891

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MISCELLANEA

Un'antica riproduzione del Torso di Belvedere.

— Ove si considerino i soggetti rappresentati dalle an-
tiche incisioni, ci si presentano in esse due periodi ben
determinati.

Nel secolo xv e nel principio del secolo xvi, le stampe
in rame od in legno sono fatte sopra disegni originali,

0 riproducono per lo meno originali composizioni d'altri
maestri adoperate soltanto per l'incisione, hanno insomma
impresso il carattere dell'originalità, sì nel contenuto
come nella forma. Incominciando dalla metà del secolo xvi
l'incisione in fame, quanto più va considerandosi quale
una semplice tecnica, tanto più diviene quasi esclusiva-
mente il mezzo di riprodurre opere eseguite dalle arti
maggiori, architettura, scultura, pittura, ecc. ; anzi fra
l'artista dell'originale e l'intagliatore si mette spesso
una terza persona, il disegnatore, che traduce l'originale
nella lingua dell'intagliatore; mentre che i pittori, i
« peintre-graveurs », per moltiplicare di propria mano

1 loro pensieri artistici, si servono quasi esclusivamente
dell' acquaforte.

Basterà per spiegare questa differenza caratteristica
di raffrontare alle incisioni del Mantegna e del Durerò,
come rappresentanti il primo periodo, tutta una infinità
di riproduzioni di opere d'arte, di quadri ecc. dall'una
parte e le acquaforti del Rembrandt dall'altra.

La riproduzione cui abbiamo accennato, incomincia
a svilupparsi già nel principio del secolo xvi: Marcan-
tonio e la sua scuola possono esser considerati come
gli inauguratori di questo ramo dell'arte dell'incisione.
Le famose incisioni di Marcantonio imitanti più che
riproducenti le pitture di Raffaello, illustrano il periodo
di transizione. 1 primi indizi del cambiamento si trovano
già nella fine del secolo xv. Ma i pochi casi, nei quali
l'arte dell' incisione nel secolo xv e nel principio del
secolo xvi è adoperata per la riproduzione, possono con-
siderarsi quali eccezioni, ci dimostrano come fosse poco
corrispondente al sentimento degli artisti di quel tempo
la riproduzione puramente tecnica.

Da questo punto di vista, mi pare, vale la pena di

studiare i primordi della riproduzione, i germi della
nostra riproduzione meccanica. — È ristrettissimo il
numero delle stampe di quest' epoca che possono esser
messe direttamente in relazione con opere eseguite dalle
arti maggiori. Spero di poterne pubblicare fra poco un
sommario, per ora mi sia permesso di presentare ai
lettori una stampa delle prime decadi del secolo xvi,
interessante non solo per se come riproduzione d'una
statua antica celeberrima, ma anche di qualche impor-
tanza per la storia dell' originale.

Forse potrà parere strano che ora per la prima
volta sia stata osservata la rassomiglianza della figura
rappresentata dall'incisore con uria statua antica delle
più celebri, benché la stampa non fosse ignota agli stu-
diosi! Nondimeno non può esservi dubbio che l'incisione
ci mostra una riproduzione del celebre Torso del Belve-
dere in uno stato finora sconosciuto, quando erano an-
cora quasi intatte le due gambe !

Le differenze dell'incisione dall'originale, oltre a
quella notata, ed al vedervisi ancora la parte superiore
del petto, ora mancante anch'essa noli' originale, sono
assai considerevoli. Il movimento del corpo è mono
violento, il corpo meno inclinato dalla parte sinistra
(destra dell'originale), la spalla non mostra come l'ori-
ginale la propensione in avanti, la coscia su cui sta la
pelle ha una direzione meno orizzontalo che nell'origi-
nale; differenze abbastanza grandi per far credere quasi
che sia stata riprodotta un'altra statua molto simile
al Torso, se non fossero alcune particolarità dimo-
stranti che l'incisione non può che riprodurre il Torso
del Belvedere. Per accertarsene non si ha che da con-
frontare le pieghe della pelle, le parti dei glutei visi-
bili fra i femori e tante altre particolarità delle forme.

Mi pare assolutamente impossibile la supposizione
che le gambe siano aggiunte dal disegnatore. Un simile
restauro parziale sarebbe del tutto contrario al gusto
ed allo spirito degli artisti di quel tempo, i quali, non
cercando negli avanzi dell'arte antica che la bellezza
della forma e lo rappresentazioni della storia e dei miti,
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