Archivio storico dell'arte — 5.1892

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QUESTIONI D'ARTE

ercè l'astuzia di un contrabbandiere, che ha saputo var-

v*\'WaC$! felli ('are le l)arriere P08te dall'editto Pacca e dalle le^si

\wì k RHI ve^lianti per l'esportazione, il ritratto supposto di Cesare

Borgia e attribuito a Raffaello della galleria Borghese
(tavola 1), è migrato all'estero. D patrimonio artistico ita-
liano non ha sofferto alcuna iattura, per la perdita di
un dipinto che i migliori critici d'arte, dal Miimller al
Passavant, a Crowe e Cavalcasene, al Morelli, avevano
g -indicalo indegno di portare il celebre nome e di essere
IP f/^ajlk Mntffiwl Jfi bulicaro <|uale effìgie del celebre Duca Valentino. K inu-
fàSSmaSl^Si tib' ripetere i -indizi di tanti sturici illustri, è inutile
■ ^^22=ÈfflkÈ$ÌS££^^m£ rimpianto per quel povero ritratto, guasto dai

'!^*mmmmmmmmmm3SS^^^Sm_ sr;iuri5 ammanierato, di colore rossiccio nelle carni, di
disegno scorretto. Si è detto e ripetuto ohe il ritratto ò opera del Bronzino; ma, anche
ammettendo tale ipotesi, conviene pure dichiarare ch'esso è di gran lunga inferiore ai ritratti
esistenti nella galleria degli Uffizi del Bronzino, di gran carattere, di una bella macchia di colore;
e cosi di quello della galleria Boria e dell'altro grandioso della collezione del principe Sciarra
in Roma. Se il ritratto fosse stato presentato a qualsiasi ufficio per l'esportazione di oggetti d'arte
all'estero non avrebbe potuto essere trattenuto, senza che si usasse per esso più grande rigore
di quello che generalmente si usi; nò il Governo, senza dimostrarsi preso da paura per il clamore
dei giornali romani, non avrebbe potuto esperire il suo diritto di prelazione o divietarne il tras-
porto in terra straniera. Opporsi alla libera uscita di quel ritratto guasto e artificioso avrebbe
significato divietare la esportazione, per capriccio di Governo, di ogni mediocre cosa, inutile
all'incremento de-musei e delle gallerie italiane, ripudiata dalla storia. Il ritratto si esportò
senza licenza degli uffici d'esportazione, e lo Stato ha perduto la tassa del 20 %, che si applica
nelle provim i,. ,.x pontificie secondo le disposizioni dell'editto Pacca. Chi ha perduto quindi in
questa faccenda è la direzione delle gabelle! La quale, del resto, non avrebbe potuto ricavare
il gran provento che si suppone, perchè nessun perito, nessun ufficiale per l'esportazione avrebbe
P"tuio assegnare a quel cavaliere impiastricciato il prezzo che creduli uomini e creduli giornali
hanno ritenuto come sborsato dal barone Adolfo Rothschild. Nulla più incerto del prezzo di
un'opera d'arte; ma quando essa ha perduto l'aureola delle leggende, quando le tradizioni sue
sì sono mutate in semplici spropositi, quando in fine lo stile non attrae di per sò l'ammirazione
e lo studio, il prezzo per un ritratto di personaggio in costume del 1540 circa, annerito e mac-
chiato, non può salile gran fatto. Non si potrebbe pagare centinaia di migliaia di lire la ripro-
duzione di una mossa vivace di un mascherato cavaliere del cinquecento. Se alcuno ha voluto
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