Archivio storico dell'arte — 5.1892

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SERIE DI CAPOLAVORI DELL'ARTE ITALIANA NUOVAMENTE ILLUSTRATI 13

ohe videro e il quadro suddetto di Dresda e quello tuttora locato nella chiesa di Paitone » , soggiunge
lo stesso Fenaroli, «pronunciarono giudizi più attendibili ». L'egregio ed espertissimo incisore, profes-
sore Ludovico Gruner, direttore del Museo di Dresda, fece nel 1872 una speciale e dirò 'piasi apposita
gita a Paltone, per sindacare quel capo d'arte. Esso potè competentemente e dovette coscienziosa-
mente dichiarare, che il quadro tuttora esistente in Paitone è nè più né meno il quadro originale
primitivo del Moretto, eseguito per quella popolazione nel 1533, pago di ritenere il dipinto del Mo-
retto a Dresda una replica, non senza il molesto dubbio che possa essere una copia.

A troncare ogni dubbio (che non poteva riescire altrimenti die molesto a chi aveva fatto parte
dell'amministrazione acquistatrice del quadro per la galleria di Dresda), sorse il nostro senatore
Giovanni Morelli col giudizio pronunciato nel suo libro intorno alle gallerie germaniche. 1 Colla nota
sua sicurezza, fondata sullo studio assiduo e sulla sua naturale facoltà d'intuizione intorno ai pro-
blemi concernenti i nostri grandi artisti, egli pronunciò la sentenza fatale intorno al quadro accen-
nato. La definitiva sanzione della condanna poi la troviamo nella nuova edizione del catalogo della
galleria di Dresda, del 1887. Compilatore del medesimo è il direttore della galleria, signor Carlo
Wdrmann, uomo altrettanto spregiudicato quanto sollecito a fare personalmente la verifica di tutti
i risultati della critica moderna, aventi relazione colle opere della sua Pinacoteca. Mentre per questa
via a lui è riuscito di correggere una infinità di errori sparsi nel catalogo ilei suo predecessore Giulio
Hiibner, inerita di essere qui riferito il commento sensato ch'egli fa intorno al quadro di die si
ragiona. •

Dopo aver dato le misure della tela (altezza m. 2.14, larghezza 1.47) e aver notato che pro-
viene dalla raccolta privata Quandt, la quale andò venduta in Dresda nel 1868, così prosegue:

« Nella parte superiore è posta la seguente iscrizione: Imago beatae Murine Virg. quae mens.
augush 1533 Caitoni (sic !) agri brixiani pago apparuit miraculor. operatione concursu pop. celeberrim.
Il celebrato originale del Moretto si trova sempre nella chiesa montanina sopra Paitone. Baso porge
non la Madonna sola, come sul nostro quadro, ma a sinistra presso di lei anche il pastorello cui
essa apparisce e nel fondo un esteso paesaggio. Per quanto il Crowe e il Cavalcasele (nella loro
Storia tifili) pittura) d'accordo col Hùbner abbiano ravvisato nel nostro quadro una replica originale
del dipinto di Paitone, pine l'autore di questo catalogo, dopo essersi recato a Paitone, deve dichia-
rarsi decisamente in favore del giudizio del Morelli (op. cit.) e dell' Kisemnann (Kunstchronik, XVI,
p. 652) nell'ammettere che il nostro quadro non sia se non una copia di maini estranea e posteriore.
E in vero, non manifesta in alcun modo la condotta del pennello fine e spirituale del Moretto, lad-
dove il distacco inorganico della figura dal concetto complessivo che le dà il suo significato, e la
dicitura erronea di Caitone invece di Paitone concorrono ad eliminare ogni idea che il Moretto
stesso avesse potuto ricavare di propria mano dal suo quadro una riproduzione di simil genere ».

Per amor di giustizia non vuoisi qui ommettere di avvertire che allorquando il signor Cavalca-
sene vide il quadro a Dresda in casa Quandt, trova vasi esposto in un locale di luce cosi scarsa ed
ambigua, da poter trarre in inganno ogni buon conoscitore intorno al suo vero valine, in ispecie
quando non avesse veduto, com'era il caso suo in allora, l'originale in Italia.

Diverso è il caso del defunto professor Gruner, altro fra i direttori del Museo di Dresda, uomo
d'altronde benemerito essenzialmente per le sue illustrazioni attinenti all'arte decorativa.

Quanto al Hflbner, di buona memoria, egli era certamente troppo assorbito dalla foga della
propria attività come pittore per trovare agio ad approfondirsi nella conoscenza di quella degli
antichi.

Alla insigne Pinacoteca pertanto non rimane da augurare se non che le già dato di sostituire
quando che sia alla Madonna di ('aitone una creazione originale del simpatico artista bresciano.

1 Vedi: /,r opere dei maestri italiani nelle gallerie di
Monaco, Dresda e Berlino, «li Ivan Lmmommtf, ed, Zimi-
chelli, Bologna, 1886.

* Vedi : h'ataloi/ der KSnift Gemaldet/alerie :n l)res-
den, von Kaki. Wokkxakk (groxso Ausgnbe), Dresdcn,

1687, p. loo.
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