Archivio storico dell'arte — 5.1892

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SERIE DI CAPOLAVORI DELL'ARTE ITALIANA NUOVAMENTE ILLUSTRATI

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Pertanto la scoperta che noi dobbiamo all'oculatezza dell' esperto ristauratore è di maggiore
portata di quello che a prima vista forse si sarebbe stimata, poiché ci ridona l'opera di uno
dei più grandi artisti fra quanti si sono conosciuti, non diremo già nel suo stato primitivo, che
le ingiurie subite dal tempo e dai ristauri vecchi vi sono tuttora palesi, ma certamente nella
evidenza della sua originale disposizione.

In fine, poiché non ci consta alcun fatto d'importanza compito dal gentile cavaliere di cui
ormai ci sentiamo persuasi di vedere ritratte le sembianze nella tela della Pinacoteca, ci sia le-
cito riportare l'ingenua narrazione di un episodio che lo concerne, contenuta nella cronaca e che
ci dà un'idea fedele dei costumi d'allora. Il cronista dopo aver fatto parola delle relazioni di
cortesia che correvano tra il conte Antonio di Porcìa e il patriarca Marco Grimani di Venezia,
mentre questi risiedeva in San Daniele, racconta col suo semplice linguaggio mezzo veneziano,
nei termini seguenti, il fatto della visita inaspettata del patriarca al conte nel castello di Ragogna :

« La vizilia del Santo lacomo de Luio (l'anno non è accennato) el conte Antonio stando
nel suo Castello ed guardando zo per el Taliamento, vite una barca in la quale era el prefatto
Patriarca ed Cardinale che vigniva pescando, ed poi cavalli per terra cum alquanti altri ed ser-
vitori. Cum el qual Patriarca stava per scudiero el Conte Anibal figlio del conte Marco Antonio
di Brugnera ed conte di Purziglia. Visto questo, di subito chiama li servitori digando: a cavallo,
a cavallo che andiamo a tuor el Patriarca; et cussi andoreno e lo menoreno in Castello, ed
presto fo apparecchiato all'improviso marzapani, pignocati, confetti, bracedelli, peri, noselle, ed
melloni ed peponisi, che de ventura li Signori di Spilimbergo li aveva mandato a donare : tanto
che durò la colazione ed più ancora el Sonatore del conte sonava un manacordo, ed un garzo-
netto ballava.

« Fatto questo el Patriarca volse tornar a San Daniele; el conte Antonio lo accompagnò
un gran pezzo avanti, e lo Patriarca se offerite al conte in loco di Padre, ricevendolo in loco
de Fiol se mai potesse per lui chel ge comandasse, digando chel tornerà anche a Ragogna, el
conte ringraziandolo tolse comiato.

« In quella sera ad ora di cena rivei a Ragogna. El conte Antonio me disse: Se vegnive
avanti, basavi la man al Patriarca, narrandome come se ha fatto honore, dumente che aveva
arzinterie assai, non restò che ge non avesseno ». 1

Gustavo Frizzoni.

1 Vedi: «Cronaca di Pre' Antonio Purliliese vice Ernesto Decani nell'Archivio Veneto dell'anno 1888,
abate di Fanna, 1T>08-15.'J2 », pubblicata dal canonico tomo XXXVI, p. 324.

Archivio ttorico tUtTArtt - Anno v, Fase. I.

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