Archivio storico dell'arte — 5.1892

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EUGENIO MUNTZ

Non aggiungerò che una parola : le differenze tra l'esemplare di Parigi e quello di Londra
sono esattamente le stesse che passano tra i due esemplari della Vergine di Holbein, quella del
Museo di Darmstadt e quella del Museo di Dresda; la prima, che è l'originale, più arcaica, quasi
più pesante, ma anche più risentita ; la seconda, che è la copia, più libera e più elegante.

II.

L'Adorazione dei Magi.

Nulla è più oscuro della storia dell'importante abbozzo del Museo degli Uffizi, VAdorazione
dei Magi. Prendendo io per il primo, sono ormai cinque anni, a classificare gli studi che hanno
servito a preparare questa composizione, ' ho esposto le ragioni che fanno esitare a collocare
questo quadro tanto avanti alla partenza di Leonardo per Milano, quanto dopo il suo ritorno
a Firenze; non riaprirò qui la discussione e mi limiterò a pubblicare un bello studio che è sfuggito a
tutti i miei predecessori. Intendo parlare d'un disegno che si trova al Museo Wallraff Ilichartz
a Colonia, e che m'è stato gentilmente indicato dal mio amico il barone li. de Geymùller. Grazie
alla cortesia del direttore del Museo, signor Aldenhoven, posso porre una riproduzione di questo
documento, cosi importante, sotto gli occhi dei lettori ieWArchicio sforici) dell'Arie (V. tav.).

E un disegno di grandi dimensioni, portante l'iscrizione (moderna): « Disegno doppio di Raf-
faello ». Le figure, in numero di undici, sono tracciate a penna, e tutte nude, meno qualche in-
dizio di drappo, sur una carta bianca, vergata, con un inchiostro piuttosto pallido, che è divenuto
giallastro. I contorni non sono ripassati da una mano più moderna, come nei disegni corrispon-
denti del Louvre. La fattura ha qualche cosa di molle e Moscio, ma il carattere leonardesco è
molto spiccato. (Si noti specialmente il sorriso un po'triste). L'influenza dell'antico colpisce in
questa ricerca del modo di collocare i personaggi col pugno contro il gomito. Al rovescio si trovano
due studi, ugualmente a penna, per dei granchi di mare.

Nella serie dei disegni che ho ordinato e pubblicato, il disegno di Colonia ha il suo posto
segnato presso il disegno del Louvre (L'Art, 1887, t. II, p. 67). Sono certo contemporanei, perchè
contengono delle prove di combinazioni per delle figure che sono identiche nell'uno e nell'altro,
fatta astrazione dalle differenze d'attitudine. Aggiungerò che nel disegno del Louvre i personaggi
sono già in parte vestiti, mentre nel disegno di Colonia non si vede che un' indicazione di pan-
neggio dietro tre di loro.

Ma prendiamo uno a uno gli attori. Abbiamo prima di tutti nella parte superiore, comin-
ciando da sinistra, una deliziosa figura di giovane, colle due braccia stese in avanti, la testa rivol-
tata, ai piedi un cenno di coturno. Nel disegno del Louvre, questa figura ha subito una trasforma-
zione completa; invece di mostrarsi quasi di faccia è voltata e si mostra quasi di dorso. Essa è
stata inoltre vestita di una tunica annodata alla cintura. Il secondo personaggio, quello del mezzo,
ha subito una metamorfosi ancor più radicale. Nel disegno di Colonia sta di faccia, con una mano
appoggiata contro l'anca, l'altra sopra la testa, come per farsene una visiera. Nel disegno del
Louvre questi due gesti sono rigorosamente mantenuti, ma il personaggio si mostra di profilo
invece che di faccia. Leonardo ha utilizzato per quest'ultima figura un altro motivo del disegno
di Colonia; il personaggio che si vede al secondo piano, di profilo, la mano sotto gli occhi.

Un altro attore, l'adolescente dritto verso la destra, col braccio volto indietro e l'avambraccio
steso, in un'attitudine che esprime la sorpresa e la venerazione, è sparito nel disegno del Louvre.
E così anche uno dei suoi compagni, quello che sta dritto a sinistra, col braccio appoggiato sul-
l'anca. Al contrario, quello che viene avanti curvandosi, colle braccia stese, si trova nel disegno
del Louvre, dove però è vestito, ed ha le braccia più presso al corpo. Il suo vicino che si china

1 L'Art, 15 aprile e 15 agosto 1887.
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