Archivio storico dell'arte — 5.1892

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I PAROLARI DA REGGIO

E UNA MEDAGLIA DI PASTORINO DA SIENA

A Comunità di Reggio aveva ottenuto fino dal 1491, da
Ercole I d'Este, il diritto di batter moneto d'argento e
d'oro, dietro facoltà nel principe di sorveglianza sulla
Zecca reggiana e di sceglierne alle volte gl'incisori. Così
nel 1502 e 1506 troviamo esecutore dei coni Giannan-
tonio da Foligno, nel 1532 e 1540 Pandolfo Cervi e Gi-
rolamo della Penna, detto il l'emione, ferraresi, nel 1553
Pastorino da Siena.

In quest'ultimo anno la Zecca era stata affidata all'ore-
fice reggiano Giovanni Antonio Signoretti, che s'impegnava
a tenere aperta l'officina per tre anni col canone annuo di
115 scudi d'oro; ma forse il duca impose alla Comunità
il Pastorino ; il quale verso la metà di quell'anno venne
a Reggio e, coinè risulta dai Recapiti alle Riformagioni
del Comune che si conservano nell'Archivio generale provinciale di Reggio (agosto 1553), si
diede alle stampe delle monete d'argento bianconi e colombine.

In quell'epoca Pastorino da Siena s'era già fatto un bel nome nel campo dell'arte. Aveva
appresa l'arte di cuocer vetri a figure e comporne finestre, sotto il celebre Guglielmo de Mar-
cillac, e la sala regia in Vaticano, dipinta da Pierin del Vaga, ne attesta quanto alto fosse salito
in quel ramo. La sua natura versatile lo volse alla pittura, che abbandonò poi per darsi tutto
all'arte di coniar medaglie, in cui raggiunse tale altezza da guadagnarsi il primo posto tra i
medaglisti del cinquecento.

Pastorino rimase a Reggio un anno: dalla metà del 1553 alla metà del 1554; e quest'anno
è stato illustrato dagli studiosi. Parecchie delle medaglie coniate da lui a Reggio in quel tempn
son note. L'Armand ci descrive quelle di Gasparo Scaruffi, di Baldassarre Vigarani, di Ippolito
Malaguzzi, di Alessandro Bonzagni colla moglie Cecilia, di Laura Sessi Boiardi, ecc. ; altre pure
son note, come quella di Paolo Vitelli, del governatore di Reggio Alfonso Estense Tassoni, della
Jeronima Sacrati, ecc. Ultimamente il piccolo Museo numismatico e sfragistico dell'Archivio
generale provinciale di Reggio si è arricchito dell' unico esemplare, sinora conosciuto, della
medaglia che nel 1553 Pastorino intagliò in onore dell'artista reggiano Francesco Parolari. E
questo un dono del chiarissimo signor dott. Umberto Rossi conservatore del R. Museo Nazionale
del Bargello in Firenze, nome ben noto in Italia e fuori agli studiosi della scienza numismatica.

E una medaglia di bronzo di cm. 5 di diametro, lavorata a un lato solo. Intorno al
ritratto a buon rilievo, di fattura robusta, sta scritto: Francisco Parolaro • A . A.LXVI. Nel-
l'esergo l'iniziale del medaglista e la data: . P. 1553.
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