Archivio storico dell'arte — 5.1892

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FRANCESCO MALAGUZZI

da erigersi su porta Santa Croce (V. docum. I).1 Nell'Archivio di Stato di Modena si conserva
una sua lettera senza data e senza indirizzo nella quale chiede sussidi per le figlie.

Dei quattro figli di M.ro Battista, Francesco e Cherubino meritano se ne parli minutamente.
Di Girolamo esporrò il poco che mi venne fatto di trovare, e di Benedetto accennerò talora
parlando dei fratelli.

Girolamo fu, come il fratello Cherubino, fabbricatore d'orologi e fu al servizio dei duchi di
Mantova. L'arte di costrurre orologi era in quei tempi tenuta in gran conto, e perchè da poco
s'era incominciato a costrurne di grandi dimensioni e con varie combinazioni di macchinismi e
perchè artisti di grido s'applicavano a questo ramo. Dopo che Milano, Genova e Modena innal-
zarono i loro grandi orologi ad uso pubblico nelle piazze, parecchie città vollero possederne uno.
E anche prima d'allora era già notevole fra tutti quello colossale eretto in Padova da Gio. Dondi
nel 1364, composto di oltre 200 pezzi, trasportato da Gio. Galeazzo Visconti nel suo castello di
Pavia, che, oltre la novità e molteplicità dei macchinismi e la perfezione del lavoro, aveva il pregio
di segnare eziandio il corso del sole, della luna e dei pianeti giranti intorno alla terra, secondo
il sistema di Tolomeo ; lavoro grandioso per que' tempi e che fu preso a modello dai paesi
stranieri.

Parecchi principi tennero presso di sè artisti orologiai, e dei principali ne rimane tuttora
notizia. Acquistarono gran fama, tra gli altri, i Rainieri padre e figlio che a Reggio nel 1481
costrussero un primo grande orologio che segnava le ore, i giorni del mese e le fasi lunari.
Anche più grandioso fu l'orologio da essi innalzato nella piazza di San Marco a A'enezia nel 1499,
opera giudicata meravigliosa per quei tempi e che, restaurata nel secolo scorso, sussiste tuttora.

I Rainieri acquistarono tal fama che Alfonso I, duca di Ferrara, concesse a loro e agli
eredi in perpetuo l'esenzione dalle gabelle pei beni del Reggiano.

E in tale arte si segnalarono i nostri Sforzani, più spesso per orologi da camera, ma con com-
plicazioni di ruote e macchinismi. Dalle notizie che ho potuto raccogliere, risulta che essi, e
sopratutto Cherubino, acquistarono fama assai bella in quest'arte e che principi e personaggi
diedero spesso loro delle ordinazioni.

Sono importanti queste lettere che si conservano nell'Archivio Gonzaga di Mantova, che ci
mostrano in Girolamo Parolari un bell'artista in detto ramo e in rapporto colla corte di Mantova. *

1529, 9 settembre, Reggio.

(Fuori) Allo 111."1" et Ex.™ S.r" marchese di Mantoa

S." osser.™ In Mantoa.

111.™" et Ex."'" S.™ osser."1" ho la di V. Ex.io a la quale brievemente respondo, che lo orologio
principiato ad instantia di quella, non è possibile se finisca più presto che fra doi mesi anchora che
si facci la cassa simplice come scrive V. S. Ill.ma Et per satisfare a quella posponero ogni altra cosa
per darli expeditione, certificandola che di presente non ho orologio alcuno da portare di presente a
V. Ex.,,a come la richiede, ma ne ho per le mani uno simile a quello si fece altre volte al Rev.1™ et
IU.m° S.™ Card.1'' fratello di essa, quale fra vinti cinque giorni sera finito et .subito che sera lo portaro
a V. [11.™* S.VI" insieme con quello de lochiate, et a quella di continuo humilm." mi racomando. Regij,
VITI scptem.1" MDXXVIIII.

Di V. [il.™* 8.

humile servo IIier.mo fratello
di M.'° Cherubino.

1 V. Nuovi Documenti a p. 47.

- Alcuno di tali lettore, o solo in parte, furon pubbli-
cate da] Bortolotti (Artisti in relazione eoi Gonzaga).
Le ripubblico integralmente e ne aggiungo altre. Queste

e le altre in seguito provengono dall'Archivio Gonzaga
di Mantova, e le debbo a gentile comunicazione dell' ar-
chivista cavalier Stefano Davari.
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