Archivio storico dell'arte — 5.1892

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FRANCESCO MALAGUZZ1

Pur perche penso andare in lombardia finito che habbia quello del p.'° S.or Duca di Ferrara, che
penso sarà fra doi mesi, faccio conto andare a Mantova a basar le mani a V. Ecc.'* la qual alhora potrà
ordinarme quello che sarà più suo servitio, et N. S. Dio la conservi et le aumenti el stato come per essa
se disidera. Di Roma al p.° di giugno del MDXXXI.
Di V. HI."" et Ecc."'* S.

damile servitore che burnii."
le baso le mani
Cherubino parlaro.

Come si rileva da questa lettera, l'artista aveva intenzione di venire in Lombardia, per rive-
dere forse la città natale e i parenti suoi.

Nel 1535 era di nuovo a Roma, perchè Alberto Sacrato, governatore di Reggio pel Duca di
Ferrara scriveva a questi in data 25 febbraio 1535: 1 « Ho visto quanto V. S. Ex. mi cornette
con la sua XXIII di questo in exequtione de la quale ho fatto cercar quel cherubino parolaro
Cittadino di Reggio, il quale nò si trova, pe' si è trovato uno suo fratello, il qual mi ha detto
ch'esso Dò Cherubino è a Roma et che sta co' la s.'H di X. S. io ne ho voluto parlar altri-
menti co' suo fratello ». Forse il Duca di Ferrara, rimasto contento dei lavori eseguiti tempo
prima per lui da maestro Cherubino, gli voleva dare altre ordinazioni.

Dalle mie ricerche non risulta che lo Sforzarli abbia eseguiti lavori per l'imperatore Carlo V,
ma certamente da questi ricevette onori e dignità più d'una volta in ricompensa do' suoi meriti,
come afferma la sua lapide sepolcrale.

Xel 1540 ritornò temporaneamente nella città natale, e fu facendo questo viaggio che si accom-
pagnò col Cellini a cui accaddero le note peripezie.

Anche a Reggio esegui altri lavori, come si rileva da questa lettera diretta al Duca di Man-
tova, che si conserva pure nell'Archivio Gonzaga:

1540, 29 aprile, Reggio.

(Fuori) 111.""' ac. Ex."10 S." Duca do Mantova e Patron suo oss.""'

ni.'"" ac. Ex.rao S.or Duca. El cubernator di Regio ma dito le sorta del relogio che volo vostre
ex. , cioè corno quelo che ebo a villa franca lo dato principio e se li darà bon fino corno più presto
se potrà quando fuso comodo a sua ex."1 de farme servire del denare quela me farebo gratia asai che al
presento o fato uno aquisto che io me som privo del denare inpero con sua comoditta in tendo e no se
mancara de fenire lo relogio corno più presto, così bascio la man di sua Ex.'* di regio a di
29 aprille 1540.

1). V. S. 111."1* perpetuo servitor Cherubino.

Nel 1548 parrebbe che il nostro Cherubino si trovasse di nuovo a Reggio, perchè la cronaca
manoscritta di Fulvio Azzari osserva che in detto anno esso era tra i più notabili del paese, a
meno che tale frase voglia indicare non solo i notabili abitanti in Reggio, ma anche i Reggiani
di fuori.

Per avere altre notizie bisogna venire fino al 1556, 1° luglio, nel quale anno il Parolari
risponde da Roma a una lettera del Duca di Ferrara, e fa proteste di devozione.1

Sotto lo stesso anno trovo nell' Archivio di Stato di Modena 3 queste due lettere di Cherubino
che ci mostrano l'artista sul finire della sua carriera, che gode pensioni e favori.

1 Archivio di Stato eli Modena : Carteggio dei gover-
natori.

2 Archivio di Stato di Modena: Carteggio particolare.

3 Ibid.
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