Archivio storico dell'arte — 5.1892

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IL PERGAMO DI GIOVANNI PISANO

NEL DUOMO DI PISA

kk quanto poco si appassioni il pubblico alle cose dell'arte,
non v'era alcuno che non deplorasse sinceramente lo stato
d'abbandono in cui per tanto tempo furon lasciati in Pisa
gli avanzi del pergamo attribuito a Giovanni Pisano.

Sparsi i vari pezzi principali nel Camposanto, nel
Duomo e qualehedun'altro, di minore importanza, in luogo
privato, non doveva parer tanto difficile lavoro rintracciarli
e raccoglierli tutti, anche se non si fosse voluto rimettere
il pulpito al suo primitivo stato e al posto d'origine. Ma
poiché all'artista Fontana piacque studiare una ricomposi-
zione del monumento, che parve allora raggiungere il duplice
scopo di darci l'opera completa come si crede essa fosse,
e di rendere nelle parti mancanti, da lui inventate, una
esatta e mirabile imitazione della maniera di Giovanni, si volle da tutti secondo questo progetto
ricostruito, e il Municipio Pisano, dopo aver letto e approvato un rapporto al progetto stesso
favorevole, accogliendo la proposta e incaricando lo scultore Sarrocchi di presentare il preventivo
della spesa, ne deliberò senz'altro la ricomposizione uri Duomo.

Perchè no? Qualunque ricomposizione sarà in fondo sempre preferibile al sistema tenuto
sin qui di serbare gli sparsi avanzi fra i magazzini dell'Opera e le soffitte del Duomo. Ma giacché
s'ha a ricomporre, studiamo piuttosto che vera ricomposizione sia, e non si tratti invece di un
più o meno indovinato accozzo dei pezzi vecchi coi nuovi, e che i nuovi, quelli più strettamente
necessari, rispondano più che sia possibile all'insieme e al carattere dell'opera.

Ora, siccome la soluzione si affretta, per avere lo scultore Sarrocchi terminati i pezzi man-
canti, secondo appunto quel progetto Fontana, e si affretta, disgraziatamente, non secondo i
desideri degli studiosi e degli artisti, così ho voluto fare della importante quistione nuovo argo-
mento di studio affinchè, possibilmente, venga risolta nel modo più rispondente alle esigenze che
l'arte e la critica impongono. E perchè in questo studio abbia posto tutto quanto al nostro sog-
getto si riferisce, non sarà male fare avanti un po' di storia del monumento, dalla primitiva e
originaria costruzione al disfacimento avvenuto dopo l'incendio; dal riadattamento delle sue varie
parti fino alla nuova ricomposizione che gli si vorrebbe fare avere.

I.

Prima del 500 nessuna descrizione dei monumenti pisani è facile trovare nelle antiche
cronache pubblicate o nei manoscritti che si conservano nelle biblioteche e negli archivi. Gli scrit-
tori che ne parlano si limitano a darci le misure delle quattro principali fabbriche (Duomo,

Archivio storico dell'Arte - Anno V, Fase. II.

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