Archivio storico dell'arte — 5.1892

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82 IGINIO BENVENUTO SUPINO

come in tutto questo tramestio, se il pulpito di Giovanni ebbe a soffrire qualche danno, non
essendo però stato toccato dal fuoco, rimase intero insieme colle altre cose che erano sotto la
cupola. Certo non vi restò sino all'anno 1627, come erroneamente hanno affermato tutti quelli
che sull'argomento hanno scritto sin qui, perchè, a causa dei nuovi progetti di riadattamento e
per il nuovo riordinamento interno da darsi alla chiesa, nelle varie proposte di restauri era sempre
destinato a esser tolto di mezzo. E infatti nell' archivio Capitolare, ove si conservano documenti
preziosi perla storia dei nostri monumenti nella filza L (Monumenta resta urationis Pis: Primatialis
Ecclesiae), a p. 218 v'è una prima lettera, diretta al Gran Duca, ov'è scritto: «che i deputiti'/
metterà mio in considerazione a V. A. S. ti appresso capi per eseguirli se così a V. A. S. resterà
serri/a essi facciano.... fra cui, a levare il pulpito dove si legge il vangelo e redurlo intiero o nel
pilastro del coro o vero in una delle colonne della nave grande acciò serva per la predica o dove
più piacesse comandare a V. A. S. che si mettesse». E in un'altra, firmata da G. B. Cresci, che
era provveditore delle fortezze di S. A. S. (filza L, p. 235) si legge : « Et perchè il pulpito ha
patito et bisogna quasi tutto rimuoverlo, questo si poterla porre dulia banda dille sedie di V. S.
111.uni, et verrebbe appunto al suo luto dell'evangelio, et dicontro farne un altro per la epistola il
quale si averebbe quasi dallo stesso essendoci quadri di pia et oltre all'altare servirebbono per le,
musiche, et al pilastro del pulpito si farebbe l'aitar del Crocifisso che ito hal/biamo ili chiesa il quali'
altare accompagnerebbe quello della Madonna sotto l'organo».

Meno radicale, il Dell'Oste così scriveva, il 29 dicembre 1596: 1
« Molti Mag°' S. Priori

«Con la presente vengo a Bupricargli et pregarli che si degnino raccomandare questa bozza
della pianta del di drento del duomo ai quattro eletti sopra ciò, acciò labino in consideratone
cosi degli altri disegni e modelli averanno, poiché è seguito così gran male acciò possino risol-
vere il meglio e più comodo e più bello, e di quello far modello, che inel mettere i chanaletti
venghino isconpensati che volendo far soffitta tornino in profetione, a fine no' sabbi a mettere
ogni cosa coni ferrj come era e così di tutte laltre cose, che quello che anderà rozo e quello
che anderà lavorato si facci giù con i comodj, io avanti che seguissi il gran male del'incendio
avevo detto con molti che sarebbe stato bene il tirare l'altare maggiore innanzi al parj delle due
prime colonne : e fare il Coro dietro, facendo dua sagrestie dai lati che al laltezza di braccia
dieci, facendo il palco, e farle finire con un balaustrato, faranno comodo a far feste e ornamento
al Santiss1"0 Sacramento e così per la festa del Asunta e per cantarci di musica o metterci
orghani e delle scale ordinarie ci si anderà comodamente, tirando i gradini innanzi alla sedia
episcopale come stava prima, similmente laltarj averanno dirieto al il muro delle sagrestie e così
le due fighure di rilievo il Sto Ranieri e quel di contro e il pulpito del'evangelio tirandolo a costo
al pilastro istara assai meglio, e din sui gradinj con la scala attaccata al pilastro ci si monterà
comodamente e così tirare a .dietro langelo del Cero pasquale che le braccia saranno libere, e
disulun ginocchiatoio che va apio de gradinj si potrà farriverensia e adorare il Santiss"10 Sacra-
mento e la Santiss""1 Madonna che così facendo come con la bozza nostra tornerà più alla mo-
derna e più comodo e più bello, et se bene son' malato grave e quasi cieco no' no volsuto mandare
al meglio che ò possuto fare le dua bozze una come sta e l'altra come desidererei che stessi, però
di nuovo vi suplico et pregho a raccomandarlo a fine seguj il meglio e con questa preghandoli
da dio ogni bene, fo fine ».

«di casa in pisa il di 29 di xmbre 1596.

«Delle SS.,ie V. molto Mag.- aff.mo serv.'"

«Adriano del'Oste».

1 Arch. di Stato. Lettere e documenti per la restaurazione del Duomo.
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