Archivio storico dell'arte — 5.1892

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11!

IGINIO BENVENUTO SITINO

menti), e così ricostruito si collochi dappertutto, fuori che in Duomo, perchè anche a far miracoli,
così mi scriveva l'arch. Marcucci, appassionato e intelligente cultore degli artistici snidi, troppo
presto rapito all'arte e agli amici, « anche a far miracoli, sarà sempre molto difficile il collocarlo
in Duomo senza ristabilire il coro vecchio o nuovo che si voglia, nel luogo che occupava antica-
mente .... intanto io so che il pergamo abbisognerà di ritocchi non pochi per dirsi veramente
ricostruito come era prima dell'incendio ».

Ora gli intelligenti e gli artisti troveranno con me molto strano che questi ritocchi non si
vogliano fare o non si abbia nemmeno il coraggio di tentarli. E l'essere i nuovi pezzi già rifatti
dallo scultore Sarrocchi e tutto quasi pronto per la ricostruzione, secondo il progetto già appro-
vato, non può sembrare a nessuno che abbia fior di senno, ragione sufficiente per perseverare
ancora in quella via dimostrata già troppo lontana dal vero. Così facendo si verrebbe a sup-
porre che più che l'opera di Giovanni stia a cuore la ricomposizione ideata dall'artista Fontana,
lo che non so quanto tornerebbe a onore di quelli che così in tutti i modi avessero voluto
ricostruito il pergamo. 11 quale se s'ha proprio a rimetter su, è da desiderarsi possa riveder la luce
nel miglior modo e nella miglior veste possibile, a maggior decoro della città che a quel sommo
artefice dette i natali.

Igino Benvenuto Supino.
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