Archivio storico dell'arte — 5.1892

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PAUL KRISTELLER

nelle forme come nello stile degli ornamenti. Il confronto di saggi dei due generi dimostrerà
chiaramente le differenze fondamentali dello stile.

Un altro fatto viene a confermare questa osservazione : le xilografie italiane anticamente non
erano quasi mai dipinte con colori e non erano di certo destinate ad esser miniate dopo. Mentre
che in Germania e negli altri paesi settentrionali le xilografie fino al tempo del Durerò non con-
sideravansi che come il fondo per la miniatura, in Italia le illustrazioni e ornamenti erano riguar-
dati come un ornato dei libri già per se sufficiente, come opere d'arte che potessero valere per sè
senza l'aiuto d'un'altra arte. Già l'uso molto antico di fare spesso spiccare gli ornamenti su fondo
nero dimostra che non c'era l'intenzione di miniarle.

Queste particolarità caratteristiche della xilografia italiana ci mostrano che strada abbia da
seguire l'indagine intorno ai suoi primordi. In Germania la xilografia prende origine dal gruppo
dei miniatori e stampatori di carte da giuoco, d'imagini di santi, di libri xilografici, ecc. (« Briefmaler »
« Briefdrucker »), e deve la sua importanza artistica al concorso dei grandi pittori, che col for-
nire agli intagliatori dei lor disegni, la cui esecuzione richiedeva valentia maggiore dell'ordi-
nario, condussero a perfezionarsi anche i tecnici dell'intaglio. In Italia le origini della xilografia
si devono cercare non fra i miniatori o stampatori, ma nella sfera delle tecniche affini all' intaglio.
Come sappiamo che l'incisione in rame non è stata che una figlia dell'oreficeria, un'arte pra-
ticata nel primo tempo dagli orefici-scultori, così mi pare che la xilografia in Italia abbia tratto
la sua origine artistica dal gruppo degli artisti, i quali come scultori, intagliatori in legno,
medaglisti, intarsiatori — arti che a molti di essi erano familiari tutte insieme — erano nello stesso
tempo valenti disegnatori e versatissimi nel maneggio del materiale e nella tecnica.

Non è possibile ancora di entrare nelle particolarità di quest'argomento ; non posso che
accennare le tracce che, oltre agli indizi della tecnica e del modo caratteristico di impiegare le
incisioni per l'ornamentazione di libri, ci conducono dall'arte della xilografia a quelle della
scultura.

Voglio ricordare che Lorenzo Canozzi di Lendinara,1 conosciutissimo come intarsiatore,
nel 1470 e 75 a Padova, e Matteo Civitali, 2 il celebre scultore, nel 1477 e 78 a Lucca, stam-
parono diversi libri, dei quali quei del Canozzi sono interessantissimi per la forma originale ed
elegantissima dei tipi.

Lasciando da parte che la xilografia abbia copiato singole rappresentazioni della scultura,
si deve notare, come di grande importanza, la stretta affinità della xilografia allo stile del
rilievo nel modo della composizione, e la evidente rassomiglianza degli ornamenti elegantissimi
adoperati nelle incisioni in legno con quelli che si ammirano nei monumenti della scultura ed
architettura; queste conformità, osservate giustamente anche dal duca di Rivoli (p. XII e 75),
manifestano una influenza fortissima della scultura sulla xilografia.

Il secondo periodo della xilografia veneziana, che crediamo di poter distinguere nel Quat-
trocento (dal 1480 circa al 1489), deve esser considerato come preparatorio allo stile sviluppato
e perfezionato che ammiriamo nell'ultimo decennio del secolo.

Le incisioni di questo gruppo distinguonsi moltissimo da quelle del primo, così che difficil-
mente si scorgono i rapporti stilistici fra loro. La durezza e l'asprezza delle linee corte e appun-
tate senza coerenza, che stentano a circoscrivere le forme, producono l'impressione d'un lavoro
trascurato. Le linee sono disuguali e curvate in un modo quasi stereotipo senza accostarsi bene
alle forme. La tecnica manca ancora dell'esattezza e della regolarità che distingue le opere poste-
riori. L'ornamento ha lasciato del tutto di appoggiarsi allo stile delle miniature e segue le forme
prevalenti nell'architettura e nella scultura. Ornati di foglie d'acanto sorgenti da vasi, mischiati
con armi antiche, maschere, puttini, hanno rimpiazzato i rami e le foglie ; ed aquile e delfini,
centauri, mostri di mare, ecc., si introducono nell'ornamento.

Come saggi della maniera di questo secondo periodo citiamo fra altre le xilografie dei Messali

1 Vedi: Micheli: Caffi, Dei Canozzi o Geneeini tendi- 2 Yriarte, Matteo de Ch'itali; Paris, 1886, p. 28,
;/<(rc.m'; Lendinara, 1878. nota 1.
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