Archivio storico dell'arte — 5.1892

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DIEGO SANT'AMBROGIO

Fatta eccezione per altro di qualche particolare di secondaria importanza, l'arca Brivio è,
sia nella composizione, più ricca ma più affastellata, sia nell' esecuzione più trita e meschina,
inferiore d'assai di merito a quella Torriani. Questa inferiorità si manifesta evidente anche nelle
colonne con rosoni anziché con scanalature, e nei bassorilievi ; e più ne colpisce poi nelle opere
che possono considerarsi come eseguite a complemento dell' urna, quali gli angeli oranti e il Dio
Padre benedicente. Basterebbe anzi il solo raffronto superficiale di quest' ultima statua dalle forme
rozze e sgarbate, col Dio Padre benedicente dell' arca Torriani, per far respingere senz' altro come
insussistente la citata rassomiglianza delle due opere d' arte.

Ed ora, venuto alle suindicate conclusioni da tempo per ragioni artistiche pienamente con-
vincenti, e in seguito a persistenti raffronti fra i diversi monumenti in questione, non mi sarei
forse peritato a manifestare le salde convinzioni acquistate in argomento, se una fortunata circo-
stanza non fosse venuta a portare di mezzo un argomento storicamente di grandissimo valore per
l'attribuzione definitiva dell'urna Torriani a Gian Antonio Omodeo, anziché a Tommaso da
Cazzaniga.

Due studiosi indagatori di cose storiche ed artistiche di Pavia, nel far ricerche araldiche e
genealogiche intorno alla patrizia famiglia Bottigella, scovarono la notizia che altro dei personaggi
di quella illustre prosapia, e cioè Gio. Matteo Bottigella in unione alla consorte Francesca Visconti,
venuto nella determinazione di far costruire nella chiesa di San Tommaso in Pavia, e precisa-
mente in una cappella detta di San Marino, due monumenti marmorei ai propri genitori, incaricò
lo scultore Gioì: Antonio Omodeo di erigere quei monumenti nello stile e sul genere di quel/i già fatti
dal detto artista nella chiesa delle Grazie in Milano.

La notizia è così precisa e concludente, benché inedita ancora, e s'accorda siffattamente colle
deduzioni tratte dall'attento studio del sarcofago Torriani, che basterà qui il solo enunciarla per
lasciar giudice ognuno della sua importanza storica ed artistica.

E poiché in quella notizia si fa cenno non di uno solo, ma di due monumenti fatti dall'Omodeo
nella chiesa delle Grazie, siamo in grado di aggiungere che, oltre all'arca Torriani, in cui appaiono
così evidenti i caratteri artistici dell' Omodeo, rinveniamo nella cappella del Rosario di S. Maria
delle Grazio anche l'altro monumento ascrivibile all'Omodeo nella lapide con profilo a bassorilievo
e ornati decorativi posta in memoria del senatore Branda Castiglione.

Anche per questo secondo monumento 1 incorsero non pochi in errore attribuendolo ad Ago-
stino Busti, e fra di essi il Calvi, il Mongeri, che nella sua Arte in Milano lo dice della maniera
dei Busti, e lo stesso Cesare Cantù, benché meno recisamente, laddove afferma che il sepolcro
del senatore Branda Castiglioni tiene la maniera del Busti.

A togliere ogni valore a siffatta affermazione, basterà il notare che il monumento al detto

I L'epigrafe è la seguente:

B. M.

BRANDAE CASTILIONEO
FR. F. CVI SIN'CERITAS IX
CORDE • IN ORE • VERITAS IX
OPERIBVS • FIDES ■ SEMPER EX
TITERE • IO. STEPHANVS - CAS
TILIONEVS DVCALIS SENA TOR
CATERINA MALASPINA FU ATI; 1
ET GENERO MOESTISSIMI PO
SVERE

A. P. R. M.
VIRTVTEM HINC GRATAM POTERIS COGNOSCERE
BRANDT

MOEROE IN INSVBRIA PVBLICVS VRBE FVIT.

II Branda Castiglioni, dei conti di Venegono, morì nel 1495. Entrambi gli stemmi, e cioè tanto quello di
coronamento al timpano circolare, quanto l'altro al basso della lapide, e così pure le parole Duculis Seiialor,
furono abrasi collo scalpello nel 1796.
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