Archivio storico dell'arte — 5.1892

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NUOVI DOCUMENTI 137

tale ch'io mi naurei auto a contentare ond'io co- ! destia dice, costì in Bollogna et ne termine di
noscendo auer a trattare con Caualiere di molto ! questo està che colà in Roma di maggior famma
honore mi contentai di tutto quello che mi disse, : purché sia di sua mano et di suo giudizio. Laonde,
ancorché ciò non si specificasse nella scrittura, ha- S.r mio, mando a V. S. di commissione di detti
uendomi similmente promesso per lor parte (et con j confratelli A." venticinque per ... 1 acciò sappia
promissione ancora più molto amoreuole) il Signor come desideranno et speranno essi et io, si come
Tinto qui in Bologna et molti altri similmente che tuti insieme di vivo cuore la preghiamo a pigliarsi
sopraciò m'hanno parlato, et V. S. nella sua lettera, questo impossihile rispetto alla modestia sua a
et ultimamente il Signor Giacomo dall'acqua al [ quale in tale matteria il valore suo le fa anco
quale V. S. mi fauorirà di baciar la mano à mio
nome et racordarmi seruitore in comune à tutti
quei S. S. come faccio con ogni riuerenza a V. S.
Di Bologna li 8 di Luglio 1595.
« Di V. S. DI."

« nf(.mo ser.r"

maggior cose posibile di quello che sia il tellono
del quale si tratta, promettendole in nome di tutti
li sodetti confratelli et della Compagnia che non
restarà defraudata finita che sarà l'opera, et anco
prima in quella posta che ci sarà accennato in nome
di lei quanto sia per la mercede convenuta et
« Annibale Caracci pittore. ; non solo di detta mercede ma anco del ben ser-
(Fuori): « All'Ili."* 8." et Padron mio Oss."1" vire; che se in ciò mancassimo mostraressimo di

Il S or Giulio Fossi Reggio _ » avere poca intelligenza di pittura di valenthuomo

paro di lei; ci rimetterà adunque per naturale sua
bontà consolato questo nostro mandato a posta:
acciò si possi questo tristo cordoglio transformare
ne' petti di questi miei in libera lettitia. Che il
Signor Dio da' prieghi di S. Rocho dia gratia et
vigore a Lei et a suoi pendii di perfetta scienza
in pigere le cose sue et de suoi Santi et d'ogni
altra istoria et le baccio le mani. Di Reggio ».

Francesco Malauuzzi.

Ecco quanto il Fossi rispondeva alla lettera del
nostra artista, come rilevo dalla minuta conservata
assieme alla lettera del Caracci :

« Molto mar.'" s.'' oss.'""

« Ho io et la compagnia tuta di S. Rocho a
quali e per debito mio non ho mancato di notificare
la lettera di V. S. delli otto di questo, sentito dal
principio sino all'ultimo uno cordoglio misto quasi
da certa consolazione se bene ho con essa com-
pagnia masticato (sic) le dette sue et in spezie la
loro conclusione, il cordoglio per li obligli! eh' ha
con questi miei S." confratelli e poscia co' l'111. m0

Lorenzo Costa.

et R.m" Sig. Car. Farnesi il quale per ogni rispetto Nel codice cartaceo del sec. xv, esistente nella

deue esser anteferito ad ogni altro et tanto più R. Biblioteca dell'Università di Bologna, col n. 1739,

che V. S. uà accennando eh' in ciò possa meritare
iscusa presso di questi S. S." miei fratelli per le ra-
gioni in dette sue da essa allegate, la temperanza di
tale cordoglio si cavò colà doue di sopra diccevo
nella fine dove lei s'offerisse di tentare l'impossibile,
di fare sforzo a sè stessa, di ricercare aiuto, et di
accingersi ali alle mani per dare compimento alla
pittura sua di San Rocho. Et il fondamento della
compagnia ò che forsi per intercessioni del deuoto

si trovano raccolte molto poesie del secolo xiv e del
seguente. Il codice è stato riconosciuto ultima-
mente essere VIsoldiano che si credeva perduto o
smarrito. In fondo sono molte pagine bianche. Nel-
l'ottava, cominciando a contar dall'ultima, si legge
questa nota curiosa:

« 1494 adì 28 de dexembre.

« Misser Alixandro di Bentivolgli de' dare a mi
Bonaparte di ghisilieri soldi trenta, li qualli li pre-

di essa inspirato da buon spirito ha ciò auto per I stai in questo natale passato quando lui zughava

fine in dette sue poi che divenuto per ciò presagho, a ronfa et de questo li era testimonio ercules da

come mente de signori confratelli et fu sempre di san piero e lorenzo costa Bestialissimo e Baldino

hauere quello tellono dipinto di pugno di V. S. et Videlo de li ariosti ».

non solo per l'affesione ch'essi le tengono ma per Sotto si dovevano scrivere le firme, ma vi è sol-

il suo molto valore et bora più del solito lo desi- tanto questa: « Io herculeso da san piero ss. ».

deranno et, se gli è lecito, lo voglianno, con bona : C. R.
gratia sua et si contentanno et non senza grande

aplauso più d'una bassa pitura come lei per mo- j 1 La lacuna e nel ms.

Archivio storico dell'Arte - Anno V, Fase. ii. IO

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