Archivio storico dell'arte — 5.1892

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MISCELLANEA

alla prospettiva e frequenta la casa di Raffaello,
introdottovi dal vescovo Pandolfini. Tutta la con-
cezione e l'esecuzione della nostra opera, ora, fa
pensare piuttosto a un artefice di questo stampo,
che al severo Antonio da Sangallo. Questi, pertanto,
avrà potuto influenzare la costruzione dell' edifizio,
come anche Raffaello avrà potuto aiutare l'amico
suo nell' impresa e come questi avrà potuto giovarsi
per essa pure dei consigli del suo maestro Bramante.
Tali ingerenze molteplici spiegherebbero anche, se-
condo lo Schulze, perchè fino ai nostri tempi si abbia
creduto dovere scorgervi la mano ora di uno, ora di
un altro dei più rinomati architetti, attribuendolo
sia a Michelangelo, sia al Bramante, a Raffaello,

Giulio Romano o al Peruzzi. Neil' esecuzione di
questa fabbrica, Aristotile, come era d'ingegno ver-
satile, avrà molto imparato, sicché dopo la morte di
suo fratello Giovanfrancesco (1530) fu in grado di
sostituirlo nella costruzione o piuttosto nel compi-
mento del Palazzo Pandolfini a Firenze, progettato
da Raffaello. La supposizione che Aristotile sia l'ar-
chitetto del Palazzotto Linotte, naturalmente per
ora resta soltanto una congettura. Forse ricerche
ulteriori negli arcbivi e lo studio più accurato dei
disegni architettonici di quell'epoca nella Galleria
degli Uffìzi o altrove gioveranno a cbiarire la que-
stione in modo definitivo.

C. uk Fabriczt,
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