Archivio storico dell'arte — 5.1892

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nel secolo scorso; e poiché il Cenacolo pinto dal Lomazzo nel refettorio dell'Exconvento della
Pace non fu mai ritenuto opera del Ferrari, ed ha « la forme naturellement oblongue de in com-
position » leonardesca.

Di questa Cena della Passiono fu fatta un'incisione all'acqua tinta da A. Nardelli, acqua-
rellata da A. Biasoli, ma di piccole dimensioni e grossolanamente eseguita ed appena sufficiente
per dare un'idea dello splendore della tavola grandiosa. Questa misura metri di altezza

per metri 2.32 di larghezza, esclusa la colossale cornice dorata alta circa cinque metri e larga tre.

Dissi che i documenti fanno credere che essa Cena sia opera di Gaudenzio e del Della Cerva,

Fig. 12a. Cenacolo attribuito a Gaudenzio Ferrari, nella Galleria Leuchtenberg di Pietroburgo.

ed a me non pare difficile distinguervi la mano di questi. Infatti la pala della Passione è fra
le opere del Ferrari l'unica da me veduta che abbia colori affatto chiari e che peccano, relati-
vamente, quasi di uniformità e di monotonia. Gaudenzio, all'opposto, amava il forte colorire e la
somma varietà. Il Della Cerva invece nelle sue opere si distingue specialmente per qualità con-
trarie, e citerò solo un quadro, a mio parere e di molti certamente suo, checche ne dica il Bordiga.

Questo quadro, che conserva colori affatto identici a quelli della Cena della Passione, si
trova su di un altare dell'Oratorio di Sant'Aquilino in Milano, trasportatovi, or sono due anni,
dalla sagrestia dell'attigua Basilica di San Lorenzo. Bappresenta Cristo risorto che appare nel
cenacolo agli apostoli, e Tommaso che mette il dito nella piaga del costato.

Esaminando adunque tali due opere, son venuto nella convinzione che si possa con fonda-
mento arguire essere il disegno della Cena della Passione da ritenersi del Ferrari, e la colora-
zione, almeno in massima parte, del Della Cerva.

Un preteso cartone della Cena della Passione si vede in una delle sale dell'Accademia
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