Archivio storico dell'arte — 5.1892

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AMBROGIO MARAZZA

Albertina di Torino, fra molti altri cartoni al carbone di Gaudenzio e della scuola, e proviene,
come tutti, dal Castello del Re, ove si trovavano negletti e rovinati dalle sfregature, trasmessovi
nel 1832 per ordine di Carlo Alberto. E segnato col n. 11, e nella nota ufficiale di trasmissione
è detto: « Studio in grande eia- fu parte del quadro dipinto do Gaudenzio Ferrari nella Chiesa
detta Passione in Milano, rappresentante il Cenacolo » (fig. 19").

L'ho qui riprodotto, fotografatomi dal Signor Allais di Torino, per gentile concessione del
Comm. Prof. Carlo Biscarra, perchè appaia chiaramente l'errore di tale dicitura.

Tale cartone, del certo di non eguale finezza della Coena Domini di Gaudenzio nella Sa-

Fio. 1.7'. Disegno hi hahikba Gaudenziana, presso il Dott. G. Frizzori di Milano.

grestia Inferiore del Duomo di Novara, vi corrisponde nelle generalità, come io da più anni ho
fatto osservare ; manca però dello sfondo e del bellissimo giovinetto inserviente alla sinistra di
chi guarda la tavola.

È di un certo interesse poi il confronto di quella bellissima tavola con questo cartone torinese.

Collocato molto in alto, fu già da me creduto autentico, se non che debbo ora ritenere
che quel cartone è solamente opera di un discepolo o di un imitatore di Gaudenzio poco carat-
teristico. Per conto mio lo reputerei copia non tanto abile da servire per qualche riproduzione,
fatta sulla Cena del Duomo novarese, dalle dimensioni della quale tavola il cartone dell'Albertina
non differisce gran che, misurando metri 1.33 di larghezza per metri 1.50 di altezza.

E infatti lo si confronti con lo studio autentico nella stessa sala esistente, fatto da Gaudenzio
Ferrari, per la Pietà di casa Crespi in Milano, e con quanti altri cartoni autentici ivi si trovano,
e si vedrà quale abisso lo separa (fig. 20"). La mano spedita dell'autore non si ravvisa, ma un disegno
stentato assai; i tipi non corrispondono esattamente a quelli di Gaudenzio nò nell'assieme, nè nei
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