Archivio storico dell'arte — 5.1892

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LA VERGINE COL "AMBINO E IL 8. GIOVANNINO

DI GUIDO BENI IN FIRENZE

Eli l'amante dell'arte è di un'atti-attiva singolare il con-
fronto fra le opere eseguite, sia collo scalpello, sia col
pennello, ed i disegni che a quelle si riferiscono. Accanto
al quadretto del Correggio, che sotto il nome di Tiziano
tuttora sta esposto nella saletta di Scuole italiane agli
Uffizi e che abbiamo presentato riprodotto in questo pe-
riodico, 1 trovasi altro piccolo dipinto di forma ottagonale,
eseguito sul rame, di mano di altro dei nostri maestri
egregi, Guido Keni.2 E una cosetta tanto delicata e fine
nelle sue tenue proporzioni, insolite all'autore dell' olim-
pica Aurora e della tragica Strage degl' Innocenti, da farci
(piasi dimenticare che ci troviamo dinanzi ad una crea-
zione dell' età della decadenza. Gli è che gì' ingegni su-
periori sanno resistere alla corrente della depravazione e nell' animo loro serbano spesso la fonte
pura delle ispirazioni umane e divine ad un tempo, che si innalzano al di sopra di quanto suole
attirare il volgo.

Nella composizione del quadretto indicato, infatti, vanno di pari passo lo spontaneo studio
del naturale e la idealità del pensiero, per cui apparisce a ciascuno, che la riunione di quelle
tre figurine si riferisce propriamente a qualche cosa di straordinario. Chi così non sentisse cre-
diamo non sarebbe capace di apprezzare l'opera a seconda del vero suo merito.

Quanto non ci riescirebbe gradito lo scoprire la genesi di una creazione così prelibata in
qualche disegno che ci si offrisse quale primo pensiero dell'artista! La lusinga invero ci vien data
dal catalogo degli Uffizi stesso, poiché alla descrizione del quadro quivi va unita l'avvertenza
che la Galleria possiede pure il relativo schizzo nella sua ricca collezione di disegni.

Esiste infatti il foglio di simile soggetto racchiuso entro forma ovale, eseguito a matita nera,
ed è visibile, salvo errore, nella terza sala dei disegni esposti (cornice num. 287, numero del
disegno 793).

Il catalogo speciale dei disegni e delle stampe lo indica alla sua volta quale pensiero per il
quadretto esistente nella Galleria; ma lo è poi realmente? Noi, a dir vero, stenteremmo alquanto
a crederlo. Mentre per consueto l'incanto dei grandi maestri si rivela eminentemente nel primo
getto delle loro creazioni, anzi, spesso in grado superiore a quello che apparisce nell'opera ese-
guita, nel caso concreto si verificherebbe precisamente l'effetto opposto.3 Si veda, per esempio,

1 Vedi anno IV (1891), fase. I, a proposito della mia 1 Vedasene la riproduzione nell'unita fìg. la, rica-

recensione del libro di Ivan Lermolieff: Die Gahrien vata da una fotografia dei fratelli Alinari di Firenze.

zu MUnehen und Drenile». 3 Vedi fig. 2a.

Archivio storico dell'Arte - Anno V, Fase. III. 0
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