Archivio storico dell'arte — 5.1892

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GUSTAVO FRIZZONI

quale divario corre fra il bell'ovale del viso della Vergine nel dipinto, dal mento gentilmente
appuntato e quello alquanto incerto nel foglio a disegno. Poi che la composizione è presa nel
senso inverso del dipinto, ne nasce che il Putto è messo a benedire colla mano sinistra, circo-
stanza affatto insolita a riscontrarsi in un concetto originale. Molle e indeterminata nel disegno
è la mano della Vergine, che cinge il fianco di lui, non che quella del Bambino, alzata sopra
la testa del San Giovannino. Richiamiamo in fine l'attenzione del lettore sull'andamento pesante
e confuso delle pieghe dei panni a confronto di quelle ben più nobili e più composte del quadro,
per concluderne che il disegno degli Uffizi difficilmente si vorrà considerare per uno studio ge-
nuino di Guido Peni da avergli servito dipoi alla esecuzione del dipinto. Sarà dunque, crediamo,
il foglio menzionato uno studio di qualche altro bolognese della scuola di Guido, condotto come
reminiscenza della gradita composizione del maestro. Se lo scrivente dovesse convincersi invece
di avere preso abbaglio e che lo schizzo degli Uffizi, che non gli sta presente se non mediante
una fotografia mediocre, avesse a dimostrarsi per un originale del maestro, egli si dichiarerebbe
pronto fin d'ora a fare ammenda del suo errore.

Comunque sia, è ben altra cosa l'altro disegno della composizione medesima, che diamo
riprodotto in apposita tavola, gentilmente fornita al periodico dalla liberalità del signor Arturo
De'Marchi, che tiene in Milano (via Antonio Sciesa, 4) un grandioso stabilimento artistico pei
diversi rami delle riproduzioni meccaniche.1 Poiché è un facsimile dell'originale nel più stretto
senso della parola quello che ci sta dinanzi agli occhi, sarebbe inutile l'osservare quello che già
si vede, cioè che il disegno è eseguito a matita rossa. La grandezza supera di pochissimo le
dimensioni della tavola in fototipia. L'originale trovasi nella raccolta di disegni e di stampe
già appartenute al defunto senatore Giovanni Morelli e da lui destinata al Museo Municipale
della città di Milano.

Scorgendo il nesso che corre fra il dipinto e il disegno egli, non senza buone ragioni aveva
attribuito quest'ultimo allo scolare di Guido, Simone Cantarini da Pesaro, pittore nato nel 1611
e morto nel 1648. Leggendone la vita nella Felsinei pittrice del Malvasia (t. II, p. 373) si vede
come egli vada noverato fra i più entusiastici seguaci del valente caposcuola e quanto desse
opera allo studio del disegno, ch'egli riesci poi a trattare con una scioltezza e con una eleganza
tutta sua, quale viene attestata tuttodì dal gran numero di fogli suoi conservati nelle raccolte.
A confronto dei medesimi apparisce assolutamente timido quello della raccolta Morelli, sì che
conviene ammettere che se è realmente suo deve appartenere al novero dei suoi più precoci saggi
e alla tendenza ad attenersi strettamente ai modelli di Guido Reni. Esso corrisponde esatta-
mente al quadretto del maestro, salvo che la composizione vi è disposta nel senso contrario, di
modo che il Bambino quivi pure è posto a benedire colla mano sinistra. Non è da escludere
in fine il dubbio che sia stato in origine lucidato da un disegno di Guido stesso e leggermente
accentuato poi in alcune parti secondo il concetto di un'arte già un po'più inoltrata, come si po-
trebbe notare in ispecie nella linea fortemente serpeggiante delle palpebre della Madonna e nella
squadratura del suo mento.

Fatto sta eh'è un prodotto squisito dell'arte bolognese e che torna a massimo onore princi-
palmente dell'inventore di così aggraziato ed affettuoso gruppo di figure. Non è d'altronde che
un piccolo saggio di quello che la raccolta Morelli offre in fatto di disegni degli antichi mae-
stri, in ispecie di quelli di scuola bolognese, che potranno fornire soggetti ulteriori da illustrarsi
in questo periodico, all'infuori di quelli vie più preziosi artisticamente, che diedero luogo alcuni
anni or sono alla nostra pubblicazione fatta d'accordo col defunto senatore dall'editore l irico
lloepli di Milano, col titolo: Quaranta disegni scelti della Raccolta Morelli, riprodotti in eliotipia e
accompagnati da breve testo esplicativo.

Gustavo Frizzori.

1 Vedi fig. 3a.
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