Archivio storico dell'arte — 5.1892

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NUOVI DOCUMENTI

dell'architetto de Sanctis ci privò del quadro del
Perugino, 1 che fu lasciato a Lione, dopo le re-
plicate istanze fattene al papa dai Lionnesi. Ma
il peggio si è che il Commissario Big. Desanctis,
a cui erane affidata la ricupera, ci vuole addebi-
tare del conto e delle spese del viaggio, ritorno
ed incasso del quadro. Veda stravaganza meravi-
gliosa ch'è questa! Egli non si ricorda che Ales-
sandro d' Este 2 lo incaricò di partire suhito verso
la metà di novembre al compimento della missione,
ed invece prolungò la partenza al mese di marzo;
ritardo che portò la rovina dell'operazione. S'era
convenuto di rimborsarlo delle spese de' viaggi e
incasso etc, e di una ricognizione di fr. 200, qua-
lora avesse bene effettuato ii suo impegno. Ora
pretende il rimborso di fr. 600, anzi se gli ha fatti
pagare dal sig.r Larcher spedizioniere, al quale
era dato l'ordine nei termini qui adesso [ad retro?]
espressi. Pare quindi che la cosa meriti di essere
governata in miglior modo; e di ciò mi raccomando
alla di Lei benevolenza; giacché per 1'ultima sua
Ella si asserisci» pronto a favorirmi in qualunque
occasione si abbisognasse della di Lei opera, e con-
siglio. E dappoiché i Lionnesi ritengono il quadro
che s'era convenuto, per assenso ancora del (in-
verno, di ricuperare, sembrerebbe ragionevole che
essi dovessero rimborsarci le spese incontrate va-
namente per tale spedizione. E il sig.' Desanctis,
il quale non ha adempiuto agli obblighi del suo
incarico, non può ripetere da noi altro compenso,
che il rimborso delle spese di viaggio, qualora
queste non gli vengano pagate dal governo Francese,
ma oltre ipieste pure spese, non ha luogo la ri-
cognizione delli fr. 200, e molto meno il rimborso
di altri fr. 200 per la Cassa e imballaggio d'un
Quadro, che non fu mosso dal posto suo. Anzi a
buon diritto dovrebbe esso portar la pena della
sua negligenza, perchè da essa appunto derivò la
perdita del quadro. 11 Io non entrerò in ulteriori
dettagli su tal articolo ; mi basta d'averglieli toc-

1 Tavola raffigurante V Ascensione di Cristo. Del
resto rimasero pur troppo in Francia una cinquantina
di quadri e più, fra i quali altri tredici dello stesso
Perugino.

2 Questi era segretario dell'accademia di S. Luca,
incaricato dal Canova della seconda spedizione degli
oggetti.

3 Parrebbe dunque da queste parole e dal fatto
sopra narrato che non fosse spontanea generosità di
Pio VII, ((nella di lasciare ai Lionesi il quadro cedendo
alle loro preghiere, come riferisce il sig. Gh Contarmi
(opuscolo citato, p. 54, nota); bensì forzata condiscen-
denza.

| cati brevemente, per assicurarmi ch'Ella ne caverà
materia chiara e sufficiente onde governare questa
faccenda, e condurla al suo fine con quella discre-
zione e prudenza, e interesse, che suole esser pro-
prio di Lei. Io non Le domando scusa della briga,
che Le arreco, perchè conosco a prova il gentile
animo Suo, e bramoso de' suoi riscontri e de' suoi

, comandi, unito al fratello me Le ripeto con tutta
la stima e la più ben sentita gratitudine
Di Lei

Roma 9 Maggio 1816

Obbl.mo aff.m° ser. ed am.
Antonio Canova.

VII.

Mio chiarissimo Signore, [Luigi Angeloni]

Rispondo alle due gentilissime Sue 29 Agosto,
e 6 Settembre; per la prima delle quali Ella mi
dà la consolante notizia di aver riavuta la libertà
dopo due mesi di arresto. Cosa che mi afflisse mol-
tissimo, e più ancora per le cagioni, 1 eh' Ella me
tic accenna. Di tutto ciò che da Lei mi viene
scritto sul proposito dell'operato del Santi,2 le
sono grato e mi persuado benissimo che quel ga-
lantuomo abbia giovato gì' interessi suoi splendi-
damente in quelle circostanze. Ma deggio farle
mille atti di ringraziamento per ciò che col suo
mezzo si è ottenuto dal Maire di Lione, secondo
che suonano le lettere del medesimo, il quale non
dubito abbia già dati gli ordini opportuni del rim-
borso delli franchi 000 a M.' Larcher. Vero è che

! si erano promessi al De Santi fr. 200 di retribu-
zione, ad opera fornita: ma il tempo impiegato

! nei viaggi e permanenza gli venne e resta preci-
samente retribuito e conteggiato nella enunciata
somma di fr. (100. Sicché mi parrebbe ora affare
finito, senza più parole né dall'una parte né dal-
l' altra.

Duolmi sommamente che il sig. Co: Ginnasi [?]
abbia scritto a Roma in modo che a Lei non.
i piaccia; e certamente dovea prima passar parola
d'intelligenza con Lei, onde non arrischiare d'avere
le sue disapprovazioni. Sono però certo ch'egli
abbia ciò fatto per puro sentimento di affezione

1 Cagioni politiche; chè il vecchio tribuno di Roma
mal sapeva acconciarsi alle restaurazioni monarchiche.
• Santi, per De Snudi*, l'architetto menzionato nella
i precedente lettera; così scrive anche l'Angeloni.
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