Archivio storico dell'arte — 5.1892

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al di Lei bene e su questo riflesso merita scusa
e perdono.

Io La prego di favorirmi l'ulteriori notizie
della sua persona e di ciò che la riguarda; perchè
non posso mirare senza un vivo interesse la sua
presente situazione. In tutto quello eh' io valgo
mi adoperi liberamente, e si accerti che mi ritro-
verà costantemente pieno di attaccamento e di pre-
mura verso di Lei, che io stimo e venero oltremodo.
Gradisca i saluti del fratello e credami col più
sincero rispetto e considerazione

Di Lei

Roma, primo ottobre 1816

Obbl. ed Aff. Ser."
Antonio Canova.

VHL

Stimatissimo Signore, [Luigi Angeloni]

Rendo a Lei grazie de' felici presagi, eh' Ella
per insigne benevolenza mi manda nella ricorrenza
delle feste natalizie, e pel nuovo incominciato
anno. Tal costumanza, osservata per lo più come
un atto di semplice cerimònia, io la considero in
Lei come un attestato vero e ingenuo di cordiale
amicizia per mio fratello e per me, ambedue ri-
conoscenti alla di Lei memoria.

Seppi già dal Sig. Hamilton che il Sig. D.r Gran-
ville erasi trasferito in Parigi, onde perfezionarsi
nella ostetricia; e bramo sommamente che l'onesto
intendimento, a cui dirige li nuovi suoi studi, abbia
il desiderato effetto. Riguardo poi a ciò che Ella
mi tocca sull' esser egli solo stato dimenticato nei
regali che questo governo ha fatti a quello di
Londra, piacemi essere invitato da Lei ad entrare
in dettaglio su tale articolo.

Dev' Ella dunque sapere aver io, subito ritor-
nato qua, parlato più volte al sig. Card. Consalvi
per fargli addottare il progetto di deputare un
agente di Roma a Londra nella persona del sig.
D.r Granville, del quale non mancai rilevare i ta-
lenti e i meriti. Ma i miei buoni uffizi non sorti-
rono felice successo ; perchè erasi già in preven-
zione incamminata fra il Cardinale e il S.r Visconte
di Castlereagh l'intelligenza di mandarvi quando
che fosse un Prelato.

Tutto questo ed altro io scrissi all'amico nostro,
al quale, per non vederlo fraudato di un qualche
segno di gradimento, mi son creduto dover sup-
plire io stesso al debito altrui, mandandogli un

Archivio storico dell'Arte - Anno V, Fase. III.

ritratto dipinto da Tiziano, e che mi costò in Ve-
nezia più di cento zecchini; come pure di mia sola
volontà manderò al duca di Wellington ' a cui il
Governo non ha pensato di mandar alcun regalo,
un busto ideale marmoreo, un secondo al sig. Vi-
sconte di Castlereagh, e un terzo al sig. Hamilton,
oltre ad un bello e conservatissimo quadro di Ti-
ziano; regali che faccio io proprio e del mio pe-
culio. 2 Ella potrà leggere ne' pubblici fogli 1' uso
da me fatto di quell' annua pensione accordatami
dal S. Padre ;3 e voglio eh' Ella pur sappia, come
a mio fratello non fu data una spilla, anzi nè una
parola sola di ringraziamento, onde si conosca che
non si vuole arricchire per questa via. — E ciò
noto a Lei parzialmente affinchè sia bene infor-
mato della cosa, e della mia leale condotta verso
del nostro comune Amico; troppo standomi a cuore
di purgarmi dinanzi a lui, e a Lei, d'ogni ombra
di poco affetto, e di colpevole negligenza: del che
mi scusano abbastanza tutte le lettere scritte al
medesimo su tal proposito. Ma di ciò non più
oltre. — La prego di salutarlo a nome di entrambi;
ed aggradisca i sensi della particolare mia stima
e affezione, con cui sono
Roma 12, del 1817

Suo aff. amico
Antonio Canova.

IX.

Pregiatissimo Signor mio, [Luigi Angeloni] 1

Le sue cortesi espressioni mi legano d'un ob-
bligo assai grande alla sua particolare benevolenza.
Come io le stimo figlie del gentile suo animo, così
mi sono più care e maggior riconoscenza meritano
dal mio cuore. La prego quindi a credere che non

1 II duca di Wellington aveva giovato indirettamente
anche alla causa dei Romani, facendo valere i dritti dei
Belgi. (V. la lettera sua al Castlereagh nel Journal
des Déhats, 18 oct. 1815, riprodotta in parte dal Conta-
rini, op. cit., p. 36-39).

1 Ammiriamo la squisita generosità del grande ar-
tista, che sopperiva egli all' incuria o gretteria della
Corte Romana!

3 Al titolo di march. d'Ischia era annesso l'annuo
assegno di scudi 3000: ma il Canova li volle devoluti
a favore dell'accad. di S. Luca di Roma e degli artisti
bisognosi.

4 Questa letterina di complimento inserisco pure fra
le altre, perchè serve a mostrarci la continuazione della

j buona amicizia fra il Canova e l'Angeloni per ciò che
I segue.

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