Archivio storico dell'arte — 5.1892

Seite: 194
DOI Heft: 10.11588/diglit.18091.21
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18091.25
DOI Seite: 10.11588/diglit.18091#0231
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1892/0231
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
194

NUOVI DOCUMENTI

dissimili da' suoi sono i miei voti per ogni suo
bene ; e a farsi certo che io desidero sempre pro-
varle col fatto la stima, e l'attaccamento grato
che ho verso di Lei. Questi sensi dureranno quanto
la vita e quanto essa mi saranno carissimi.

Gradisca gli [sie] rispetti del fratello e credami
con tutta la considerazione e l'amicizia
Roma 3 del 1818

Suo obbl. aff. Serv. ed Amico
Antonio Canova.

X.

Chiarissimo Sig. Marchese [Antonio Canora]1

Il sig. Carlo Kelsall, gentiluomo inglese, ed
egregio e dotto uomo, che viaggiò per molte Eu-
ropee contrade, e fece dimora in più splendide
città per suo diletto ed ammaestramento, avviasi
ora a cotesta volta per deliziar tra le maravigliose
ed innumerevoli cose onde abbonda la nostra bella
Roma, alla quale, per tanti rispetti, non ha città
nel mondo che si possa appareggiare. Ma chi è
che or propongasi di venir costà, il quale non
abbia ardentissimo desiderio di conoscer personal-
mente il primo tra gli artefici viventi, e veder
quivi altresì alcuna delle pregiatissime sue opere?
Per certo niuno.2 Non maraviglio dunque che il
sig. Kelsall abbia sollecitato me, il quale egli seppe
esser molto a Lei divoto, che gli dessi questa let-
tera per potere avere agio presentandogliela, d'am-
mirare Lei dappresso, e riverirla, e farle plauso.
E, perciocché io non dubito punto eh' ella non sia
per raccorre questo valoroso mio amico così di
grado, e così gentilmente, come ella far sempre
suole con chiunque a Lei si presenti, sì io non mi
distenderò in dirle altro, se non che ella procacci
di servarsi sempre sana e in prò dell'italica patria
che tanto di Lei s' abbella, e degli amici che ne
vivon consolati, e del mondo che grandemente e
debitamente L'onora.

E qui mi taccio.

Di Parigi a' 6 di Luglio 1818.

Il Suo obbl.'"" Serv." ed A.""
L. Angeloni.

1 Di questa lettera dell'Angeloni al Canova non esiste
nella collezione che la minuta: la missiva fu natural-
mente presentata come commendatizia.

2 Anche allorché il Canova fu a Londra, come ab-
biamo ricordato, nel 1815, venne fatto segno a grandi
onori e richiamò, perfino da lontani paesi, ammiratori,
come il marchese di Lansdown, che accorrevano per
conoscerlo di persona. (V. G. Contarini, op. cit., p. 62).

XI.

Prestantissimo Signore, [Luigi Angeloni] 1
Roma 22 Agosto 1818

Il Sig.r Carlo Kelsall mi ha favorito la genti-
lissima e cara lettera, per la quale Ella si è com-
piaciuta dirigermi e raccomandarmi il detto Cava-
liere ornato di sì belle e virtuose qualità, le quali
naturalmente debbono interessare chiunque a di
lui vantaggio. Onde io mi chiamerei ben fortunato
di poter operare qualche cosa a di lui gradimento,
affinchè potesse conoscere la stima che fo di Esso
e delle raccomandazioni di Lei.

Molto grate al mio cuore furono le notizie per
di lui mezzo avute della di Lei persona, e della
nuova opera, a cui sta presentemente lavorando.
Desidero di poter anch'io a suo tempo gustare que-
sto altro monumento classico della eloquente e ro-
busta sua penna, e dell'animo suo sempre caldo di
amore patrio Italiano. 2

Mi conservi la preziosa sua benevolenza e cre-
dami con tutto il rispetto e la considerazione

Il Suo aff. Canova.

XII.

Prestantissimo Signor mio, [Luigi Angeloni]

Non voglio lasciar correre alcun tempo in mezzo
per non ritardarle il dovuto ragguaglio dell'aver
ricevuto in questo momento le due Copie della Sua
opera sopra l'Italia, delle quali per una singoiar
gentilezza e cortesia Ella si compiace farmi così amo-
revole dono. 3 Io le leggerò subito con somma im-
pazienza unito al Fratello mio, che meco La ringra-
zia della cortese memoria, che conserva di Lei [sic].
Sono certo che l'opera debba rispondere al sommo
valore del Suo autore; e che dimostrisi ancor per
essa novellamente il di Lei fervidissimo amor patrio
Italiano.

Élla si accerti di tutta la gratitudine mia per
ciò ch'Ella si sarà compiaciuta di dire a mio ri-

1 Questa lettera è la risposta alla precedente.

1 Veramente di quest'opera non è cenno nella mi-
nuta (X), da noi riprodotta, ma forse vi fu un'aggiunta
nella commendatizia stessa o il latore ne parlò a voce.
Circa l'opera, vedi la lettera e la nota seguenti.

3 E il libro, oggi piuttosto raro e ricercato. Del-
l' Itali» uscente il settembre 1818, e che allora menò gran
rumore. Quivi l'A. consiglia gl'Italiani a non isperare
ormili più che in sè stessi e a darsi governo repub-
blicano.
loading ...