Archivio storico dell'arte — 5.1892

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NUOVI DOCUMENTI

cittadini, 1 io non sarò stretto a dir cose ohe per
avventura esser potrebbon discare al governo ro-
mano; del quale Ella dee aver già veduto ch'io
anzi parlai con molta lode, e molta reverenza, e molto
suo prò nell'opera mia. Che alla fin fine io dovrei
poi esser veritiere, e narrar le cose con aperta
verità, siccome conviensi a libero uom d'Italia. 2

Ella attenda a festeggiar lietamente il santo
Natale, e a star sana col nostro gentilissimo s;gnor
Abate 3 nel prossimo novello anno, ed in moltissimi
altri susseguenti.

Di Parigi, a' 10 di dicembre 1818.

Il suo Dmo ed Obblmo Ser.™ ed Ani.™
Luigi Angeloni.

XIV.

Roma, 31 Decembre 1818.

Pregiatissimo Signore, [Luigi Angeloni]

La sua gentilissima del 16 spirante mi giunse
appunto allora eh' io avea finito di leggere gli in-
teressanti e classici suoi ragionamenti sopra l'Ita-
lia. Non saprei ritrovare espressioni conforme al
molteplice piacere da me provato in questa let-
tura; nò potrei encomiare abbastanza il generoso
e liberissimo suo patrio zelo, con che tolse il ma-
gnanimo impegno di proteggere le nostre Italiche
cose. Ancor io, come Italiano, Le rendo le grazie
che so e posso maggiori. Solamente nel quarto ra-
gionamento, ove trattando della ricupera de' nostri
capolavori Ella si compiace parlare del sig. Ha-
milton e di me, avrei bramato di tenere un previo
discorso con lei solo particolarmente; perciocché
sono certo che dalle mie parole e dai documenti
ch'Ella non conosce ancor tutti, fatto consapevole
di tutta la verità, e dell'ordine con cui fu iniziata
e condotta a fine quella impresa, Ella ne avria
potuto render ragione più esatta e più veritiera
di quella che per lei potevasi dedurre o dal poco

1 Queste parole in corsivo sono così sottolineate
nella minuta.

' Cotali vanterie erano nell'indole bizzarra dell'An-
geloni ; il quale si reputava scrittore di assai maggior
peso ed autorità di quel che i contemporanei non lo
stimassero, e che, mentre si atteggiava a censore su-
premo ed indipendente, avrebbe pagato un occhio per
essere nominato socio nelle cento Accademie d'allora,
e specialmente in quella della Crusca (come mi risulta
da altro lettere, della stessa collezione di Varallo-Sesia,
che pubblicherò fra breve).

3 S'intenda l'abate G. B. Sartori-Canova.

e dal breve discorso fra noi avuto in Parigi, o da
ciò che ne dissero i pubblici fogli. 1

Per quello che s'appartiene poi alla proclamata
escavazione del Tevere, dopo il giusto encomio al
singolare e costante suo amor nazionale, io debbo
dirle che non posso entrar punto nel merito di un
progatto, del quale generalmente non si presagi-
sce [sic] grandi successi ; e secondamente vengo
assicurato che il nostro Governo siasi già colle op-
portune e provvide disposizioni guarentito da qua-
lunque evento. E questo valga intanto a sua quiete.

La prego di aggradire i voti di mio fratello e
di me per ogni suo bene nell' imminente nuovo
anno; e di credermi con tutta la stima e la con-
siderazione
Di Lei

Obbl.m" Aff. Servitore e A.
Ant. Canova.

Istrumenti

di allogazione e di quietanza della tavola di Luca Signo-
relli figurante il Battesimo, dichiarata d'importanza
nazionale, ebe esiste nella chiesa di San Medardo di
Arcevia.

L

In Dei nomine amen. Die quinto mensis lunii
anni 1508. Indict. XI. tempore Sanctissimi Dni no-
stri Dni luiii pape IL Actum in terra roche con-
trate in platea magna communis juxta portam
palatii residentie potestatis diete terre roche in pa-
latio undique sunt vie publice presentibus Franci-
sco Tacobi diane, Francisco Sanctis martirum, Ca-
tarino Sanctis Catalani et Federico baptiste Con-
stantii testibus etc.

Bartolomeus Petri Taxti et Angelus magistri
Gabrieli* de dieta terra roche ut scindici et pro-
curatores universitatis et Fraternaliun Fraternite
Crucifixi Ecclesie S.' Ioannis de dieta terra asseren-
tes habere validum mandatum ad infrascripta manu
Ser Ioannis baptiste Ser Bernardini de dieta terra
notarii publici inde rogati omni meliori modo quo
potuerunt de Jure conduxerunt ad complendam

1 Questo rimprovero del Canova ad uno scrittore
troppo politico per essere storico imparziale, appare
tanto più meritato per noi, quando appunto, circa al
disbrigo di quella missione, possiamo ora conoscere i
documenti accennati qui dal Canova, pubblicati in parte
da G. Contarini nel più volte citato volumetto Canova
a Parigi nel 1815.
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