Archivio storico dell'arte — 5.1892

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RECENSIONI

I dipinti di Lorenzo Lotto nell'Oratorio Suardi in Tre-
scorre Balneario. — Bergamo, stab. tipo-litografico
Fratelli Boli», 1$91.

Un'accUrata m nografia del valente scrittore di
arte signor Pasino Locatelli, edita con ricchezza
di tipi ed illustrazioni nel numero limitato di 300
esemplari a cura dell'onorevole signor conte Gian-
forte Suardi, ha offerto il modo di far conoscere
anche agli artisti lontani questi preziosi dipinti ad
affresco di Lorenzo Lotto nella chiesuola di Santa
Barbara in Trescorre, di cui già correva viva la
fama fra gli intelligenti di cose pittoriche.

E poiché, per imprescindibili ragioni di spazio,
non può il nostro periodico dare una lunga ed ac-
curata recensione quale si meriterebbe lo studio
vigorosamente dettato dal chiarissimo Locatelli,
siamo lieti di poter offrire ai nostri lettori una ri-
produzione di uno fra gli affreschi dell'oratorio
Suardi di Trescorre, che più rifulge pei pregi di
composizione e di grazia, nei quali il Lotto si mo-
strò veramente maestro fra gli artisti suoi contem-
poranei.

Nella larga zona sopra il dipinto, in cui rav-
visiamo in tre tondi le immagini del re Davide, j
della Sibilla Eritrea e di Isaia, non è da vedersi
che la continuazione della fascia che gira d'ogni
intorno alla cappella, colle figure a mezzo busto di
Santi, Profeti e Sibille, tolte per lo più dall'Antico
Testamento.

Il soggetto trattato nel sottostante dipinto è
quello della vestizione, avvenuta il 18 marzo 1212,
dell'abito francescano da parte della figlia di Fa- ;
verino Sciffo, Chiara d'Assisi, (die tanto fu esaltata
dalla Chiesa pel suo fervore religioso e per la sua
pietà.

La scena è complessa e maestosamente svolta
non meno di quello che avrebbe fatto l'insigne ar- |

tista ove l'avesse riprodotta in una pala chiesia-
stica.

Un vescovo in pomposi abiti sacerdotali, ritto
in piedi presso l'altare e seguito da numeroso corteo
di assistenti, sta leggendo le sacre preci su un mes-
sale che un chierico, divotamente inginocchiato,
tiene aperto sopra il suo capo.

Le persone che compiono il rito e quelle che
assistono sono diciotto, e la Santa, spogliata degli
abiti profani ed a braccia aperte, ascolta le forinole
rituali lette dal vescovo, e attende che questi, ul-
timate le preci, le imponga lo scapolare che tiene
fra le mani.

Com3 era d'uso fra i pittori del tempo, il grappo
femminile è distinto dal maschile; nel primo di
essi, a destra del dipinto, va specialmente notata,
per l'espressione del viso, la fanciulletta inginoc-
chiata colla corona fra le mani giunte. Si tratta
evidentemente di ritratti di persone della famiglia
dei Suardi, gli ordinatori del dipinto nel 1524, e non
vi manca perfino la nutrice con un fantolino fra le
lii-accia.

Gli uomini che assistono alla scena nel lato si-
nistro guardano serii e silenziosi, e si vede espressa
una singolare commozione nell'accolito che tiene il
pastorale, reclinando il capo sulla destra spalla. Ai
suoi piedi un fanciulletto, che pare additi la Santa
ai circostanti, viene tirato a sè per un braccio da
altro degli assistenti, perchè forse non disturbi la
sacra funzione, e vi fu posto evidentemente per dare
maggior parvenza di vita alla scena rappresentata.

Nell'altare di sfondo, su cui notansi riprodotti
i candelabri medesimi tuttora conservati nell'ora-
torio Suardi, dipinse il Lotto il Cristo crocifisso fra
la Madre e San Giovanni, e badisi all'accorgimento
dell' artista nel fingere rotta la parete a destra
dell'altare, per dare al quadro maggior estensione
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